«Jeka Primorja»: cinquant’anni di amore per il canto

Il coro, fondato il 15 gennaio 1971 e attualmente guidato dal maestro Igor Vlajnić, celebra oggi il 50.esimo compleanno. In cinque decenni vi hanno preso parte più di 930 persone esibendosi in tutta Europa

Il coro nella chiesa di Buccari nel 2019

Importante traguardo per uno dei cori più longevi della Croazia: il coro misto “Jeka Primorja” di Fiume celebra oggi il 50.esimo anniversario della fondazione. Nel 1971, infatti, lo “Jeka Primorja” è nato dalla fusione di tre cori e nell’arco di cinque decenni è stato insignito di numerosi premi, si è esibito in tutta l’Europa e ha partecipato a diverse rassegne corali. Purtroppo, in seguito alle misure antipandemiche che vietano il canto corale e il raduno di più di dieci persone, il compleanno del coro non verrà celebrato con un concerto o un evento adeguato all’occasione. Anche se le prove corali sono per il momento sospese, in seno al coro si lavora all’archivio e alla monografia, che verrà pubblicata prossimamente. Nel corso della sua lunga storia, nel coro hanno cantato o partecipato alla sua attività in altro modo, più di 930 persone.
Intensa attività corale amatoriale
Fiume vanta ormai da tanti anni un’intensa attività corale amatoriale. Nel 1921 venne fondato il coro “Jeka sa Jadrana”, la cui attività venne interrotta dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto, nel 1945 vennero fondati il coro “Jedinstvo”, attivo nel Palazzo del governo, e il coro “Mladost”, le cui prove si tenevano a Vežica. Entrambi i cori portavano avanti la tradizione dello “Jeka sa Jadrana” ed erano guidati da rinomati direttori d’orchestra, maestri di coro e compositori come Lovro de Matačić, Boris Papandopulo, Josip Kaplan, Davorin Haupfeld, Marijan e Dušan Prašelj e altri.
Con l’avvento di una crisi nell’attività corale amatoriale alla fine degli anni Sessanta del XX secolo, il maestro Dušan Prašelj, uno dei direttori artistici che ha segnato in maniera determinante la scena corale fiumana dagli anni Settanta fino alla sua morte, avvenuta nel 2019, decise di unire ai due cori già attivi anche i membri del coro “Ivan Matetić Ronjgov” e fondare così un organico nuovo, al quale, in omaggio alla compagine attiva nella prima metà del XX secolo, diede il nome di “Jeka Primorja”.

Sede nell’ex casa di Luppis
Fin dalla sua fondazione, avvenuta il 15 gennaio 1971, “Jeka Primorja” opera in via Kvaternik 58a a Vežica, nella casa che appartenne al noto inventore fiumano Giovanni Luppis. Nel corso della sua storia, il coro e successivamente l’Associazione Jeka Primorja, si esibì in più di venti Paesi europei. Sono particolarmente importanti le tournèe che portarono il coro in Austria, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Bulgaria e Francia, mentre in Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia e Spagna il coro ha fatto tappa in più occasioni. Non si contano tutte le esibizioni che il coro ha avuto sul territorio dell’ex Jugoslavia e della Croazia.
Sono numerosi pure i premi e i riconoscimenti dei quali il coro è stato insignito, tra i quali sono da rilevare il Premio della Città di Fiume nel 1975, l’Ordine dei meriti per il popolo con la stella d’argento del 1980, ma anche numerose targhe d’oro e d’argento vinte alle gare dei cori in Croazia e all’estero.

“Jeka Primorja” nella chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di Fiume nel 2018

Le esibizioni più importanti
Una delle esibizioni più importanti nella storia dello “Jeka Primorja” è stata l’esecuzione del Requiem di Hector Berlioz nel 1987 nella cittadina di La Chaise-Dieu in Francia, alla quale hanno partecipato più di 200 coristi e 150 membri dell’Orchestra filarmonica di Mosca, sotto la direzione di Dmitrij Kitajenko. Il coro “Jeka Primorja” ha pure arricchito e reso più solenni le cerimonie d’apertura della galleria del Monte Maggiore, del ponte di Tito (oggi ponte di Veglia), della sede rinnovata del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume e la celebrazione dell’entrata della Croazia nell’Unione europea. È importante pure la collaborazione del coro con altre organizzazioni come i Club di calcio Rijeka e Orijent, nonché con il gruppo “Let 3”, con il quale il coro ha inciso alcuni brani. L’ultima esibizione di rilievo dello “Jeka Primorja” è la partecipazione alla cerimonia d’inaugurazione di Fiume Capitale europea della Cultura nel porto fiumano il 1.mo febbraio 2020.
In linea con l’impegno volto alla salvaguardia dell’espressione musicale caratteristica dell’Istria e del Litorale croato, “Jeka Primorja” ha partecipato regolarmente alle manifestazioni “Naš kanat je lip” (Il nostro canto è bello) a Parenzo, alle Giornate di Brajša a Pola e alle Giornate di Matetić a Fiume.
Nella storia del coro si sono susseguiti diversi maestri. Nel 1990, al maestro Dušan Prašelj subentrò Krunoslav Kajdi, seguito da Davorin Haupfeld, Josip Vuk, Aleksandra Matić e Darko Đekić. Dal 2010, il coro è diretto dal maestro Igor Vlajnić.

Una delle prime fotografie di “Jeka Primorja” con il maestro Dušan Prašelj nel 1971

Un ricco archivio
In seno allo “Jeka Primorja” operò per tanti anni il Corso di musica “Marijan Prašelj”, un coro di voci bianche e un asilo musicale guidati da noti pedagogisti musicali di Fiume, in collaborazione con la Scuola di musica “Ivan Matetić Ronjgov”.
Il ricco archivio dell’Associazione include numerose fotografie, premi, diplomi, riconoscimenti e regali, come pure una vasta collezione di più di 1.300 brani corali. La collezione discografica contiene dischi, una cassetta e alcuni Cd. Come rilevato più sopra, al lavoro del coro nel corso della sua storia hanno dato il loro contributo più di 930 persone, mentre ancora oggi nello “Jeka Primorja” cantano alcuni membri attivi fin dalla sua fondazione nel 1971. È proprio questo grande numero di membri che hanno fatto parte del coro nel corso di cinque decenni il motivo per il quale la compagine occupa un posto speciale nel cuore e nei ricordi di tantissimi cittadini di Fiume e del suo circondario.

Lavoro umanitario per Petrinja
In seguito alla situazione epidemiologica, il coro “Jeka Primorja” è oggi meno attivo, anche se si impegna a trovare nuove modalità di espressione musicale in linea con le restrizioni antiepidemiche. Oltre al lavoro all’archivio, allo studio di nuovi brani e alle attività legate alla monografia, i membri del coro si dedicano pure al lavoro umanitario, per cui è attualmente in corso un’azione di raccolta di aiuti per il coro “Slavulj” di Petrinja, con il quale “Jeka Primorja” ha tenuto uno degli ultimi concerti all’insegna della normalità nell’ottobre del 2019. Nell’attesa di tempi migliori, il coro sta pianificando nuovi progetti, il tutto con l’obiettivo di promuovere il canto corale amatoriale, un obiettivo con il quale è stato fondato cinquant’anni fa.

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