Il Dipartimento di Italianistica dell’Università degli Studi di Fiume ha accolto ieri gli studenti iscritti al Corso di Lingua e letteratura italiana in quest’anno accademico (2025/26). I rappresentanti del Dipartimento, quasi al completo, hanno illustrato dinanzi a una ventina di studenti il piano di studi dei prossimi mesi. L’intero corso fornisce in totale a 90 ECT (crediti formativi universitari) e corrisponde dunque alla metà di un corso di studi universitario triennale standard.
Il livello di conoscenza dell’italiano fra gli studenti presenta oscillazioni notevoli: alcuni di loro hanno frequentato le Scuole medie superiori italiane, altri hanno invece fatto solo qualche mese di corsi vari. Sarà perciò una grossa sfida per molti studenti (e per i loro professori) apprendere non solo le competenze linguistiche necessarie, ma anche quelle letterarie e storiche, a un livello abbastanza alto per poter un giorno lavorare da professionisti del settore. Anche per questo motivo, durante la prima giornata, si è parlato in classe sia in italiano che in croato.A presentare la prima ora di lezione è stata la direttrice del Dipartimento, Corinna Gerbaz Giuliano, sostenuta dai colleghi Gianna Mazzieri Sanković, Isabella Matticchio, Ivan Jeličić, Maja Đurđulov e Iva Peršić. Al corso prenderanno parte inoltre le assistenti Stella Defranza, Martina Sanković Ivančić, Chiara Cenci e Karin Antonaz. Dopo il discorso introduttivo ogni studente si è presentato con poche parole, ognuno quanto poteva a seconda delle proprie capacità linguistiche. Molti provengono da Fiume, dalla Regione litoraneo-montana e dall’Istria, ma tanti sono quelli venuti da città più lontane come Varaždin o Krapina.
I neostudenti sono venuti a conoscenza del Dipartimento, della sua attività e della sua storia. Sono stati forniti gli orari, le informazioni tecniche sul modo di procedere del corso e si è parlato infine delle proposte supplementari come gite e convegni. Quantità e qualità spesso non vanno molto d’accordo. Se da un lato quest’anno accademico, per quanto riguarda il numero di partecipanti, è da record, dall’altro, siccome non sono previsti test d’ingresso per avere una stima delle reali competenze linguistiche di ognuno, è legittimo supporre che non tutti gli studenti hanno una base linguistica uguale. Qualcuno dovrà studiare molto di più per conseguire gli stessi risultati di qualche suo collega, il che è in contraddizione con il principio accademico attuale secondo cui ogni ECT corrisponde a una precisa quantità di studio. Non è, per esempio, prevista una distinzione tra chi è di madrelingua italiana e chi non lo è. Anche per questa ragione, i professori del Dipartimento si sono sforzati per organizzare ore aggiuntive dedicate a chi si trovasse in maggiore difficoltà. Ultimo punto problematico è la possibile sovrapposizione tra le ore di lezione dei due corsi di studio prescelti dagli studenti, il che richiede una maggiore coordinazione per poter soddisfare tutte le esigenze ufficiali del programma di studio.


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