Istrioto, un patrimonio di straordinario valore

La Comunità degli Italiani di Sissano ha ospitato la seconda giornata del Festival dedicato all’idioma parlato anche a Rovigno, Valle, Dignano

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Istrioto, un patrimonio  di straordinario valore
Il Coro della CI di Sissano

La seconda giornata del Festival dell’Istrioto, giunto alla XIV edizione, è andata in scena presso la CI di Sissano con una serata che ha messo tutta la ricchezza dell’idioma parlato a Rovigno, Valle, Dignano, Gallesano e Sissano. Sono queste cinque località le protagoniste del festival, cinque realtà che hanno un obiettivo comune: quello di dimostrare quanto sia forte il legame con questo antico idioma, contribuire a mantenerlo vivo e trasmettere un messaggio importante. L’istrioto va parlato e utilizzato quotidianamente, perché è proprio attraverso il suo uso che possiamo garantirne la continuità nel tempo.

All’evento hanno preso parte numerose autorità e ospiti illustri del territorio. Tra i presenti, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana Paolo Demarin e i presidenti delle Comunità degli Italiani di Sissano, Dignano e Gallesano, rispettivamente Claudio Grbac, Maurizio Piccinelli e Diriana Delcaro Hrelja. Hanno arricchito la serata anche la vicesindaca in quota CNI della Città di Dignano, Manuela Geissa, il direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Raul Marsetič, e Isabella Matticchio, docente presso il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Fiume.
Sono undici, invece, i membri coinvolti nell’organizzazione dietro le quinte di questa edizione: Claudio Grbac, Debora Moscarda Demarin, Alessio Giuricin, Serena Santin, Fabiana Lajić, Sandra Manzin, Alessandra Civitico Božić, Miriana Pauletić, Iva Lorencin, Pietro Demori e Valmer Cusma. La serata è stata condotta da Šandor Slacki ed Erika Forlani Cardin.

Šandor Slacki, Raul Marsetič, Isabella Matticchio ed Erika Forlani Cardin

L’importanza del festival
A fare gli onori di casa è stato Grbac, che ha accolto i partecipanti con parole di vivo compiacimento per la numerosa adesione: “Una storia che per secoli è stata trasmessa soprattutto attraverso la voce, le parole dei nostri genitori, dei nostri nonni e dei nostri anziani. Parole semplici, quotidiane, che forse un tempo sembravano normali e oggi invece rappresentano un patrimonio straordinario. Purtroppo, molte di queste parlate sono in pericolo, alcune rischiano di scomparire. Quando scompare una lingua non scompare solo un modo di comunicare, scompare un modo unico di raccontare la vita e di guardare il mondo. Per questo un festival come il nostro è importante e queste parlate meritano di continuare a vivere. Devono poter passare dai nonni ai nipoti, dai genitori ai figli, perché una lingua non vive solo nei libri e negli archivi, una lingua vive quando viene pronunciata, vive quando due persone si incontrano e si salutano nella propria parlata”. Dopo la parte ufficiale in italiano, ha aggiunto poi scherzosamente:”E questo iera la cicchera ma se semo un festival dell’istrioto sara iusto che parlemo istrioto, deso mi parlo in sissanes, tanto meza sala xe de galisanesi se capiremo”. Ha concluso il suo intervento esponendo il programma del festival nell’idioma di Sissano.

La sala gremita della CI di Sissano

I cori accendono la serata
Per quanto riguarda le esibizioni corali, partono in pole position i padroni di casa del Coro della CI di Sissano con due brani in sissanese: “Nostalgia de Sissan” e “La canzon per ti”, quest’ultimo con testo di Boris Brussich, musica e arrangiamento di Franco Moscarda, tradotto in istrioto sissanese da Maria Dobran. Tutto il festival, inoltre, viene trasmesso in diretta da Raul Moscarda e Tina Rojnić di Radio Chicchirichì, l’emittente radiofonica della CI di Sissano. Durante la trasmissione vengono proposti anche audio in vallese e dignanese con letture di poesie e prosa nelle diverse varietà dell’istrioto che fanno parte del patrimonio linguistico e culturale. Si tratta di un primo assaggio della rubrica dedicata agli autori locali, alla vita di un tempo, alla storia e alle tradizioni in istrioto, che andrà in onda su Radio Chicchirichì a partire dal 5 novembre.
Ha fatto seguito il Coro della CI Armando Capolicchio di Gallesano guidato da Katarina Knežević Krbavac, che ha proposto i brani “La rusada”, “La teresina” e un mix in istrioto, con l’accompagnamento alla fisarmonica di Robert Krbavac. Successivamente è stata la volta di un divertente sketch del Gruppo del dialetto gallesanese dei ragazzi guidato da Ilenia Matticchio, in cui i bambini si sono esibiti ciascuno con una breve parte in dialetto.
Chiudono le esibizioni corali il Coro della CI di Dignano guidato da Tena Bevčar con “El campanil de Dignan” e “Mamma, mamma Piero me toca”.

I conduttori Erika Forlani Cardin e Šandor Slacki

Il Vocabolario di Gallesano
Infine è stata presentata la ristampa del Vocabolario del dialetto di Gallesano d’Istria, pubblicato nel 2003 da Maria Balbi e Maria Moscarda Budić nella Collana degli Atti del CRS di Rovigno. Costituisce un’opera fondamentale per la salvaguardia della parlata locale. Il volume raccoglie parole, frasi tipiche, proverbi e tradizioni della vita rurale tramandate dagli anziani del luogo, ed è stato ristampato in una nuova veste grafica per fare da ponte tra le generazioni. A presentare il volume nel suo nuovo restyling grafico, realizzato grazie alla collaborazione tra la CI di Gallesano e il CRS di Rovigno, sono stati i due conduttori, Raul Marsetič e Isabella Matticchio. Quest’ultima è anche autrice della prefazione del volume, che ha visto Orietta Moscarda nel ruolo di recensore e Debora Moscarda Demarin in quello di redattrice.
La serata si è conclusa con l’intervento di Diriana Delcaro Hrelja, la quale ha espresso la propria gratitudine ai partecipanti e ha ringraziato per lo spazio concesso alla ristampa del volume.

Il Gruppo del dialetto gallesanese dei ragazzi
Diriana Delcaro Hrelja
Il Coro della CI Armando Capolicchio di Gallesano
Il Coro della CI di Dignano
Claudio Grbac

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