Nella splendida cornice di Villa Antonio ad Abbazia, Vjekoslava Jurdana, prof.ssa ordinaria presso la Facoltà di scienze dell’educazione e dell’istruzione dell’Università “Juraj Dobrila” di Pola, ha tenuto una conferenza dal titolo “Denunciranje D’Annunzia kroz djelo ‘Danuncijada. Romansirana kronisterija riječke tragikomedije (1919-1921)’” (La denuncia di D’Annunzio attraverso l’opera ‘Danunziada. Cronisteria romanzata della tragicommedia fiumana (1919-1921)’). L’intervento ha proposto una lettura analitica e filologicamente rigorosa del romanzo di Viktor Car Emin, pubblicato nel 1946, mettendone in rilievo l’architettura concettuale, la complessità interpretativa e la sua collocazione nel quadro della tradizione adriatica. La relatrice ha ricostruito il profilo intellettuale dell’autore, nato a Laurana e morto ad Abbazia, segnato da ripetute esperienze d’esilio e dalla permanenza a Sušak durante la Seconda guerra mondiale, dove iniziò la stesura della “Danuncijada”. Il romanzo, ben lontano dalle prime prove narrative, si articola in cinque sezioni a registro tragicomico e un epilogo strutturato secondo una cronologia accuratamente calibrata. Si tratta di una delle sue opere più sfaccettate e articolate, per ampiezza di impianto e ricchezza di riferimenti culturali. Particolare rilievo è stato dato al termine cronisteria (kronisterija), neologismo che unisce “cronologia” e “isteria”, il quale definisce la logica interna dello scritto, che affianca alla registrazione degli eventi storici un’indagine sulle dinamiche emotive e collettive. La cronisteria diventa così uno strumento epistemologico che permette di cogliere la vicenda fiumana in una doppia chiave: documentaria e patologica, storica e affettiva.
Ariel, una presenza composita
Nel romanzo, D’Annunzio appare sotto il nome di Ariel, figura mobile e teatrale, espressione di instabilità e tensione scenica. Nato come Gaetano Rapagnetta, assunse il nome Gabriele D’Annunzio dopo che il padre adottò il cognome materno, in un primo gesto performativo d’identità. Ariel si configura come presenza composita in cui si sovrappongono ambizione politica, estetismo e inquietudine emotiva. In un passo autobiografico citato durante l’incontro, Car Emin confessa che l’intento iniziale di condanna si fece via via più complesso, fino a sfumare in un’ambivalenza che gli impediva una definizione univoca del protagonista. La cronisteria mostra come la razionalità pubblica fosse oscurata da una fascinazione collettiva alimentata dal carisma del Poeta, dalla sua retorica visionaria e dalla costante occupazione della scena. L’individuo si lasciava trascinare in uno stato di trance emotiva, perdendo ogni distanza critica. L’autore osserva con lucidità questo processo e lo assume come struttura portante del racconto, dando forma letteraria alla follia storica.
La topografia simbolica del desiderio
Una parte centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra Ariel e la città di Fiume, rappresentata nel romanzo come figura femminile ambigua e desiderata, connotata da linguaggio erotico e simbolico. La costruzione deriva direttamente dal lessico privato del Poeta, solito chiamare le sue amanti “sorelline”. Car Emin riprende questo stilema, attribuendo alla città un valore semiotico fondamentale. Emblematica la lettera a Violante, in cui Ariel interpreta Fiume come corpo femminile e ne rivendica la conquista. Questo linguaggio, ha osservato Jurdana, svolge una funzione strutturale nel romanzo, illuminando la dinamica simbolica tra protagonista e spazio urbano. In chiusura, la relatrice ha ricordato come “Danuncijada” sia rimasta ai margini della critica croata per decenni, mentre all’estero la figura di D’Annunzio ha continuato a generare un flusso costante di biografie, saggi e riletture interdisciplinari. In questo scenario, il romanzo di Car Emin si impone come testimonianza dall’interno dello spazio adriatico, attraverso cui prende forma la complessità emotiva e politica del biennio fiumano. La sua forza evocativa, la chiarezza strutturale e la profondità analitica ne fanno tuttora un oggetto vivo di riflessione critica e letteraria.
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