Dal 18 luglio al 17 agosto scorsi il Padiglione artistico “Juraj Šporer” di Abbazia ha ospitato la mostra “Vacuità incatenata” dedicata allo scultore croato Ljubo de Karina e organizzata dall’ente Festival Opatija. La curatrice, Branka Arh, ha scelto di riunire tre nuclei tematici finora mai presentati insieme, oggetti avvolti, ciottoli fasciati ed elementi murali plasmati, che si richiamano l’uno all’altro in una continuità concettuale e attraverso un medesimo procedimento creativo restituiscono la cifra inconfondibile del pensiero plastico dell’artista, coltivato da quasi quattro decenni. Le opere esposte nascono dall’unione di due materiali, lavorati con precisione estrema, mediante una tecnica che avvolge un’anima lignea con un involucro di rame o di alluminio e genera così forme sempre nuove e sorprendenti. “Siamo lieti di aver inserito nel nostro ciclo dedicato ai grandi artisti contemporanei croati, dopo Paladin e Kalina, le nuove creazioni di de Karina. La mostra ha suscitato un’ottima accoglienza da parte dei visitatori che hanno dimostrato un vivo interesse per i suoi lavori autentici, il cui valore e la cui influenza sulla scena scultorea contemporanea restano intatti da decenni, sia nelle esposizioni sia nella singolare esperienza artistica di Bersezio, che esprime la forza dello spirito costruttivo dell’uomo e al tempo stesso la bellezza, la saggezza e la potenza dell’immaginazione dell’artista”, ha dichiarato a nome degli organizzatori Ernie Gigante Dešković.

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