È stata una vera e propria festa della Comunità Nazionale Italiana il concerto di Iva Zanicchi a Fiume tenutosi sabato 16 maggio. È sembrato come se tutti i connazionali si siano dati appuntamento al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” per poter cogliere, almeno per un attimo, la magia di un’Italia diversa, sognata, forse mai esistita veramente. Già all’entrata del Teatro si è creata una folla inconsueta e, avvicinandosi, ognuno poteva scorgere almeno qualche volto noto. L’inizio del concerto, posticipato per circa mezz’ora, è comunque stato un’occasione per parlarsi, fare le solite domande di cortesia e, in generale, stare bene in compagnia.
Iva Zanicchi, classe 1940, ha dimostrato, nonostante l’età, un’energia, un’esplosività e una lucidità impressionanti, da far invidia a persone molto più giovani di lei. Vincitrice di tre edizioni del Festival di Sanremo, nel 1967, nel 1969 e nel 1974, ha partecipato 11 volte a questa kermesse ed è l’unica artista donna ad averla vinta così tante volte.
Standing ovation
Iniziato con il celebre brano “Testarda io (La mia solitudine sei tu)”, per un’ora e mezza la diva della musica leggera italiana ha incantato il pubblico e ha accompagnato il suo canto radente interpretando e recitando a memoria i testi di tutte le canzoni presentate durante la serata. Sul palco si sono potuti sentire anche i successi come “Ciao, cara, come stai?”, “Le montagne (ci amiamo troppo)”, “La notte dell’addio”, per concludere con la canzone più attesa di tutte: “Zingara”. Oltre all’esecuzione musicale, la plurivincitrice di Sanremo ha dimostrato nuovamente la sua vena comica e autoironica, come pure il suo stile di comunicazione, schietto e popolare, catturando ogni tanto un sorriso anche a chi, più giovane, non aveva molta conoscenza della sua grandezza ormai storica nel panorama dello spettacolo italiano. Le canzoni, infatti, sono state intervallate da commenti e barzellette, anche in veneto, che hanno formato una parte integrante dell’intero spettacolo. Altri brani eterni che si sono potuti sentire erano “Come ti vorrei” o “Fiume amaro” (famosa in Croazia l’interpretazione di Tomislav Ivčić e Meri Cetinić, dal titolo “Gorka rijeka”) e interpretazioni di altri autori come “’O sarracino” di Renato Carosone e “L’Italiano” di Toto Cutugno. Un crescendo di emozioni, dunque, che ha fatto alzare in piedi il pubblico a fine concerto, in una standing ovation con applausi e l’acclamazione “Iva, Iva…”, a cui la diva ha corrisposto dicendo “È stato un grandissimo piacere. Giuro, io vi porterò nel cuore”.
Accordo Dini-Granić
La serata, organizzata dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria, in collaborazione con Top Agency Music, è stata sostenuta dai fondi di Italia e Croazia e ha avuto il supporto del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, mentre la Città di Fiume ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi dello “Zajc”.
A nome degli organizzatori sono intervenuti sul palco la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, il presidente dell’UPT, Edvino Jerian e il presidente uscente della Giunta Esecutiva dell’UI, Marin Corva.
“Quando abbiamo riflettuto con l’Università Popolare di Trieste e con il Consolato Generale sulla persona che verrà coinvolta, ci siamo trovati subito d’accordo sul nome della fantastica Iva Zanicchi”, ha ribadito Corva, ricordando che il concerto è stato anche un’occasione “per onorare, per promuovere un momento molto importante per la storia di tutta la Comunità Nazionale Italiana”, ovvero il 30º anniversario del Trattato italo-croato sulla tutela delle minoranze. Il riferimento va all’accordo Dini-Granić, firmato nel 1996 che, tra l’altro, definisce l’Unione Italiana come l’organizzazione atta a rappresentare i diritti della minoranza nazionale italiana in Croazia e Slovenia. Corva ha porto i saluti della sovrintendente del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” e ha ringraziato la sindaca di Fiume Iva Rinčić per aver messo a disposizione gli spazi del teatro. “Quello che ha ricordato l’amico, presidente della GE dell’UI, Marin Corva, è non solo condivisibile ma importante. Ha richiamato quegli accordi che sono stati fatti. La scelta non è casuale, perché è una persona che parte dalle radici con la sua musica, con le sue canzoni popolari, ma soprattutto una persona che, aldilà dell’abilità artistica, entra nel cuore della gente. Quando Iva Zanicchi parla e canta è come se fosse a casa vostra. Non c’è quella distanza, anche se è una grandissima artista. Quindi è una scelta che emoziona, colpisce e tocca tutti quanti voi. Noi siamo profondamente grati di questo”, ha detto Jerian.
“Questa manifestazione segna un punto di collaborazione intensa, forte e voluta tra l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana. Una collaborazione che c’è sempre stata, ma che in questo momento, che è storicamente e politicamente difficile, deve essere ancora migliorata, ancora più forte. Grazie a persone come il presidente Corva siamo fortemente impegnati a lavorare in questo processo. Perché noi vogliamo che l’italianità di queste terre, la nostra lingua, le nostre radici culturali siano sempre più forti e riconosciute”, ha concluso il presidente dell’UPT, lasciando la voce alla cantante, che nel suo tono colloquiale ha iniziato il concerto con un “Ma son tre ore che parlano. Basta, hanno esagerato! Povera donna!”, rivolgendosi alla conduttrice Larissa Gasperini.
Il rapporto con Piero Soffici
A margine del concerto si è tenuta presso l’albergo “Bonavia” di Fiume una conferenza stampa durante la quale gli alunni della SMSI “Antonio Borme” di Rovigno hanno avuto l’opportunità di parlare brevemente con la cantante, alla quale è stato chiesto quale fosse stato il suo rapporto con Piero Soffici, il celebre direttore d’orchestra, compositore, pianista e sassofonista rovignese e nome noto a Sanremo, specialmente negli anni ‘60 e ‘70.
“Con Piero ho fatto una lunghissima tournée in Giappone. Abbiamo fatto 40 spettacoli. Lui dirigeva l’orchestra e ha fatto un lavoro immane. A Tokyo ci fermavamo una settimana e c’era l’Orchestra del Teatro di Tokyo. E provava tutti i repertori. Poi andavamo a Kyoto, e qui doveva riprovare. Ha fatto un lavoro, guarda. Io gli ho voluto tanto bene”, Zanicchi ha ricordato un aneddoto personale divertente della loro esperienza assieme in Giappone. “Un grande maestro. Ho cantato parecchie canzoni sue, poi soprattutto lui era il direttore artistico della casa discografica dove io incidevo. Ho conosciuto il figlio, Roberto. Amava la sua terra, ricordava sempre le sue origini, quando dall’Istria è venuto in Italia. Insomma, pieno di nostalgia, mi spiegava le vicissitudini. Gli ho voluto tanto bene, e lui voleva tanto bene a me”.
La musica che prende il cuore
Presenti alla conferenza, oltre a Palmieri, Jerian e Corva, il vicepresidente e il segretario generale dell’UPT, rispettivamente Paolo Rovis e Fabrizio Somma.
Il concerto al TNC “Ivan de Zajc” rientra nel progetto “Artisti italiani”, promosso da UI e UPT con i fondi della Legge 73/2001 per l’annualità 2026, grazie ai quali vengono realizzate iniziative culturali e musicali dedicate alla valorizzazione e alla promozione della Comunità Nazionale Italiana.
“È il quarto o quinto anno che l’Università Popolare di Trieste e l’Unione Italiana lo realizzano per conto del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale. Abbiamo portato i più grandi artisti. Sicuramente, la più grande è Iva Zanicchi”, ha affermato Somma. Corva ha illustrato a Zanicchi la realtà della CNI e le sue Comunità, ringraziando il Ministero degli Affari esteri italiano per il sostegno, come pure le autorità croate. “Per questo progetto sono intervenuti sia il Governo italiano, sia il Governo croato perché hanno da subito riconosciuto la grande validità di quest’iniziativa e l’importanza della sua presenza qui con noi. Stasera avrà l’occasione di vedere solo circa 500 dei nostri connazionali, però devo dirle che se il teatro fosse stato doppio per dimensioni, sicuramente i biglietti non sarebbero bastati, a conferma di quanto la nostra gente la apprezzi e quanto amore nutra nei suoi confronti”.
“L’UPT ha questo compito estremamente importante di portare la cultura italiana e metterla a disposizione dei connazionali che vivono nell’ex Jugoslavia, in particolare Croazia e Slovenia, ma anche Montenegro e qualcosina oggi in Serbia. È un compito complicato che non sarebbe possibile fare se non ci fosse una precisa volontà da parte del Ministero degli Affari esteri e della stessa Regione Friuli-Venezia Giulia, entrambi grandi supporter, non soltanto finanziari, ma anche nelle linee, nelle indicazioni che ci danno per poter svolgere adeguatamente questo tipo di lavoro. Portare qui Iva Zanicchi significa portare le radici italiane”, ha dichiarato Jerian, ricordando gli inizi nella musica popolare della cantante. “Io credo nelle radici popolari, l’UPT ha esattamente questo taglio: mettere a disposizione la cultura non solo di chi ha soldi e possibilità, ma soprattutto di chi, per ceto, per come è nato, per quello che ha fatto, non ha grandissimi titoli di studio. Ha altrettanto diritto, forse anche di più, di conoscere e approfondire gli aspetti culturali. Non c’è dubbio che il mondo della canzone è uno dei modi principali (per farlo) perché prende il cuore”.
Far conoscere le eccellenze
Palmieri ha ricordato di aver conosciuto Zanicchi per la prima volta in Belgio durante uno spettacolo di beneficenza. “È stata una delle cose più divertenti a cui abbia assistito in vita mia. Poi l’ho invitata, quando ero in servizio a Valona, per due volte e ho potuto apprezzare non solo il livello di gradimento che ha nel mondo, ma anche lo spessore della persona. Perché aldilà dell’essere una grande artista, Iva Zanicchi è una gran bella persona”. Come istituzione, “per noi è sempre un piacere sostenere iniziative che abbiano come finalità la diffusione e la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo. Credo che la musica sia uno degli strumenti più forti di diffusione perché non ha confini, arriva nelle orecchie di tutti, rimane nel cuore e nella mente. E quindi aiuta anche a far conoscere il nostro Paese e le nostre eccellenze nel resto del mondo”.
Rovis ha porto i saluti del presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Rivolgendosi a Zanicchi ha detto che “volevo solo rappresentarti il fatto che tu sia qui, che appartieni alla fascia altissima della qualità dell’arte italiana, dimostra quale è l’attenzione che l’Italia, intesa nelle sue varie accezioni ha verso le Comunità degli Italiani che sono nei territori dell’ex Jugoslavia. Questo ha un significato importante, credimi, perché i nostri connazionali che risiedono qui apprezzano molto questo tipo di attenzioni e di iniziative che non si estrinsecano nel dare qualche quattrino per fare qualche piccola iniziativa e così via, ma si manifestano nel portare eventi davvero importanti. Sei un simbolo dell’Italia e dell’italianità”, ha dichiarato il vicepresidente FVG.
«Quello che fate è meraviglioso»
Con il suo tono scherzoso, Zanicchi ha preso la parola. “Cari presidenti, perché qui non si capisce… siete tutti presidenti, sono un po’ imbarazzata, grazie di cuore, davvero. Quello che voi fate è una cosa meravigliosa. Di portare, di mantenere la cultura, nostra, italiana, ai nostri connazionali, agli italiani che vivono qui. Che non devono sentirsi assolutamente dimenticati. Anzi, tutt’altro. Io ho accettato questo invito con grande gioia e con grande emozione”. Nonostante alcuni leggeri problemi di salute, “non importa, con la febbre, io ci vado. Non potevo mancare, mi sarebbe davvero sembrato un delitto non poter essere qui questa sera. Avete detto delle cose meravigliose, tutti. Io vi sono molto grata. Venire qui a Fiume è una gioia grande. Io l’ho detto a tutti, eh? Vado a Fiume, anche in televisione lo dirò. Ci tengo tanto, per me è un grande vanto”.




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