La bellezza inaspettata delle fabbriche abbandonate

FIUME | Le città di Sisak e Fiume hanno in comune un ricco patrimonio industriale, testimonianza di un passato prospero e laborioso, che ha portato a un forte sviluppo di questi centri urbani. Purtroppo, con la dissoluzione della Jugoslavia e l’indipendenza della Croazia è iniziato il declino di queste città dal punto di vista economico e industriale, per certi versi dettato dai cambiamenti nelle tecnologie di produzione, ma soprattutto come conseguenza di processi di privatizzazione svolti per vie politico-criminali. Negli ultimi decenni, diverse amministrazioni cittadine, tra cui anche quelle di Sisak e di Fiume, hanno riconosciuto il loro patrimonio industriale, ovvero i numerosi stabilimenti dismessi e in stato di totale degrado, come una ricchezza da valorizzare e – nel caso ideale – mettere in funzione di nuove attività, in primo luogo quelle culturali. A Fiume questo processo si sta realizzando nel complesso Benčić, dov’è in corso un’ampia opera di restauro e ristrutturazione, che porterà alla nascita di un nuovo polo culturale della città. A Sisak, invece, è stato avviato un progetto di restauro della cosiddetta “Casa olandese”, che va avanti da alcuni anni.

A confronto le realtà di Sisak e Fiume

La mostra “Il patrimonio industriale di Sisak – 4 fotografi”, allestita nel Museo civico, è un’occasione ideale per mettere a confronto le realtà industriali di Sisak e Fiume, in quanto il percorso espositivo si compone di una serie di pannelli nei quali viene raccontata brevemente la storia di ciascuna fabbrica attiva a Sisak in passato, il tutto corredato con antiche fotografie e articoli di giornali d’epoca. La seconda parte della mostra annovera, invece, una serie di fotografie di Stanko Abadžić, Damir Matijević, Janko Belaj e Miroslav Arbutina, che hanno proposto una visione artistica degli stabilimenti industriali abbandonati, cogliendo la bellezza inaspettata di vecchi macchinari, ringhiere arruginite, finestre divelte e via dicendo.

Importante centro economico

Lo sviluppo industriale di Sisak inizia nella seconda metà del XIX secolo. Con esso si assiste pure a uno sviluppo in tutti i campi della vita sociale, in quanto con la fondazione e la costruzione di fabbriche si rende indispensabile la pianificazione e la costruzione di nuovi alloggi e con ciò di nuovi quartieri cittadini, dove si insediano gli operai impiegati nei vari stabilimenti industriali. Lo sviluppo industriale trasformò Sisak in un importante centro economico. Già nell’epoca preindustriale, la città si trovava in una posizione favorevole per lo sviluppo del commercio di transito, il che portò alla costruzione di numerosi magazzini nella seconda metà del XIX secolo, che furono la base dello sviluppo industriale.
Come spiega il curatore della mostra e direttore del Museo civico di Sisak, Vlatko Čakširan, la storia dell’industria di questa città risale al 1855, quando sulla riva destra del fiume Kupa, nello spazio chiamato Vojni Sisak, venne aperto il birrificio dell’immigrato ceco Novak.

Forte sviluppo industriale

“In seguito in città vengono aperte segherie a vapore e fabbriche di mattoni – spiega Čakširan –. Quest’ultime sfruttavano l’argilla e il legno provenienti dalla città e dal suo circondario. L’inizio dell’industria pesante a Sisak è legato alla fondazione della Fabbrica di tannino durante la Prima guerra mondiale. Nel primo dopoguerra vennero gettate le basi dell’industria che ancora esiste in città. Dopo il suo arrivo a Sisak nel 1919, Petar Teslić apre la fabbrica di bevande alcoliche che in seguito assume il nome di Segestica. Risale al 1927 la fondazione dell’attuale Raffineria di petroli INA, mentre nel 1938 iniziarono i lavori di costruzione della Fonderia Caprag, successivamente Ferriera Sisak. Nel 1907, invece, venne messa in funzione la centrale elettrica ‘Munjara’, grazie alla quale Sisak divenne una delle prime città croate ad avere la corrente elettrica”, rileva il curatore.
L’esposizione si potrà visitare fino al 31 marzo.

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