Il Museo di Marineria e Storia del Litorale croato si sposta in Rete

Circa seimila oggetti, corrispondenti al 10 p.c. di tutte le collezioni, sono entrati a far parte del catalogo digitale del Museo

La cultura come la conosciamo ora è sostanzialmente diversa da quella di due anni fa, che faceva affidamento principalmente sulla fruizione dei contenuti dal vivo. La pandemia ci ha costretti a rivalutare i nostri approcci ai contenuti culturali e a cercare vie alternative di comunicazione e di scambio. È stata celebrata ieri la Giornata internazionale dei musei e per il Museo di Marineria e Storia del Litorale croato di Fiume è stata l’occasione di presentazione del nuovo fondo digitale.

 

 

Un catalogo virtuale sui social
La direttrice del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, Nikolina Radić Štivić, ha aperto la conferenza facendo gli auguri a tutti i suoi colleghi in occasione della Giornata internazionale dei musei e spiegando che le celebrazioni di quest’anno si concentreranno sulle modalità di recupero dell’attività rallentata a causa della pandemia, ma saranno anche una modifica dell’approccio al lavoro. Alla realizzazione del fondo digitale del Museo, ha spiegato la direttrice, ha partecipato tutto il collettivo.
“L’idea della realizzazione di un fondo multimediale non è nata durante la pandemia, ma la pandemia ha sicuramente velocizzato la realizzazione – ha spiegato Radić Štivić -. Negli ultimi anni abbiamo lavorato con impegno alla costruzione di un’infrastruttura digitale e nell’ultimo anno e mezzo abbiamo potuto vedere quanto sia importante mantenere un contatto anche a distanza con i nostri visitatori e quanto sia essenziale costruire un’immunità anche alle situazioni più imprevedibili. Con il fondo multimediale abbiamo dato uno spazio virtuale a più di 60mila oggetti delle nostre collezioni e per cominciare pubblicheremo il dieci p.c. delle opere catalogate. Invito dunque tutti a sfogliare il nostro catalogo virtuale, a condividerlo su Facebook e sulle altri reti sociali, per raggiungere tantissime persone che poi, volendo, potranno visitare il nostro Museo oppure scriverci il loro parere nei commenti. Noi siamo il primo Museo in Croazia ad aver introdotto un accesso non diretto, ovvero l’obbligo di compilazione di una richiesta d’accesso per visualizzare i contenuti, ma siamo anche il primo Museo ad aver reso possibile la condivisione di ogni singolo oggetto pubblicamente”.

Luka Strašek ha catalogato gli oggetti

47 collezioni diverse
A parlare del fondo in questione è stato Luka Strašek, che si è occupato della documentazione e ha curato la grande collezione digitale, formata da elementi di 47 collezioni diverse.

“Tra i tanti oggetti in esposizione – ha illustrato Strašek – ci sono reperti archeologici, storici, opere artistiche e culturali, oggetti legati al patrimonio tradizionale e oggetti legati al patrimonio marittimo. Per accedere al fondo basta visitare la pagina ufficiale del Museo (http://ppmhp.hr), la sua pagina Facebook o Instagram. Ogni oggetto è presentato con una foto di grande risoluzione e con una scheda documentaristica che contiene i dati essenziali”.

La direttrice del Museo, Nikolina Radić Štivić

L’enorme mole di materiale
Ad aver esposto l’enorme mole di lavoro è stata pure la curatrice Tamara Mataija, la quale ha spiegato che i curatori in parte lavorano con il pubblico, ma per la maggior parte del tempo sono impegnati nel lavoro con gli oggetti, lontano dagli occhi del pubblico. Le schede d’inventario sono particolarmente importanti perché raccontano la storia di ogni singolo oggetto esposto o conservato e grazie al processo di digitalizzazione tali informazioni saranno disponibili a tutti. Nel Museo fiumano, proprio come nella maggior parte dei musei nel mondo, il grosso delle collezioni viene conservato nei magazzini, mentre nelle teche sono collocati solo gli oggetti più significativi, i quali rappresentano il 5 p.c. del totale. Mataija ha spiegato che con la digitalizzazione già ora è stato presentato il doppio del materiale che solitamente i visitatori incontrano nel Museo.

Alla conferenza ha partecipato anche la pedagogista Andrea Zubović, la quale ha spiegato che l’accesso alle informazioni pubblicate online è importantissimo per le scuole e altre istituzioni legate al campo dell’istruzione e della formazione, oppure della conservazione del patrimonio culturale del territorio.

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