Il successo è frutto dell’impegno e del lavoro

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Il successo è frutto dell’impegno e del lavoro

Tra i numerosi premi assegnati alla 54.esima edizione del Concorso d’arte e cultura “Istria Nobilissima”, il Premio Luigi Dallapiccola, nella Categoria musica – suddiviso in due parti, una per la composizione e una per l’esecuzione -, è stato assegnato a Ivan Graziani di Fiume per quest’ultima. Stando alla motivazione della Commissione giudicatrice, il candidato ha presentato un programma molto impegnativo in cui ha dimostrato grande solidità tecnica e padronanza strumentale. Abbiamo chiesto al giovane violinista fiumano qual è il segreto del suo successo e com’è iniziata la sua carriera musicale.

 

Quali brani ha scelto per quest’ edizione del Concorso?

“Ho deciso di presentare tre brani di cui il primo è la Partita per violino n.3 in Mi maggiore di Johann Sebastian Bach, il secondo brano è un’Improvvisazione e gioco (Improvizacija i igra) di Boris Papandopulo, mentre il terzo è Recitativo e scherzo di Fritz Kreisler, un violinista e compositore austriaco naturalizzato statunitense. Ho scelto questi tre pezzi perché ho voluto presentare un programma quanto più variegato, ma anche perché per me hanno rappresentato una sfida in senso esecutivo. Agli amanti della musica sarà saltato sicuramente all’occhio il fatto che si tratta di tre composizioni esclusivamente per violino, senza accompagnamento, il che è un po’ atipico per concorsi di questo genere. Solitamente, infatti, è più semplice l’esecuzione virtuosistica se il violinista viene accompagnato dal pianoforte, perché il suono è più corposo e l’effetto è diverso, per non parlare del fatto che il pianoforte crea un’armonia particolare. Scegliendo questi brani in un certo senso mi sono complicato la vita (ride), ma penso che la Commissione abbia riconosciuto la mia buona volontà e la passione dimostrata nell’esecuzione”.

Esiste un nesso tra questi tre brani?

“Innanzitutto, sono brani per violino e diciamo che dal punto di vista pratico questa è la caratteristica più evidente. Ci sono poi delle sfumature che ho apprezzato in quanto esecutore e alcuni passi, in quanto a tonalità, sono molto simili. Per tale motivo ho pensato che sarebbe stato interessante affiancarli in questo modo. Improvvisazione e gioco è un brano di un autore croato e, proprio come dice il nome stesso, è un pezzo molto flessibile che si presta a varie interpretazioni e che quindi mi ha permesso di scostarmi dall’atmosfera romantica che caratterizza il brano di Kreisler. Potremmo dire che l’Improvvisazione è stata composta e scritta in maniera più astratta, mentre il Gioco è la parte che è più vicina alla produzione di Kreisler. Per questo motivo ho reputato che il passaggio da Papandopulo a Kreisler sia molto naturale, per niente forzato. Un altro motivo della mia scelta è stato il fatto che Papandopulo, per quanto sia conosciuto a livello nazionale, è ancor sempre abbastanza sconosciuto fuori dai confini della Croazia. Ho voluto, pertanto, dedicargli quest’esibizione, in quanto lo reputo un compositore a dir poco geniale”.

Quali erano le condizioni del Concorso per questa categoria?

“Una delle condizioni per la partecipazione era l’esecuzione di almeno un brano delle nostre terre, ovvero Istria, Quarnero e Dalmazia, mentre il numero complessivo di brani da presentare era due o tre. E ovviamente la condizione essenziale era la scadenza del Concorso, motivo per cui il tempo a disposizione per preparare il materiale era limitato”.

Questa è la prima volta che partecipa a “Istria Nobilissima”?

“La prima volta che ho sentito parlare del Concorso fu molti anni fa, quando mio fratello (l’illustre violinista Marco Graziani, nda) era ancora studente e vi ha partecipato per la prima volta. Da allora ogni tanto anch’io vi ho preso parte. Qualche anno fa ho ottenuto il primo premio, l’anno scorso ho ottenuto il secondo premio, sempre nella stessa categoria, e ora nuovamente il primo”.

Com’è iniziata la sua carriera musicale?

“Il mio primo incontro con la musica è stato in tenera età: diciamo che l’educazione musicale è iniziata ancor prima di quella formale. All’età di cinque anni i genitori mi iscrissero all’asilo musicale, in seno alla Scuola di musica ‘Ivan Matetić Ronjgov’ di Fiume.

All’inizio l’idea era di farmi suonare il violoncello, ma dopo qualche tempo, all’età di sette anni, passai al violino. Da bambino presi parte a moltissimi seminari, concerti ed esibizioni con altri violinisti, sia in Croazia che all’estero, come ad esempio in Austria, e questi primi incontri lasciarono il segno, motivandomi a perseguire con impegno la carriera musicale. Dopo aver concluso gli studi a Fiume, mi iscrissi all’Accademia di Musica di Zagabria.

Già durante la Scuola media superiore frequentai alcuni corsi di musica a Vienna, presso alcuni docenti che poi mi seguirono anche a Zagabria. Si tratta di un programma per bambini dotati, organizzato dall’Università di Vienna. Ho conseguito la laurea l’anno scorso, a novembre, e ora sono Maestro concertatore a Fiume”.

La decisione di farle studiare musica è stata frutto di un talento innato o di una tradizione familiare?

“Il tutto è iniziato con mio fratello maggiore, anch’egli violinista. Visto che lui ha dimostrato subito interesse per lo strumento, i nostri genitori hanno deciso di iscrivere anche me alla stessa scuola. Ovviamente, la decisione è stata pure la conseguenza del fatto che dimostravo interesse per lo strumento e un desiderio vivo di imparare. I genitori ci hanno sempre sostenuti e indirizzati durante gli studi, ma il mio successo dipende principalmente dal mio impegno e duro lavoro”.

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