Il ricco patrimonio della Fiume borghese

Ines Srdoč-Konestra, Sanja Zubčić e Irvin Lukežić

Avrà luogo venerdì, 6 marzo (ore 9) nell’Aula consiliare del Municipio un convegno sul tema “Tracce della tradizione borghese: la cultura borghese di Fiume nel XIX secolo”, evento organizzato dal Dipartimento di Croatistica della Facoltà di Filosofia, con il patrocinio della Città di Fiume. Il convegno si inserisce nei progetti “L’ambiente culturale croato di Fiume nel XIX secolo”, guidato dal prof. Irvin Lukežić, e “Liber Fluminensis – contributi per lo studio della lingua croata nelle opere delle stamperie di Fiume fino al XX secolo”, gestito dalla prof.ssa Sanja Zubčić. La preside della Facoltà di Filosofia, Ines Srdoč-Konestra, ha dichiarato che la Facoltà si impegna a studiare le diverse sfaccettature del XIX secolo a Fiume con l’obiettivo di presentarle ai cittadini interessati alla storia della loro città. Un’ulteriore motivazione all’organizzazione di questo convegno – ha rilevato – è il progetto Fiume CEC.
L’identità collettiva
Il prof. Irvin Lukežić ha osservato che la tradizione, la cultura e il patrimonio di Fiume sono una grande ricchezza, ma il problema è che la maggior parte dei suoi abitanti non ne è consapevole. “Parliamo di un’identità collettiva di Fiume che non sia stata finora studiata in profondità – ha rilevato Lukežić –. L’identità di Fiume è legata all’Europa, in quanto la città nel XIX secolo è stata caratterizzata da un intrecciarsi di influenze, da un miscuglio di Mitteleuropa e Mediterraneo. Un fiumano del XIX secolo si sentiva a casa sia a Vienna che a Budapest, sia a Milano che a Roma, ma anche a Zagabria. Di conseguenza, in città si parlavano l’italiano, il croato, l’ungherese, il tedesco, ma anche lo sloveno e il francese, come pure il fiumano e il ciacavo”, ha spiegato Lukežić, osservando che la cultura borghese di Fiume ha subito grandi cambiamenti nel corso del XX secolo, anche in seguito alla perdita di una fetta importante della popolazione italiana nel secondo dopoguerra. “Oggigiorno possiamo riconoscere pochi frammenti della cultura borghese sopravvissuti ai cambiamenti – ha puntualizzato lo studioso –. Verranno trattati temi legati alla storia statale e giuridica di Fiume, si parlerà di Andrea Lodovico de Adamich, della stamperia della famiglia Karletzky, dell’anno rivoluzionario 1848, ma anche del ciacavo e del fiumano e via dicendo”.

Il Corso nel XIX secolo

Una città multilingue
La prof.ssa Sanja Zubčić ha rilevato che oggidì Fiume viene considerata una città multilingue, anche se non può reggere il confronto con la Fiume del XIX secolo, che era multilingue a tutti gli effetti. “Esiste una quantità enorme di materiale scritto in lingue diverse e noi ci occuperemo di alcuni segmenti di questo ricco lascito – ha rilevato la studiosa –. Nell’ambito del convegno si parlerà pure dei filologi di Fiume, tra cui Fran Kurelac, nonché di scritti ciacavi. Una relazione molto importante sarà presentata da Kristina Blecich, che parlerà del dialetto fiumano, il quale è ultimamente oggetto di studio di diversi esperti”.
Nell’ambito del convegno verranno pure lette delle testimonianze su Fiume scritte da contemporanei del XIX secolo. Gli organizzatori hanno sottolineato che l’obiettivo è attirare un numero quanto più grande di cittadini per condividere con loro la ricchezza del patrimonio culturale di Fiume.
In quest’ambito si potranno seguire anche le lezioni della prof.ssa Corinna Gerbaz-Giuliano del Dipartimento di Italianistica, che tratterà il tema “Fiume nella letteratura italiana della fine del XIX secolo”, e della prof.ssa Rina Brumini, che parlerà della Comunità ebraica a Fiume.

Facebook Commenti