Istria e Friuli Venezia Giulia: affreschi che uniscono

Al Museo storico e navale dell’Istria la mostra realizzata dalle due Regioni

S’intitola “Affreschi senza confini – Freske bez granica”, la mostra aperta ieri nel Museo storico e navale dell’Istria. Si tratta di un progetto congiunto dell’Associazione culturale Ad undecimum di San Giorgio di Nogaro, del museo polese e della Casa degli affreschi di Draguccio e sostenuto dalla Regione istriana, con il quale si vogliono rivitalizzare gli affreschi delle chiesette delle due regioni, del Friuli Venezia-Giulia, precisamente della Bassa pianura friulana, e dell’Istria.
All’apertura dell’esposizione hanno preso parte tra gli altri il direttore del Museo, Gracijano Kešac, Sunčica Mustač, della Casa degli affreschi di Draguccio, il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Roberto Mattiussi, il presidente dell’Associazione Ad undecimum, Lodovico Rustico, l’assessore alla cultura del Comune di Codroipo, Tiziana Cividini, il funzionario della Commissione permanente sul Turismo della Regione FVG, Fabio Fiorin, nonché il fotografo Gianfranco Abrami. Presenti inoltre Lorena Limoncin Toth, sovrintendente ai beni culturali, l’assessore alla cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica, nonché il vicesindaco di Pola, Elena Puh Belci, che ha aperto la mostra.
Promuovere la bellezza delle due zone
“A un anno dall’inaugurazione di quest’esposizione a San Giorgio di Nogaro – così Kešac –, ora la ospitiamo a Pola, e credo che faremo tappa pure nelle altre località dell’Istria dove sono stati immortalati gli affreschi. Lo scopo della mostra è quello di promuovere la cultura e la bellezza delle due regioni presentando gli affreschi delle chiesette, delle quali si sa poco. Un grazie particolare va a Lodovico Rustico e Gianfranco Abrami, ideatori del progetto nonché a Sunčica Mustač, meritevole dell’organizzazione dell’esposizione e della realizzazione del catalogo”. “Sono davvero felice – ha continuato Roberto Mattiussi – di presenziare all’apertura della mostra sugli affreschi delle nostre chiese, che testimoniano i rapporti comuni del passato, la convivenza, nonché gli scambi commerciali e culturali. Il progetto vuole promuovere la zona e presentare alcuni importanti cicli di affreschi delle chiese dei paesi che per secoli appartenevano al Patriarcato d’Aquileia. Per questo motivo abbiamo cercato di allargare il nostro orizzonte, cercando i territori a noi vicini legati nel periodo del Patriarcato, qual’è l’Istria”.
Progetto iniziato due anni fa

La mostra rimarrà allestita fino al prossimo 30 agosto

“Si tratta del primo passo – ha aggiunto Torbica –, però concreto nella collaborazione tra le due regioni che credo continuerà in modo proficuo”. “Oggi festeggiamo un importante traguardo – gli ha fatto eco Lodovico Rustico –. Le basi di quest’iniziativa sono state gettate poco più di due anni fa con l’intento di far conoscere le due regioni con degli affreschi poco conosciuti. I due gruppi di lavoro hanno mostrato un enorme entusiasmo e passione nell’analizzare i lavori, convinti di poter offrire ai visitatori un’incomparabile bellezza. Abbiamo l’occasione quindi di dare lustro alla nostra storia millenaria, all’architettura delle nostre città e cittadine, alla nostra cultura…
Il meglio della pittura istriana
Ha fatto seguito l’intervento della Mustač. “Da quando la Casa degli affreschi di Draguccio, quale settore del Museo storico e navale dell’Istria, ha iniziato con le proprie attività nel 2017, hanno aderito ai progetti numerosi esperti, scienziati ed anche amanti degli affreschi istriani nonché dell’intero patrimonio culturale. In questi tre anni ci ha sempre seguiti il fotografo Gianfranco Abrami, che ha avuto un ruolo chiave nel collegamento tra la Casa degli affreschi e la Ad undecimum. Abbiamo cercato delle chiesette con degli affreschi dall’XI al XVI secolo, le quali possono illustrare al meglio la pittura istriana: su un totale di cento luoghi ne abbiamo scelti dieci, come pure i colleghi friulani. Dunque, abbiamo fotografato i lavori artistici nelle chiese di Barbana, Draguccio, Pisino, Portole, Sanvincenti, Valle, Valmadorso, Vermo, e in due chiese di Visinada”.

Roberto Mattiussi ed Elena Puh Belci

Il contadino istriano e friulano
La mostra è accompagnata da un catalogo quadrilingue, italiano, croato, inglese e friulano, con i commenti degli autori e degli esperti nel settore, nonché con le foto degli affreschi e delle località. Infine l’intervento dello storico Maurizio Levak, stando al quale questa mostra ha collegato l’Istria e il FVG, due regioni che non sono confinanti però molto vicine, e che nel corso della storia hanno passato gli stessi poteri politici. “Il popolo friulano da secoli veniva a vivere in Istria, dov’è stato assimilato in breve tempo, venendo stimato dalla gente locale. I friulani erano dei bravi lavoratori e ottimi artigiani, in particolar modo i muratori e i fabbri. La particolarità di quest’esposizione è legata al fatto che gli affreschi rispecchiano la mentalità del contadino istriano e di quello friulano, che con la propria forza costruirono e rinnovarono i propri santuari, volendo anche attrezzarli, perché non si parla soltanto di abbellirli”, ha concluso Levak. La mostra rimarrà aperta fino al 30 agosto.

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