Il melodramma «Diocleziano» ha inaugurato l’Estate spalatina

La 71esima edizione della manifestazione culturale del capoluogo dalmata ha preso il via con la prima rappresentazione dell’opera di Ivo Tijardović, composta su libretto di Branko Radica

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Il melodramma «Diocleziano» ha inaugurato l’Estate spalatina
Il libretto dell’opera. Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

La 71esima edizione dell’Estate spalatina è stata inaugurata l’altra sera con un evento eccezionale: la première dell’opera “Diocleziano” composta da Ivo Tijardović nel lontano 1964 e messa in scena per la prima volta dopo 61 anni. Lo spettacolo si presenta come un omaggio all’artista spalatino nato tra le mura del Palazzo di Diocleziano il 18 settembre del 1895. Infatti, quest’anno ricorre il 130esimo anniversario della nascita sia di Tijardović che di un altro compositore spalatino, Jakov Gotovac, un’occasione per celebrare entrambi i grandi della musica colta croata con una serie di eventi nell’arco di tutto il 2025.

Un’opera importante
Lo stesso Tijardović considerava “Diocleziano”, composta su libretto di Branko Radica, la sua opera più importante. Il compositore non la vide mai allestita in scena, in quanto ritenuta all’epoca troppo lunga, con un cast eccessivamente ampio e pertanto costoso, una spesa insostenibile per i teatri. Fu composta nello stile della Grand opera francese e conta quattro atti e nove quadri. L’ensemble dell’opera è molto numeroso: oltre all’orchestra e al coro, il cast conta circa 25 cantanti tra solisti e ruoli secondari. Le nove scene presentano episodi tratti dalla vita di Diocleziano. Questo melodramma austero non ha nessuna somiglianza con le popolarissime operette di Tijardović “Spli’ski akvarel” e “Mala Floramye”.
La première di “Diocleziano” ha visto la partecipazione di solisti, coro, orchestra e balletto del Teatro Nazionale Croato di Spalato sotto la direzione del Maestro Hari Zlodre e con la regia di Ivan Leo Lemo. L’impegnativo lavoro all’allestimento dell’opera è stato avviato dal Maestro Zlodre, il quale ha semplificato lo spartito, in quanto questo si presentava estremamente articolato e sarebbe stato dunque molto difficile per l’ascolto. La trama è suddivisa in nove scene con protagonista il tenore Jurica Jusarić Kapun nei panni dell’imperatore Diocleziano. Si sono esibite anche il mezzosoprano Terezija Kusanović di Dirusta, madre di Diocleziano, e il soprano Antonija Teskera nel ruolo di Priska, la moglie dell’imperatore. L’allestimento è particolare perché otto scene dell’opera sono state presentate sul palcoscenico del TNC di Spalato, mentre la nona, che si svolge nel Palazzo di Diocleziano, è stata allestita nel Peristilio.
Otto quadri dell’opera presentano episodi di vita dell’imperatore partendo dalla prima scena ambientata nel 270 d.C. nell’antica Leodio. La seconda scena si svolge nella baia di Salona nel 282, la terza scena nell’accampamento di Calcedonia il 17 settembre del 284. La quarta e la quinta scena sono ambientate nel Palazzo imperiale sul Bosforo nel 290 e nel 296 d.C. La sesta e la settima scena si svolgono nel Vestibolo e nel Peristilio del Palazzo di Nicomedia nel 303 d.C. L’ottava scena è ambientata sulle colline dell’antica Nicomedia, mentre la nona, come detto più sopra, ha avuto luogo nel Peristilio.
Il melodramma è incentrato su Diocleziano quale personaggio storico, nato in Dalmazia nel 247 e deceduto nel 313 nel suo palazzo a Spalato. Un imperatore romano che lottò tutta la vita per difendere le istituzioni e le strutture sociali di un Impero ormai in crisi, che difese con volontà ferrea i valori del mondo pagano minacciati dall’incedere del cristianesimo. Il libretto è scritto in lingua latina e croata, mentre la partitura abbraccia diversi stili musicali, spaziando da melodie che evocano lo stile pucciniano a quelle che ricordano le composizioni di Bartók, Grieg, ma anche quelle di Gershwin, con accenni di jazz americano di Duke Ellington e Glenn Miller. Molto affascinante è la scenografia di Vesna Režić, ricca di colori vivaci, come pure i costumi di Amna Kunovac Zekić.
Le repliche sono in programma il 16 e il 18 luglio.
Il festival è stato inaugurato dal sindaco di Spalato, Tomislav Šuta, alla presenza della ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, e il direttore dell’Estate spalatina e sovrintendente del TNC di Spalato, Vicko Bilandžić. Nell’ambito della manifestazione verranno proposte cinque première di opere, drammi e balletti, si esibiranno numerosi ospiti e verranno organizzati diversi concerti, tra cui l’esibizione di cinque grandi orchestre, mostre, proiezioni cinematografiche e incontri letterari. Il festival si concluderà il 14 agosto.

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