Il lavoro di traduttore? Appagante e interessante

La classe VIIA della Scuola elementare italiana «Galileo Galilei» di Umago, assieme agli insegnanti, ha fatto visita all'Editoriale della casa editrice Edit

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Il lavoro di traduttore? Appagante e interessante
Liliana Venucci con i ragazzi. Foto Roni Brmalj

Qual è il percorso di realizzazione di un manuale scolastico? Quali sono i professionisti coinvolti in questo lavoro, indispensabile affinché gli alunni delle scuole italiane dell’Istria e di Fiume possano avere a disposizione manuali in lingua italiana? A queste e altre domande hanno cercato di rispondere ieri la responsabile del settore Editoria della casa editrice Edit, Liliana Venucci e le sue colleghe e traduttrici Anja Batinić e Iva Gašparac Lenac durante la visita di una comitiva di quindici alunni della Scuola elementare “Galileo Galilei” di Umago, accompagnati dai loro insegnanti Sabina Maurić, Lara Šebelja e Teo Biloslavo.
Ad accoglierli al pianterreno del palazzo della stampa è stata la caporedattrice del giornalino per ragazzi “Arcobaleno”, Tiziana Dabović, la quale ha loro spiegato la differenza tra il processo di stampa ottant’anni fa e oggi facendo riferimento all’antica linotype sistemata nell’atrio del palazzo.

Il ruolo dell’informatica
La comitiva ha quindi raggiunto la sede della Edit, dove è stata accolta da Liliana Venucci, la quale ha spiegato che la visita alla casa editrice degli alunni della VIIA della “Galileo Galilei” è frutto della collaborazione del settore Editoriale con l’insegnante Sabina Maurić, traduttrice del libro di informatica per l’VIII classe. L’obiettivo della visita, come spiegato dall’insegnante Maurić, è stato quello di capire il ruolo dell’informatica nel processo di realizzazione di un libro.
Venucci ha voluto spiegare innanzitutto che la Edit è un ente giornalistico-editoriale che opera da più di settant’anni e ha ricordato nel corso dei decenni tante cose sono cambiate. Mentre i ragazzi d’oggi sono dei nativi digitali, settant’anni fa veniva usata la linotype e il sistema di produzione di libri e giornali era completamente diverso. Ha rilevato che la Edit nacque negli anni Cinquanta per la necessità delle persone che frequentavano le scuole italiane e che di conseguenza avevano bisogno di manuali in italiano.

Una missione importante
“Si tratta di un lavoro che facciamo tutt’oggi e quindi c’è questo filo rosso che ci lega da tanti anni e la nostra missione è mantenere, coltivare e trasmettere alle future generazioni tutto quello che fa parte della cultura in lingua italiana della minoranza che opera sul territorio dell’Istria e di Fiume e anche nel litorale sloveno”, ha spiegato Liliana Venucci, aggiungendo che le pubblicazioni che si possono trovare alla Edit sono il quotidiano “La voce del popolo”, il giornalino mensile “Arcobaleno”, la rivista trimestrale di cultura “La Battana”, il quindicinale “Panorama” e i libri. Per quanto riguarda i libri scolastici, ha spiegato Venucci, il processo inizia quando all’Editoriale viene commissionato dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione di tradurre in italiano i manuali editi in croato.
Anja Batinić ha spiegato che quando all’Editoriale viene commissionato il lavoro di traduzione dal croato all’italiano, la prima cosa che si fa è quella di trovare un traduttore e di una persona che farà la revisione linguistica del testo tradotto. Il libro tradotto in italiano deve avere la medesima struttura del libro in croato. Iva Gašparac Lenac si è soffermata sul lavoro del traduttore, che ha definito molto appagante e interessante, una professione che richiede una vasta conoscenza e preparazione. Per questo motivo, un traduttore deve leggere molto ed essere curioso, ha spiegato Gašparac Lenac. Ha augurato lo stesso ai ragazzi: di essere aperti e di imparare tanto.

La salvaguardia della cultura italiana
Liliana Venucci ha in seguito illustrato un altro segmento del lavoro editoriale che riguarda la pubblicazione di opere letterarie scritte da connazionali di queste zone, che è un impegno importante in quanto contribuisce alla salvaguardia e alla promozione della cultura italiana di questi territori. Ha annunciato che prossimamente, in occasione del settantesimo della pubblicazione di “Pinocchio” di Carlo Collodi in lingua italiana dalla Edit nel 1956, la casa editrice lo ripubblicherà.
La capoclasse della VIIA, Lara Šebelja, ci ha spiegato che alla Edit hanno voluto conoscere il processo editoriale. La visita è proseguita con una tappa al Museo dell’informatica Peek&Poke. “Siamo molto contenti di aver visitato la casa editrice, ma credo che ai ragazzi piacerebbe anche vedere il processo di stampa dei libri e spero che riusciremo a realizzare anche questa idea. Sapere come inizia il processo di lavoro a un libro è molto interessante”, ha concluso Lara Šebelja.

Anja Batinić, Iva Gašparac Lenac e Liliana Venucci con la comitiva di Umago

 

Una capatina nella redazione di “Arcobaleno”

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