Il passato dell’Albonese racchiuso negli Atti

Il volume è frutto del secondo convegno internazionale tenutosi ad Albona nel 2019

Tullio Vorano durante l’incontro tenutosi nel 2019

Sono usciti di recente dalle stampe gli Atti del secondo convegno internazionale “Incontri storico-culturali albonesi”, ospitato dalla Biblioteca civica di Albona il 28 marzo 2019. Il volume, articolato in 575 pagine, comprende 22 temi, nove dei quali sono incentrati su Giuseppina Martinuzzi (1844 – 1925), insegnante, pedagogista, scrittrice e socialista che lottava per i diritti degli oppressi, per l’uguaglianza tra uomini e donne e per quella tra i popoli. Infatti, la prima parte del convegno era dedicata al 175.esimo anniversario della sua nascita.

 

 

Il lascito librario della Martinuzzi
Gli altri 13 lavori presentati durante l’incontro sono legati ad altri temi importanti per il passato dell’Albonese. A soffermarsi sulla famosa albonese sono stati Daniel Mohorović e Iva Peršić, i quali hanno esposto la loro relazione sull’approccio mnemotecnico della Martinuzzi, tra i cui lavori c’è pure il “Manuale mnemonico” del 1886. Majda Milevoj Klapčić ha parlato dell’importanza del lascito librario della Martinuzzi per Albona, mentre Deni Vlačić ha analizzato gli articoli giornalistici legati all’illustre albonese. La Martinuzzi nel contesto del giornalismo istriano è stato il tema della relazione di Martina Damiani. Tullio Vorano, il quale si era occupato dell’organizzazione della parte del convegno dedicata alla Martinuzzi, ha contribuito con una relazione sul lascito librario della Martinuzzi custodito nella Biblioteca universitaria di Fiume dagli anni ‘40 dello scorso secolo fino all’autunno del 2019, quando è stato restituito ad Albona. Il contenuto della biblioteca della Martinuzzi, alla quale la “maestra dei poveri” diede il nome dei suoi genitori chiamandola “Biblioteca Giovanni Antonia Martinuzzi”, è stato al centro della relazione di Olja Višković. I contributi di tre partecipanti dell’Italia, Francesca Maria Lacaita, Silva Bon ed Ester Pacor erano legati, rispettivamente, alla revisione, da parte della Martinuzzi, della concezione di patria nel momento dell’adozione del socialismo, alla sua passione politica e alla letteratura nonché al suo ruolo nel movimento femminista a Trieste.

 

Statistiche del territorio
La seconda parte degli Atti presenta il lavoro di Slaven Bertoša relativo al conte veneziano Marcantonio Poiana e alla sua relazione su Albona e Fianona nel 1629. Dean Škopac ha scelto il tema dei battezzati a Casali Sumberesi nel periodo dal 1673 al 1771. Samanta Paronić si è occupata dei motivi delle morti nella parrocchia di Albona dal 1861 al 1880, mentre Dijana Muškardin ha presentato nel suo lavoro l’insegnante della Scuola pedagogica di Capodistria, Josip Belušić. Alan Žic Teklin ha scelto come tema il linguista albonese Matteo Giulio Bartoli; Eva Melegi Matković ha presentato nel suo lavoro una serie di dati legati al passato di Carpano; Vanesa Begić ha voluto parlare delle poesie dell’albonese, mentre Kristijan Žgaljardić ha dedicato la sua relazione agli affreschi nell’area della diocesi di Pedena. Chiese e cappelle nell’Albonese dimenticate sono state il tema affrontato da Mladen Bastijanić, mentre Anja Šumberac ha sottolineato l’importanza delle piazze come centri dell’interazione sociale. Tatjana Bradara ha descritto alcune campane vecchie, Ondina Krnjak le medagliette pellegrinaggio del Museo popolare di Albona, mentre Elis Baćac e Mladen Rajko hanno dedicato le loro pagine al mondo fantastico dell’Istria centrale come risorsa per la creazione di nuovi prodotti turistico-culturali. Gli Atti, stampati in 400 copie, sono stati pubblicati dalla Città di Albona e realizzati con il sostegno dei Comuni di Chersano, Pedena e Santa Domenica.

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