La Comunità degli Italiani di Fiume ha ospitato oggi, 19 febbraio, la cerimonia di premiazione della 58esima edizione del Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima”, promossa dall’Unione Italiana e dall’Università popolare di Trieste. È stata questa ancora un’occasione per apprezzare la creatività, l’ampiezza degli interessi e delle poetiche dei connazionali che tramite la parola scritta, l’arte visiva e la musica esprimono i loro pensieri, le loro emozioni, il loro legame con la tradizione e la cultura italiana di questi territori, rispecchiando al contempo i valori universali dell’umanità. La serata è stata condotta da Daniele Kovačić, il quale ha ricordato che “Istria Nobilissima” ha dato e continua a dare spazio a scrittori, pittori, artisti, nomi noti e volti emergenti dell’universo della Comunità Nazionale Italiana che hanno scelto e continuano a scegliere questo premio come vetrina per affermare e far conoscere le proprie qualità. Al concorso sono pervenute 76 opere nel 2025, mentre sono 37 i premi assegnati.
Un crescendo di qualità
In veste di padrona di casa, a salutare i presenti è stata la vicepresidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Rina Brumini, che ha portato i saluti del presidente del sodalizio, Enea Dessardo, assente per motivi di salute, e ha ricordato che da giovane è stata tra i concorrenti di “Istria Nobilissima”, mentre successivamente è stata membro di giuria. “Seguo da una vita questo concorso, che è un testimone di quanta cultura e arte sia capace di produrre la nostra Comunità nazionale, e noto con grande piacere un notevole crescendo di qualità tra le opere letterarie che pervengono al concorso”, ha osservato Rina Brumini.
Orietta Marot, membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Università Popolare di Trieste, ha portato i saluti del presidente dell’UpT, Edvino Jerian, e di tutti i membri del CdA. Marot ha ricordato che nel corso degli anni, al concorso si sono affermati tanti artisti, scrittori e musicisti e ha espresso il desiderio che venga nuovamente introdotto il Premio promozione, ovvero che si riprenda a organizzare mostre di artisti premiati a “Istria Nobilissima”, “che portano alto il nome della nostra CNI, testimoniano la nostra presenza in questi territori e diventano la nostra storia. Vedere un’antologia, una biblioteca istriana, una mostra collettiva di questi artisti è un mio grande desiderio, che porterò al CdA”, ha annunciato Marot, la quale ha osservato che l’anno prossimo il Concorso avrà sessant’anni, in quanto il primo bando è uscito nel 1966.
Una palestra dove allenare la creatività
Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha voluto porre l’accento sulla partecipazione al Concorso, “che pur restando una competizione, è in realtà una palestra dove allenare la nostra creatività, dove il confronto con chi è arrivato prima al traguardo con la propria creazione, quindi opera migliore in quanto premiata, è riferito alle opere artistiche in quel momento in gara, non necessariamente ed esclusivamente connotanti la capacità di produrre bellezza da parte dell’autrice o dell’autore”. Il confronto con chi ha vinto, ha rilevato Tremul, è uno stimolo a migliorare e di andare oltre. Ha quindi sollecitato a una più ampia partecipazione al concorso, rivolgendosi soprattutto ai giovani. “Sproniamoli a continuare a creare, a produrre felicità e riflessione”, ha sottolineato, ricordando che “noi siamo la lingua che parliamo, siamo la cultura che creiamo, con cui nutriamo lo spirito e la mente, interpretiamo la realtà che ci circonda e che ci fornisce gli strumenti per inseguire i nostri sogni e realizzarli”. Tremul ha quindi sottolineato l’importanza della valorizzazione delle opere premiate tramite serate letterarie, pubblicazioni, mostre, annunciando la pubblicazione delle antologie per gli anni dal 2022 al 2025, fino alla digitalizzazione in alta risoluzione delle antologie dal 1968 in poi, rendendole fruibili al mondo intero. “Sono quasi sessant’anni di arte e cultura che merita di essere conosciuta, di avere la nostra cura e tutto il nostro amore”, ha concluso.
La necessità di esprimere l’identità
La vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita, ha dichiarato che arte, cultura, lingua e tradizioni sono “fondamentali per la nostra comunità nazionale. Soprattutto attraverso la cultura e l’arte che produciamo dimostriamo di esistere e di resistere, dimostriamo la nostra identità e la necessità di esprimerla – ha osservato –. Facendo cultura e arte dimostriamo anche di tenerci alla nostra identità e pensando al futuro, forse questo è il messaggio più importante: teniamoci davvero alla nostra identità italiana in queste terre e continuiamo a produrre arte e cultura, a usare la lingua e a farlo sempre di più e sempre più numerosi”.
La console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, ha ringraziato gli organizzatori del concorso per lo sforzo che profondono nell’organizzazione di una manifestazione di così alto livello da quasi sessant’anni e ha espresso l’auspicio che “Istria Nobilissima” riesca ad avere in futuro un risalto ancora maggiore. “Ho una grande ammirazione nei confronti di chi riesce ad esprimere quello che ha dentro attraverso la lingua, la letteratura, la poesia, l’arte”, ha dichiarato la console, complimentandosi con i premiati.
Presenti alla cerimonia anche il presidente della GE dell’UI, Marin Corva, e Susanna Isernia dell’UpT. Ha fatto seguito la cerimonia di consegna dei premi e delle menzioni onorevoli, un compito come sempre affidato alle autorità presenti.
Poesia e prosa
Nella categoria Letteratura – Premio Osvaldo Ramous (poesia in lingua italiana), il primo premio è stato conferito a Rosanna Bubola per “Il punto”, con la motivazione “Versi essenziali e rapidi che fissano immagini inesorabili con sensibilità acuta”. Il secondo premio è stato assegnato a Giacomo Scotti per “I giorni scorrono accanto al mare”, con la motivazione “La serena amarezza di un prolungato congedo si distende a velare gli affetti che legano il poeta ai luoghi e alle persone con versi equilibrati e sinceri”.
La menzione onorevole è andata a Ivan Pavlov per “Ricalibrare l’astrolabio. Una cosmografia spirituale dell’Io”. Nella categoria Premio giovani, il premio “Adelia Biasiol” è stato conferito a Vita Čekić per “Addii che sanno d’amore”, con la motivazione “Le fatiche emotive della perdita alleggerite da versi rimati e ritmati in una architettura ricca di metafore”. La menzione onorevole è andata a Lana Verdnik per “Le mie grida”. Nella categoria Poesia in uno dei dialetti della Comunità Nazionale Italiana, il primo premio è stato assegnato a Tiziana Dabović per “Emozioni” con la motivazione: “Rapidi affreschi di sentimenti vitali e contrastati e di ricordi, espressi da una lingua composta con sensibilità in versi equilibrati”. Il secondo premio è stato conferito a Gianna Mazzieri-Sanković per “Profumo de ti” con la motivazione “Galleria di ritratti narrati con coerenza stilistica in versi tendenti al prosastico; gli affetti giovanili restituiti da volti di adulti che hanno insegnato”. Nella categoria Prosa in lingua italiana, il primo premio è stato conferito a Roberta Dubac per “Tutto l’adagio del mondo” con la motivazione “L’elaborazione del lutto per la perdita di una persona amata tra furiosa incredulità e sereno abbandono; scrittura sciolta, equilibrata, narrativamente efficace”. Il secondo premio è stato assegnato a Florinda Klevisser per “Il ritorno di Olga”, con la motivazione “Storia di incantata originalità e costruita con sicura capacità narrativa”. La menzione onorevole è andata a Mario Simonovich per “Il cimitero di Attila”. Nella categoria Prosa in uno dei dialetti della Comunità Nazionale Italiana è stato conferito soltanto il secondo premio, andato a Bruno Bontempo per “La via dela seta” con la motivazione “Affresco divertito di un condominio multietnico, scrittura dialettale sciolta e accurata”. Nella categoria Premio giovani la menzione onorevole è andata a Niko Lovrić per “Scaruòcio”.
Saggi e letteratura per l’infanzia
Nella categoria Saggi di argomento umanistico o scientifico, il secondo premio è stato assegnato a Libero Benussi per “I lemmi del bagaglio lessicale del dialetto di Rovigno non ancora catalogati”, con la motivazione “Lavoro di catalogazione condotto con criteri scientifici soddisfacenti”. La menzione onorevole è andata a Federico Šuran per “Georg Ritter von Trapp, un eroe d’altri tempi”.
Nella categoria Letteratura per bambini e ragazzi in lingua italiana a vincere il primo premio è stata Stella Defranza per “Fiume sotto l’ala protettrice” con la motivazione “Invenzione fiabesca della storia dell’aquila bicipite narrativamente ben strutturata”. Il secondo premio è andato ad Anita Pribanić per “Didi e la sua nuova amica” con la motivazione “Incontro con la dislessia in un contesto scolastico comprensivo e disponibile; resoconto di un episodio probabilmente reale e sicuramente edificante”. Nella categoria Premio giovani, la menzione onorevole è andata a Rafael Vižintin per “(A)normale”.
Arti visive e cinematografia
Nella categoria Arti visive – Premio Romolo Venucci (pittura, scultura, grafica), il primo premio è andato a Mauro Stipanov per “Pulsar 9”, con la motivazione “L’opera rivela il lungo viaggio di ricerca fatto dall’autore attraverso la stratificazione che le pennellate definiscono un’atmosfera evanescente e rarefatta”. Il secondo premio è stato conferito a Tea Paškov Vukojević per “Connessione” con la motivazione “Il quadro devota una tecnica misurata, basata sulla combinazione di linee e superfici materiche, che sembrano richiamare la mappa di un paesaggio invernale visto dall’alto”. Assegnate anche le menzioni onorevoli a Klaudio Katunar per “Nell’attesa” e Irene Mestrovich per “Balla che ti passa”.
Nella categoria Design, arti applicate, illustrazione, il primo premio è stato conferito a Bruno Paladin per “Geoplan C”, con la motivazione “L’artista riproduce attraverso il suo stile inconfondibile segni che richiamano lettere glagolitiche e altre scritture e grafemi della storia della civiltà”. Il secondo premio ex aequo è andato a Ivna Safundžić ed Elda Čekada per “Aladino” (Ivna Safundžić) e “In blu” (Elda Čekada), con la motivazione “Ricerca tecnica, soluzioni formali che nel loro distinguo riescono a trasmettere sensazioni armoniche”. Nella categoria Fotografia, il primo premio è stato conferito a Jerko Gudac per “Pipa di palma” con la motivazione “Serie di fotografie in bianco e nero che confermano la profonda percezione dello spazio attraverso grafemi che radialmente erano effetti compositivi astratti”. Il secondo premio è stato assegnato a Egon Hreljanović per “Gioco di colori”, con la motivazione “Foto che sembrano giochi dipinti, esteticamente piacevoli, nelle quali si denota la padronanza della tecnica e un buon senso dell’inquadratura”.
Nella categoria Premio giovani, il premio Adelia Biasiol è stato conferito a Ivana Vilke per “Senza titolo” con la motivazione “Giovane animo poetico, composizione fotografica con colori vivaci e gioiosi”. Nella categoria Arte cinematografica, documentari e televisione, il primo premio è andato a Giulia Dussich per “Ombre” con la motivazione “Ombre è un’opera d’autrice che rivela il modo in cui l’artista elabora il proprio linguaggio visivo e cinematografico. A partire da un tema solo in apparenza semplice – la leggenda – l’autrice si appoggia alla mitologia e alla memoria collettiva, alle tradizioni orali e alle credenze popolari. L’ombra è il tema centrale: misteriosa, esoterica. Ne nasce una percezione profondamente soggettiva, una rilettura contemporanea del mito. Il lavoro si fonda su un concetto forte e dominante che porta in primo piano una creatura mitica, spogliandola attraverso procedimenti cinematografici e sperimentali per trasformarla in una testimonianza poetica di una civiltà forse da tempo dimenticata, ma che sembra ancora dover arrivare: come un bagliore di apocalisse paradossalmente ottimista”. Nella categoria Premio giovani, il premio “Adelia Biasiol” è stato conferito a Endy Ramani per “La storia dei rimasti – un’emozione che non cessa di esistere” con la motivazione “Con tono ironico e allegorico, l’autore racconta una storia di eredità culturale e familiare. È un ritratto profondamente personale di un’epoca, che diventa per lui riferimento e misura di tempi diversi: tempi di transizione e di messa in discussione, di crescita e di rinuncia. Si delineano valori simbolici che hanno contribuito a costruire stagioni differenti da quella da cui l’autore oggi parla con umorismo, attingendo ai propri ricordi. Colpisce il modo in cui i giovani custodiscono la memoria dei loro cari e lasciano che siano proprio queste figure a ispirarli, attraverso la storia, verso un futuro diverso e più incerto”. La menzione onorevole è andata a Letizia Sironić per “Saluti da Pola” con la motivazione “L’autrice rappresenta in modo innovativo il rapporto tra diverse dimensioni temporali. È particolarmente interessante il gioco con i media che sceglie di utilizzare e il modo in cui intreccia presente e passato. L’opera si configura come una riflessione sensibile sul luogo che la circonda e sulla storia che esso porta con sé: un bell’esempio di reinterpretazione di siti storici nel dialogo tra il ‘com’era’ e il ‘com’è’ oggi”.
Musica…
Nella categoria Musica – Premio Luigi Dallapiccola (Esecuzione strumentale, vocale e corale), il secondo premio è stato conferito a Chiara Jurić Božac con la motivazione “Per la serietà esecutiva e la difficoltà del programma presentato”. La menzione onorevole è andata al Coro VoCI di Abbazia “Per la freschezza esecutiva e lo spirito di gruppo”. Nella categoria Premio giovani, la menzione onorevole è andata a Veronika Tanković.
Nella categoria “Categoria Cittadini residenti negli altri Paesi, di origine istriana, istro-quarnerina e dalmata attestata da un apposito documento” (prosa narrativa e poesia, anche in dialetto, su tematiche che interessano il mondo comune istriano, istro-quarnerino e dalmata, nella sua più ampia accezione culturale, umana e storica), il primo premio è stato conferito a Kenka Lekovich per “Quarto eccentrico” con la motivazione “Quattro testi di vario argomento di colta invenzione linguistica e di Provocazione critica e creativa (il terzo in particolare è meditazione sulla poetica e sulla creazione linguistica)”. Il secondo premio è andato a Doriana Segnan per “‘Survival’ – (Sopravvivenza) America, dall’album ‘Alibi’, 1980” con la motivazione “Struttura semplice di sequenze narrative piane che esprimono situazioni storiche ed emotive altalenanti”.
… e giornalismo
Il Premio giornalistico “Paolo Lettis” è stato assegnato ad Alessandra Argenti Tremul per il documentario andato in onda su TV Capodistria e intitolato “Devoti a San Nazario” con la seguente motivazione “Approfondito e coinvolgente, il lavoro di Alessandra Argenti Tremul esprime conoscenza tematica e vicinanza alle proprie radici e alla propria eredità storico-culturale. Ben curato nelle immagini, nel testo e musica è caratterizzato da una punta di spiritualità che emerge pure nei numerosi interventi che tra ricordi del passato e quotidianità descrivono la figura di San Nazario. Realizzato in occasione dei 1500 anni della sua consacrazione a vescovo di Giustinopoli, il documentario, oltre che a valorizzare la figura del Patrono di Capodistria racconta delle lacerazioni del ‘900 ed individua la volontà di riconciliazione tra le popolazioni di questa terra”. Inoltre, la commissione ha assegnato il Premio alla carriera a Dario Saftich con la seguente motivazione “Figura nota nel panorama del giornalismo, in particolare quello legato alla Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia, Dario Saftich ne è sempre stato preciso e informato testimone. Giornalista e commentatore politico del quotidiano ‘La Voce del Popolo’ e collaboratore di Radio e Tv Capodistria, nell’ambito della sua carriera si è dedicato con coerenza e obiettività all’analisi della storia, della politica, dei cambiamenti sociali che hanno caratterizzato la Croazia e la Slovenia, con un focus su Fiume e l’Istria e sull’identità culturale della Comunità italiana. In passato ha già vinto, più volte il Premio giornalistico ‘Paolo Lettis’, che onora chi racconta la realtà della CNI nelle terre di confini dell’Adriatico orientale. Questo riconoscimento alla carriera, gli arriva nel momento del pensionamento e vuole testimoniare l’impegno, la dedizione, la responsabilità e competenza dimostrate nel percorso professionale”.
Il Premio «Antonio Pellizzer»
Il Premio “Antonio Pellizzer” per l’Opera omnia è stato conferito al prof. Gianni Ottochian della Scuola media superiore italiana di Rovigno per il suo grande apporto nel campo della Cultura fisica e sanitaria profuso nel corso di tutta la sua carriera nelle istituzioni scolastiche della Comunità Nazionale Italiana, e anche al di fuori di essa, distinguendosi per la cura e la tutela della lingua e della cultura italiana. Il riconoscimento annuale “Antonio Pellizzer” è invece stato assegnato ad Andrea Debeljuh, professore straordinario alla Facoltà di Scienze della Formazione all’Università “Juraj Dobrila” di Pola, per aver affrontato attraverso la sua produzione scientifica pubblicata su riviste di alto profilo e in manoscritti scientifici, tematiche strategiche per il futuro della Comunità Nazionale Italiana, applicando un approccio inclusivo coinvolgendo ex studentesse e professionisti del territorio.
La Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana ha già approvato il Bando di concorso per la 59esima edizione del Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima” 2026. La scadenza del concorso è fissata per il 22 maggio 2026.









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