INSEGNANDO S’IMPARA. Onore al merito

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INSEGNANDO S’IMPARA. Onore al merito
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Da quando mondo è mondo, sovrani e imperatori, signori e capi, hanno premiato i loro fedeli sudditi e subalterni, sia materialmente (beni, terre, denaro) che in maniera simbolica con titoli onorifici e altri oggetti rappresentativi – serti per il capo, anelli, bracciali, medaglie. Queste ultime sono ancora in uso, essendo fortemente associate al valor militare o a singoli atti di eroismo, e fanno bella figura sui petti delle divise di praticamente tutti gli eserciti.
Se premiare la lealtà militare era fondamentale, specialmente in tempi di continue guerre, divenne via via importante riconoscere anche le virtù, i talenti e le capacità degli individui impegnati negli altri campi della società, soprattutto quando la loro attività accresceva il prestigio della collettività e si allargava oltre i confini nazionali. Perciò dapprima si è cominciato ad omaggiare abbondantemente gli artisti, e in seguito anche filosofi, pedagoghi, scienziati, esploratori, pionieri e inventori.
In Italia il sistema delle onorificenze si articola in 28 categorie tra Ordini, Medaglie e Benemerenze, di cui alcune sono molto specifiche (Ordine di Vittorio Veneto, Medaglia al merito della sanità pubblica, Benemerenza dell’istruzione elementare e materna), ma le più conosciute sono l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, l’Ordine della Stella d’Italia e l’Ordine al Merito del Lavoro. Le prime due si classificano ulteriormente in ordine di importanza in: Cavaliere di Gran Croce (decorato di Gran Cordone oppure d’Onore), Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale e Cavaliere. L’ordine al Merito premia coloro che si distinguono “nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari,” cioè la maggior parte delle segnalazioni che arrivano alle Prefetture, mentre l’Ordine della Stella d’Italia è curato dal Ministero per gli Affari Esteri ed è istituito per coloro che promuovono “rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia” perciò copre i diplomatici, i consoli onorari e coloro che lavorano per l’italianità all’estero. Presumo che più di un nostro connazionale sia stato riconosciuto da quest’Ordine.
Le date in cui vengono conferite le onorificenze sono il 2 giugno, Festa della Repubblica e il 27 dicembre, data di promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana, inoltre, in qualsiasi momento dell’anno il Presidente della Repubblica può conferire riconoscimenti per atti di eroismo, per l’impegno civile e solidarietà. Una curiosità per quelli che hanno seguito questa rubrica a metà maggio; nel novembre 2021 un cittadino somalo, padre di sei figli è stato insignito del titolo di Cavaliere per aver restituito un portafoglio contenente 5.000 euro alla legittima proprietaria rifiutando pure la ricompensa. Che in Italia un tale atto sia considerato quasi eroico la dice lunga e conferma quello che è stato scritto nel citato bozzetto.
Se 28 categorie italiane sembrano tante, queste impallidiscono di fronte al complesso sistema di Ordini di Merito (con tutte le sottocategorie) della monarchia britannica, il più antico dei quali è quello della Giarrettiera istituito nel 1348 da Edoardo III, fino alle più recenti medaglie degli anni ‘90.
Mentre l’ordine di San Michele e di San Giorgio riguarda la diplomazia e (in passato) gli ufficiali coloniali, la maggioranza dei sudditi di sua maestà vengono riconosciuti nell’Order of the British Empire che al suo interno riconosce cinque categorie simili a quelle italiane e cioè Cavaliere della Gran Croce (Knight Grand Cross – Dame per le signore), Cavaliere (Knight Commander or Dame Commander), Commendatore (Commander of the Most Excellent Order of the British Empire – CBE), Ufficiale (Officer of the Most Excellent Order of the British Empire – OBE) e Membro (Member of the Most Excellent Order of the British Empire – MBE). Siccome in inglese i titoli si mettono dopo il nome; quindi, chi ha un dottorato non è un generico dott. Mario Rossi (che può esser anche solo laureato), ma Mr John Smith Ph.D., le sigle di tre lettere delle ultime categorie possono essere aggiunte al nome e agli altri titoli, quindi Mr John Smith Ph.D., MBE. L’unico titolo anteposto al nome è quello di Sir (Dame per donne), che non è limitato ai Cavalieri di quest’Ordine, ma può riferirsi anche ad altri riconoscimenti, purché di un certo peso e grado.
Le onorificenze vengono insignite dal monarca in carica due vote all’anno, a Capodanno e il giorno del compleanno ufficiale (che non coincide con la reale data di nascita) del re o regina, per un totale di 1.500, o in alcuni anni anche 2.000, nominativi. In queste date è tradizione scandagliare la lista riportata sui giornali in cerca, sia dei nomi famosi, che di qualcuno che si conosce a livello locale. I grandi attori e attrici, così come musicisti e sportivi, diventano spesso Sir o Dame: Sir Anthony Hopkins, Sir Michael Caine, Dame Judy Dench, Dame Helen Mirren, Sir Lewis Hamilton ecc. Ci sono rock star che ne hanno combinate di tutti i colori, che però alla fine si mettono in ghingheri e si presentano a palazzo per uscirne Sir come Elton John, nel 1998, o Mick Jagger nel 2003. Quest’ultimo in particolare non aveva mai fatto segreto delle sue idee anti-establishment, tanto che pare che la Regina si fosse rifiutata di eseguire la cerimonia di conferimento del titolo, per cui dovette farlo l’allora Principe Carlo.
Infine, anche i Primi Ministri uscenti possono compilare una lista di persone da elevare alla Camera dei Lord o meritevoli di titoli minori, ma queste proposte non sono mai scevre da controversie, tanto che nel 2023 il Guardian aveva parlato del “nauseante spettacolo del moderno sistema di onorificenze” imbevuto di clientelismo, protezionismo e scambio di favori, tutto il contrario del solenne ma tutto sommato allegro cerimoniale di corte.

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