FIUME | Il Quinto ensemble di Fiume, collettivo teatrale inclusivo che riunisce persone con disabilità, persone con difficoltà intellettive e interpreti neurotipici, potrebbe diventare una nuova unità organizzativa del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. Lo confermano all’agenzia Hina alcuni membri dell’ensemble, la Città di Fiume e la sovrintendente Dubravka Vrgoč.
Il Quinto ensemble è attivo da otto anni e nel corso di questo periodo ha realizzato diversi spettacoli, l’ultimo dei quali è “TO=TO” (Ciò=Ciò), nato dalla collaborazione con il collettivo “CO2… par umjetnika” e andato in scena alla fine di giugno nell’ambito delle Notti estive fiumane.
Mila Čuljak, membro del Quinto ensemble e dell’Associazione per la sindrome di Down – Rijeka 21, ha dichiarato che l’ensemble è nato dall’esigenza di lavorare e creare insieme e che oggi, attraverso le singole produzioni, riunisce tra 20 e 27 persone neurodivergenti, persone con disabilità e interpreti neurotipici. “Il progetto dell’ensemble è nato dal desiderio di trasformare i progetti occasionali di teatro inclusivo in una comunità paritaria e sostenibile nel lungo periodo, che attraverso un lavoro continuativo, la formazione e gli spettacoli possa creare un’arte rilevante. Fin dall’inizio era importante per noi preservare la piena autonomia artistica di tutti i membri e permettere loro di partecipare in modo paritario alla creazione del linguaggio scenico”, ha affermato.
Čuljak ha sottolineato che l’eventuale ingresso del Quinto ensemble come nuova unità organizzativa dello “Zajc” significherebbe il passaggio a un sistema stabile e sostenibile. “L’attuale modello basato sui progetti ha raggiunto i propri limiti operativi, poiché la dipendenza da iniziative a breve termine crea una discontinuità nella programmazione e impedisce di pianificare il lavoro e la creazione artistica nel lungo periodo. L’istituzionalizzazione non è soltanto un passaggio amministrativo, ma una risposta alla necessità di cambiare il sistema stesso. Finché ci affideremo a progetti sporadici, l’ensemble resterà nella sfera dell’eccezione, mentre il suo ingresso nella struttura del teatro lo porrebbe all’avanguardia di un nuovo modello culturale”, ha dichiarato Čuljak. Ha aggiunto inoltre che il processo è ancora agli inizi e che l’istituzionalizzazione potrebbe svilupparsi in diverse fasi, con l’obiettivo a lungo termine di assumere persone neurodivergenti e persone con disabilità. Stando a Čuljak l’obiettivo non è soltanto istituire formalmente il Quinto ensemble come nuova unità organizzativa, ma anche preservare il patrimonio di conoscenze di una comunità che in otto anni ha costruito un proprio modello estetico, etico e pedagogico autonomo e affrontare l’intero processo con attenzione, tenendo conto delle esigenze di tutti i membri dell’ensemble.
Dalla Città di Fiume, fondatore del TNC “Ivan de Zajc”, hanno dichiarato di sostenere l’apertura di un dialogo serio e responsabile sulla possibilità di formalizzare il Quinto ensemble come unità organizzativa del TNC, con obiettivi programmatici chiaramente definiti, un modello organizzativo e un quadro finanziario. La formalizzazione dovrà essere il risultato di un processo ponderato, in grado di garantire sostenibilità a lungo termine, trasparenza e un funzionamento di qualità all’interno dell’attuale sistema del teatro, hanno aggiunto dall’amministrazione cittadina. La Città sottolinea inoltre che la costituzione di un nuovo ensemble all’interno dello “Zajc” è soggetta a precise procedure legislative e amministrative previste dalla Legge sui teatri, dallo Statuto del TNC “Ivan de Zajc” e da altri atti interni, e che i prossimi passi dipenderanno dalla proposta che sarà elaborata dal Teatro. Poiché si tratta di un processo che comprende decisioni di carattere programmatico, organizzativo e finanziario, al momento non è possibile stabilire con precisione entro quando potrà essere concluso. Anche la sovrintendente Vrgoč considera il Quinto ensemble un’iniziativa artistica che ha già dimostrato il proprio potenziale produttivo ed estetico. Il successo dello spettacolo “Ciò=Ciò”, ha sottolineato, dimostra la sensibilità del pubblico verso questo tipo di espressione artistica, ma apre anche uno spazio alla pluralità delle pratiche teatrali, nel quale la diversità degli interpreti non rappresenta un’eccezione, bensì una norma.
“Ritengo importante aprire un dialogo responsabile sul suo status, compresa la possibilità di formalizzarlo come unità organizzativa, ma sulla base di obiettivi chiaramente definiti e di un modello di funzionamento sostenibile”, ha sottolineato Dubravka Vrgoč.
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