Il nostro ricco patrimonio immateriale va custodito

Alla presentazione dell’Atlante linguistico dell’istroveneto erano presenti l’autrice, Suzana Todorović, e Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana

Suzana Todorović

Si è tenuta ieri nella sede della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria la conferenza stampa di presentazione del secondo volume dell’Atlante linguistico istroveneto dell’Istria nordoccidentale, edito dall’Unione Italiana, dalla Biblioteca centrale “Srečko Vilhar” di Capodistria e dalla Libris, d. o. o. di Capodistria. All’incontro con i media, che si è tenuto anche in streaming su Facebook, hanno partecipato il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul e l’autrice del volume, la prof.ssa Suzana Todorović.

 

L’appoggio dell’Unione Italiana
“Sono in corso molti lavori di ricerca e di studio che riguardano la tutela del patrimonio culturale italiano della CNI ad opera di vari Enti – ha iniziato il suo intervento Maurizio Tremul -, tra cui il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, il Dipartimento di Studi Italiani della Facoltà di Studi Interdisciplinari, Italiani e Culturali dell’Università ‘Juraj Dobrila’ di Pola, il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale di Capodistria, il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere dell’Università di Fiume, l’IRCI di Trieste, la Società di Studi Fiumani – Archivio Museo Storico di Fiume (Roma), la Società di Studi Storici e Geografici di Pirano, la Pietas Iulia di Pola, qualche Museo dell’area istro-quarnerina e tanti altri. A questi importanti centri di ricerca si aggiunge l’Unione Italiana, che ha posto tra le proprie finalità strategiche la conservazione e la valorizzazione del ricco patrimonio culturale, materiale e immateriale della CNI. In questo contesto l’azione dell’Unione Italiana ha già raggiunto un fondamentale traguardo, che ha portato il Coordinatore per la tutela del patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Slovenia a considerare a tutti gli effetti l’istroveneto quale patrimonio culturale immateriale della Slovenia, con la sua conseguente iscrizione nell’apposito Registro del patrimonio culturale immateriale. Abbiamo presentato un’analoga richiesta anche alle competenti autorità della Croazia e siamo in attesa che l’istroveneto sia iscritto nel Registro croato del patrimonio culturale immateriale tutelato. Un analogo procedimento è in corso anche per l’istrioto”, ha spiegato Tremul.


Ricerca linguistica che supera i confini
La professoressa Todorović ha illustrato le modalità della sua ricerca e ha dichiarato di avere preso in considerazione l’Istria slovena e le città di Buie e di Muggia, utilizzate come punti di riferimento per un confronto linguistico transnazionale.

“Questo secondo volume dell’Atlante, in formato bilingue, riporta 6.000 espressioni dialettali (le unità tematiche sono: numerali e aggettivi qualificativi, scorrere del tempo e calendario, vita, matrimonio e famiglia, casa e podere), quasi 500 carte dialettali, testi dialettali con traduzioni per tutte le località studiate e l’analisi finale del lessico – ha puntualizzato Todorović –. Con la mia ricerca sono riuscita a dimostrare che i confini tra i dialetti o le lingue parlate nella nostra zona non coincidono con i confini nazionali e che l’Istria è una regione estremamente ricca dal punto di vista linguistico. Se i dialetti di matrice slava sono divisi chiaramente in aree di interesse, l’istroveneto è un filo rosso, una sorta di denominatore comune che collega la Croazia, la Slovenia e l’Italia”.

In conclusione, Maurizio Tremul ha annunciato che l’Unione Italiana sosterrà finanziariamente la pubblicazione pure della terza e ultima parte dell’Atlante, che sarà dedicata ai temi riguardanti il vestiario e accessori vari, cibi e bevande, sentimenti ed emozioni, olivicoltura, verdure e frutti, alberi e animali e insetti.

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