Con l’opera “Nabucco” di Giuseppe Verdi, proposta in versione da concerto, ha avuto luogo ieri sera il gran finale delle celebrazioni del 140esimo anniversario del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, articolatesi nell’arco di tutta la settimana. L’allora Teatro Comunale venne infatti inaugurato ufficialmente il 3 ottobre 1885, progettato dagli architetti Herman Gottlieb Helmer e Ferdinand Fellner.
“Nabucco” è stato diretto dal Maestro Valentin Egel, mentre con l’Orchestra sinfonica fiumana e il Coro dell’Opera si sono esibiti i solisti dell’Opera fiumana. Il ruolo di Nabucco è stato interpretato dal baritono Robert Kolar, mentre il rinomato soprano fiumano e primadonna nazionale, Kristina Kolar, si è esibita nei panni di Abigaille. Il ruolo di Zaccaria è stato interpretato dal basso Luka Ortar, mentre nei panni di Fenena si è esibita Stefany Findrik. Negli altri ruoli sono intervenuti i solisti dell’ensemble dell’Opera fiumana Bože Jurić Pešić (Ismaele), Slavko Sekulić (Gran sacerdote), Sergej Kiselev (Abdallo) e Lorena Krstić (Anna).
I fatti salienti della storia del Teatro
L’esecuzione del “Nabucco” è stata preceduta da una breve carrellata negli eventi che hanno segnato la storia del Teatro, proposta dagli attori del Dramma Italiano e di quello Croato. Olivera Baljak si è soffermata sul soggiorno del grande Giacomo Puccini a Fiume, dove la sua opera “Manon Lescaut” venne accolta con infinite ovazioni. Ivna Bruck e Anastazija Balaž hanno presentato, rispettivamente in lingua italiana e croata, la cronologia dell’evoluzione del Teatro e le varie tappe che hanno portato a ciò che esso è oggi, mentre Mario Jovev ha parlato dell’introduzione della corrente elettrica a Fiume: la prima lampadina venne accesa proprio nel Teatro fiumano.
In veste di padrona di casa, a salutare i presenti è stata la sovrintendente Dubravka Vrgoč, la quale ha dichiarato che il 140esimo è un grande anniversario per il Teatro fiumano, come anche per la città. “Nell’arco di 140 anni sono successe tantissime cose nel Teatro e nella città – ha rilevato –. Fiume ha sopravvissuto a due guerre mondiali e a una guerra patriottica, si sono susseguiti ordinamenti, regimi politici e governatori. Da quando il palazzo progettato da Fellner e Helmer venne consegnato ai cittadini fiumani nel lontano 3 ottobre 1885 a oggi, i nove Stati sotto i quali si è trovata Fiume in questo lungo periodo si sono iscritti non soltanto nella storia della città, ma anche nella memoria collettiva dei suoi abitanti”.
I cambiamenti
Con i cambiamenti che hanno segnato la città cambiava anche il suo Teatro, ha proseguito la sovrintendente soffermandosi sugli eventi salienti della sua storia. “Questo Teatro ricorda le esibizioni di alcune delle più grandi artiste e artisti nella storia, gli applausi che hanno ottenuto, la loro ansia ed emozione e le loro vette artistiche – ha ribadito Vrgoč –. Questa platea ricorda i volti di centinaia di migliaia di spettatori di diverse generazioni, interessi e aspettative, che nel teatro cercavano svago, consolazione, comunanza o rifugio. Nonostante tutti i cambiamenti politici e artistici, il Teatro è rimasto sempre un posto sicuro nel quale si riflettono la città e il mondo al quale esso appartiene. In questi tempi in cui ci svegliamo ogni giorno temendo una nuova catastrofe, quando tutto ciò che ci preoccupava da anni sembra avverarsi, il palazzo giallo in via Verdi, progettato dagli architetti viennesi 140 anni fa, è testimone della resilienza del mondo culturale. Credo nel Teatro fiumano, il cui ruolo è quello di illuminare, credo nella solidarietà di tutti i cittadini che diventano spettatori per gioire di ogni sfida artistica lanciata da questo palcoscenico e rendere più sopportabile e migliore la nostra quotidianità”, ha concluso la sovrintendente, augurando al Teatro ancora centinaia di anni di attività in una città che ne va fiera.
140 anni di arte, emozioni e coraggio
La sindaca di Fiume, Iva Rinčić, ha rilevato che il 140esimo anniversario è anche un’occasione per soffermarsi sulla ricca e stratificata storia del palazzo che ospita il Teatro che ha modellato per decenni la cultura ed è diventata parte integrante della città di Fiume. “Qui ci sono 140 anni di arte, emozioni, coraggio e visione intessuti nella nostra città e nelle nostre vite – ha osservato la sindaca –. Questo non è soltanto un edificio, bensì un luogo in cui generazioni di fiumani hanno riso, pianto, cantato, goduto, si sono innamorati e hanno imparato a sognare. Quante volte proprio qui qualcuno ha visto la sua prima opera, il primo balletto o il primo spettacolo drammatico che gli hanno cambiato la prospettiva nei confronti della vita e del mondo. È interessante il fatto che sia Fiume che Zagabria condividano la medesima storia teatrale, ma percorsi completamente diversi. Se il Teatro di Zagabria è stato fondato dallo Stato, Fiume ha avuto i suoi cittadini, che nella migliore tradizione degli spettatori del Globe londinese di Shakespeare davano l’ultimo soldo per vedere uno spettacolo”, ha puntualizzato la sindaca, menzionando alcuni eventi storici che si sono verificati nel Teatro fiumano, come il discorso di Mussolini nel 1919, il grande successo dello spettacolo “Esercitazione alla vita” nel 1990 e l’esibizione della cantante di musica leggera Severina nel 2003 nel musical “Carolina la Fiumana”. “Qualche volta le provocazioni sulla facciata del palazzo o in scena stimolavano discussioni su quanto sia opportuno che a Teatro vengano portate in scena opinioni personali o temi di attualità, oppure se esso debba elaborare tematiche di valore più durature – ha proseguito Rinčić –. Ciò che non è mai mancato, però, è la passione. La passione degli artisti di trasmettere un messaggio e del pubblico di riceverlo. Il Teatro ci insegna che la cultura e l’arte sono al di sopra della politica attuale: esse sono un punto di incontro, di dialogo e di comunanza”, ha concluso la sindaca, esprimendo l’augurio che anche nei prossimi 140 anni “continuiamo a essere così coraggiosi, pieni di passione e innamorati dell’arte”.
Un omaggio a chi crea la cultura
Il presidente della Regione litoraneo-montana, Ivica Lukanović, si è soffermato su alcuni ricordi personali legati al Teatro fiumano. Ha rilevato che uno dei libri più importanti che ha letto nella sua vita sia stato “Come leggere la città” di Radmila Matejčić, nel quale – ha spiegato – ammirava gli splendidi palazzi di Fiume. “In quel libro questo edificio è descritto in maniera meravigliosa – ha rilevato Lukanović –. È stato bellissimo seguire in tutti questi anni allo ‘Zajc’ spettacoli ed esibizioni di altissimo livello artistico. Oltre a questo edificio, è importante anche ricordare tutte quelle persone che finora hanno creato la cultura fiumana e che continuano a crearla”, ha concluso Ivica Lukanović.


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