La bellezza senza tempo di Alida Valli

La sua città le ha reso il dovuto omaggio con una due giorni di cultura, di arte, di cinema e di teatro. Se ne sono fatti promotori l’ente pubblico Pula Film Festival, il Cinema Valli e la Comunità degli Italiani

Gordana Restović, Bruno Cergnul e Tamara Brussich

Un ritratto dietro l’altro rievoca la bellezza senza tempo di un’artista che ha fatto scuola pur restando un’introversa. Ieri, cent’anni fa, nasceva Alida Valli, e nasceva in nessun altro posto al mondo che a Pola. La sua città con i suoi enti e le associazioni le ha reso il dovuto omaggio con una due giorni di cultura, di arte, di cinema e di teatro di buon gradimento. Se ne sono fatti promotori l’ente pubblico Pula Film Festival, il Cinema Valli e la Comunità degli Italiani di Pola in uno sforzo comune che ha finalmente calamitato in sala un pubblico ormai affamato di arte e spettacoli per il prolungato digiuno. L’esposizione consiste in una numerosa collezione di riproduzioni fotografiche in bianco e nero, principalmente ritratti dell’attrice e alcune scene tra le più celebri della sua filmografia. Alla vernice anche un “esordio politico” di ambito locale: il neoeletto vicesindaco italiano di Pola, Bruno Cergnul, ha dichiarato aperta la mostra dedicata a suo dire “ad un’italiana polese eccezionale perché con il suo carattere forte e poco pragmatico ha saputo sacrificare ai principi anche una parte significativa della carriera”.

Uno dei tanti splendidi ritratti dell’attrice

Importanza a livello internazionale

In tre hanno reso omaggio ieri all’attrice di origini istriane: Gordana Restović (Pula Film Festival), Bruno Cergnul e Tamara Brussich, presidente della Comunità degli Italiani. In tre per dire dell’importanza che ha rivestito nel mondo del cinema italiano e internazionale, dell’icona che è diventata malgrado il suo carattere poco estroverso. Non c’è stata una giovane, all’epoca, che non ne avesse imitato lo stile, il trucco, l’acconciatura. Non c’è stato un giovane che non avesse sognato di sposarla. E tuttavia, rispetto alle altre colleghe più celebrate, la “nostra” Alida Valli è stata sempre una figura schiva, poco mediatica, benché stupenda e benché una delle poche italiane capaci a farsi strada a Hollywood. Ad ogni esaltazione della propria bellezza era solita rispondere: “Ma no, sono carina, sono fotogenica”. E cos’altro è la fotogenia, se non la bellezza pura?

Gremita la hall della sala Valli per l’inaugurazione della mostra

Una lista di capolavori

La sua cinematografia è stata semplicemente una lista di capolavori. L’hanno celebrata in tanti, da Hitchcock (Il caso Paradine) a Pasolini (Edipo Re), da Visconti (Senso) a Reed (Il terzo uomo), e poi ancora Soldati, Vadim, Zurlini, Clement, Chabrol in un elenco che non si esaurisce facilmente. Occhi penetranti, sguardo magnetico, fascino naturale, talento precoce e interpretazione impeccabile. Nessun atteggiamento da diva, pur essendo diventata appunto la diva che non avrebbe mai ammesso di essere. Origini nobili, al secolo la Valli è Alida Maria Altenburger. Il cognome però suonava male per entrare negli annali del cinema italiano. Suonava troppo straniero per l’orecchio del potere, era troppo lungo. Gliene diedero uno più melodioso sfogliando le pagine dell’elenco telefonico: tutta qui la storia e la genesi del nome d’arte. Evidentemente un nome di successo, come l’artista stessa, del resto. Una storia dell’esodo istriano come tante, la sua, che tuttavia avrà la fortuna di sottrarsi all’anonimato a cui sono destinate le masse: la famiglia era fuggita a Come, dove la futura attrice trascorse un’infanzia felice. Il talento, precoce, la porterà a Roma per un esordio a soli 15 anni con ruoli da protagonista fin dalle prime armi. È la storia di una carriera annunciata: dopo “Mille lire al mese” (1938) sarà venerata come l’attrice simbolo del periodo fascista, ma rifiutando poi, con sprezzo del pericolo, di trasferirsi a Salò.

Tre proiezioni di “Alida” per il documentario di Vedresca al “Valli”

Il diario dell’artista

Alla mostra allestita nella hall della sala che porta il suo nome, sono seguite le tre proiezioni del documentario “Alida” di Mimmo Vedresca, che oltre a ripassare tutta la cinematografia della Valli ne mostra il carattere in una dimensione privata. La narrazione prende a spunto il diario a cui l’artista ha rivelato le sue speranze, le gioie, le paure, le angosce, i timori più riposti. Album fotografici, film amatoriali, spezzoni di interviste svelano la donna oltre che l’attrice. Vederli è come ricordare la storia d’Italia del secondo Novecento. Giovanna Mezzogiorno ha prestato la voce alla nonna, con l’aggiunta di vario materiale d’archivio inedito e interviste ad amici come Vanessa Redgrave, Bernardo Bertolucci e Roberto Benigni. Ne emerge un’autentica ribelle, un’anticonformista, una donna intelligente e spiritosa, u carattere forte, una musa per i registi più apprezzati dell’epoca. Per assurdo, la prima vera e propria diva italiana è stata un’anti-diva. “Per tutta la vita ha smitizzato sé stessa, sgretolando la devozione che si aveva di lei”, affermava Marco Tullio Giordana, che la diresse in “La caduta degli angeli ribelli” (1981) e che le fece vincere il David di Donatello.

La targa col codice QR è destinata ai turisti

Stasera il monodramma alla CI

La due giorni dedicata ad Alida Valli prosegue questa sera alla Comunità degli Italiani di Pola. Con inizio alle 19 si terrà la prima del monodramma “Grazie, Alida” di cui sono autori due artisti polesi di non facile accostamento: l’attore e regista Luka Juričić e Petra Bernarda Blašković che interpreterà Alida, un’Alida ormai anziana che si concede l’estremo sfogo di raccontare sé stessa dopo una vita di silenzi. Nonostante l’allentamento delle misure epidemiologiche, i posti in sala sono comunque limitati a 50, per cui si entra su prenotazione. L’emittente televisiva locale TV Nova registrerà la rappresentazione che andrà in onda in prima serata nei prossimi giorni per diffondere lo spettacolo a un pubblico quanto più vasto possibile. Per lo stesso motivo – della divulgazione – all’entrata del Cinema è stata affissa una targa col ritratto e il codice QR per scaricare tutte le informazioni più interessanti sull’attrice e il suo legame con Pola.

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