«Ivan de Zajc». Si torna sul palcoscenico

In seguito all’allentamento delle restrizioni dovute alla pandemia da coronavirus, i vari ensemble teatrali hanno ricominciato a lavorare in sede

Le prove del Coro del Teatro. Foto Ivor Hreljanović

Dopo quasi due mesi di chiusura, in cui la maggior parte delle attività è “migrata” online, ieri al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” i vari ensemble hanno ripreso a tenere le prove, seppure attenendosi alle misure antiepidemiche e lavorando in gruppi più piccoli per evitare grandi assembramenti. L’allentamento delle restrizioni imposte due mesi fa dall’Unità di protezione civile per arginare la diffusione del coronavirus ha portato una ventata di ottimismo tra gli operatori teatrali, i quali non vedevano l’ora di riprendere a lavorare “dal vivo”, nonostante non si sappia ancora con certezza in che modo il pubblico, che dovrebbe fare ritorno in Teatro il 18 maggio, potrà assistere ai programmi teatrali, ovvero quali saranno le norme di sicurezza da rispettare. Abbiamo fatto tappa allo ”Zajc” per vedere in persona in che modo è ripreso il lavoro al Teatro, una delle attività culturali più colpite dalla pandemia in corso.
Il DI mette in scena un monologo

Giuseppe Nicodemo e Serena Ferraiuolo

Abbiamo deciso di “importunare” per primi gli attori del Dramma Italiano, Giuseppe Nicodemo e Serena Ferraiuolo, impegnati a mettere in scena il loro monologo “Il bonsai ha i rami corti”. “Abbiamo cominciato a pensarci mentre eravamo in quarantena – ci ha spiegato Nicodemo –. Serena e io abbiamo voluto ideare una pièce assieme, per cui si tratta di un pezzo originale dove lei recita e io mi occupo di regia. Ci siamo divertiti molto a pensarlo e a provarlo, iniziando a casa e ora anche in Teatro. Giulio Settimo, direttore del DI, ha apprezzato l’idea, per cui questo diventerà uno spettacolo del Teatro. Si tratta di un monologo in cui una donna, interpretata da Serena, registra dei tutorial per YouTube, ama vedere i film, lavora a maglia e parla dell’essere donna e, in genere, un essere umano”.
Impazienti di aprire al pubblico
“Per quanto riguarda l’allentamento delle misure di restrizione – ha continuato –, non vediamo l’ora di ritornare a lavorare con il pubblico. È proprio per questo motivo che abbiamo realizzato un monologo, che come forma è molto più facile da gestire in queste circostanze. In questo periodo abbiamo potuto capire che il teatro senza pubblico non esiste. Ci siamo ‘trasferiti’ online per rimanere vicini al nostro pubblico, ma si è trattato di un palliativo fino al ritorno sul palcoscenico, in quanto il teatro è sempre dal vivo e con il pubblico. Credo che prima apra meglio è, naturalmente, tenendo conto delle distanze di sicurezza, almeno qui in Croazia, dove la situazione sembra migliore che in Italia. Siamo felicissimi di ricominciare, anche se effettivamente non abbiamo mai smesso di lavorare”, ha puntualizzato Nicodemo, aggiungendo che i suoi colleghi del DI stanno provando un altro spettacolo, “Il Vangelo del nemico”, e stanno ricominciando le prove di “Esercitazione alla vita”.
Il Coro lavora a sezioni

Il connazionale Valter Milavec

La nostra visita è proseguita sul palcoscenico del Teatro, dove un gruppo di coristi provava sotto la direzione del Maestro Nicoletta Olivieri. Come spiegatoci dal direttore di scena, il connazionale Valter Milavec, durante i due mesi di quarantena le prove si svolgevano in gruppi di al massimo quattro coristi, uno per ciascuna sezione del coro, diretti dalla Olivieri. Da ieri, invece, si è cominciato a lavorare in gruppi più grandi, ovviamente tenendo la distanza di sicurezza tra ciascun corista. “Era necessario continuare con il lavoro per non perdere il filo. Oggi, i vari gruppi di coristi registrano tre brani tratti dalle opere Macbeth, Cavalleria rusticana e Madame Butterfly”, ha precisato Milavec. In giornata, inoltre, l’Orchestra dell’Opera ha registrato un brano nel complesso Benčić per il programma online “Lo ‘Zajc’ con voi 2”.
“Siamo tutti molto felici di tornare a lavorare in condizioni più o meno normali – ha osservato Milavec –. Malgrado certe opinioni, i due mesi trascorsi in quarantena non si possono caratterizzare come una vacanza. Questo non era un riposo vero e proprio perché per moltissime persone si è trattato di un periodo stressante, pieno di incognite, di ansia e di preoccupazioni di carattere esistenziale. Il settore culturale è sempre il primo a soffrire e a subire tagli nei periodi di crisi, ma speriamo che si riuscirà a superare il tutto senza grandi turbolenze”. Per ora, ha aggiunto Milavec, non è noto quando il Teatro potrebbe iniziare con l’allestimento di spettacoli e concerti per il pubblico; il sovrintendente Marin Blažević avrà oggi una riunione al Ministero della Cultura, dove si parlerà dei prossimi passi da intraprendere nella riapertura dell’ente teatrale. “Sapremo con più certezza tra qualche giorno in che modo verranno organizzati gli spettacoli e se il pubblico potrà occupare soltanto un terzo della platea. Ad ogni modo, sembrerebbe che lunedì, 18 maggio, il teatro dovrebbe aprire al pubblico”, ha concluso Milavec.
Tenere conto della sicurezza
Abbiamo raggiunto nel suo ufficio la direttrice del Dramma Croato, Renata Carola Gatica, la quale ha affermato che il Teatro può esistere soltanto tramite il lavoro, gli spettacoli e le prove. “Per noi era molto importante, non soltanto dal punto di vista finanziario, riprendere a lavorare al nostro programma facendo le prove – ha dichiarato la direttrice –. Abbiamo lavorato molto anche al programma online e credo che sia visibile la differenza tra ‘Lo ‘Zajc’ con voi 1’ e la seconda edizione del programma, che stiamo realizzando in questo momento, dal punto di vista della qualità. Molti di noi, però, non sono molto avvezzi alla tecnologia digitale e per noi il contatto con il pubblico è essenziale. Naturalmente, non possiamo dimenticare la pandemia e il suo influsso sulla nostra vita, per cui stiamo valutando in che modo prepararci e adeguarci a tutte le norme di sicurezza affinché il ritorno del pubblico nel nostro teatro sia sereno e rilassato”.
“Desideriamo fare tutto il possibile per far sentire il nostro pubblico a suo agio nel nostro ambiente, per cui stiamo studiando tutte le possibilità in questo senso. Come sappiamo, per tantissimi il periodo di lockdown è stato molto stressante e pieno di incertezze, per cui ora hanno bisogno di sapere che qualcuno si prende cura di loro. Il dialogo tra il pubblico e gli artisti teatrali deve svolgersi in un ambiente sicuro. Dobbiamo prenderci cura del nostro pubblico perché esso non viene a teatro soltanto per vedere uno spettacolo, bensì pure per dare il proprio sostegno alla cultura e al teatro in generale – ha rilevato Renata Carola Gatica –. In questo momento stiamo lavorando a diversi scenari di attività, a seconda dello sviluppo della situazione nelle prossime tre settimane: dai grandi spettacoli che abbiamo già preparato, ovvero ‘L’esercitazione alla vita’, ‘Gospođa ministarka’ e altre, al repertorio da camera, ovvero ‘Edipo re’ e il programma online. Questo è un lavoro molto impegnativo perché dobbiamo reagire e adeguarci rapidamente alla situazione, a seconda della direzione in cui questa si sviluppa”.

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