Il gotico veneziano nelle ville di Attilio Maguolo

Si è svolta ieri alla Galleria Laurus a Laurana e tramite la piattaforma Zoom la giornata internazionale di studio legata all'architettura veneta nell'istro-quarnerino

Si è svolta ieri alla Galleria Laurus di Laurana e tramite la piattaforma Zoom la Giornata internazionale di studio nel quadro del progetto “Architettura veneta nell’istro-quarnerino: la figura e le opere di Attilio Maguolo”, alla quale sono stati presentati i risultati delle ricerche relative all’architettura veneta sulla costa orientale dell’Adriatico, con un accento particolare sull’opera dell’architetto italiano Attilio Maguolo, nato a Mira in provincia di Venezia e vissuto a Laurana a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
A salutare i presenti è stato il sindaco del Comune di Laurana, Bojan Simonič, il quale ha auspicato il prosieguo del progetto ed espresso l’augurio che le ricerche svolte finora stimolino l’impulso di salvaguardia di esempi preziosi di architettura veneta sulla costa croata. Il presidente della Comunità degli Italiani di Laurana, Igor Prodan, ha osservato che l’architettura di Maguolo ha conferito alla cittadina liburnica la sua caratteristica identità visiva. Anche se la sua partecipazione era stata annunciata, all’evento non ha potuto presenziare il sindaco del Comune di Mira, Marco Dori, che in un messaggio ha espresso la sua gratitudine agli accademici che hanno partecipato alle attività di ricerca legate ad Attilio Maguolo e ha proposto l’organizzazione di un convegno sull’architetto nel suo luogo natio.

L’ingresso del Cimitero di Laurana

I territorio di Laurana dal Neolitico in poi
Luigi Zanin, direttore del Settore comunicazioni della Regione Veneto, si è detto compiaciuto per il fatto che nell’ambito del convegno venga valorizzato il patrimonio di origine veneta nell’Istria e nella Dalmazia.

Il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, ha parlato della cooperazione tra Italia e Croazia in campo culturale, puntualizzando che sono 53mila i cittadini croati che studiano l’italiano, il che vuol dire che questa è la terza lingua più studiata in Croazia. Ha inoltre ricordato i diversi programmi organizzati dal Consolato in campo culturale negli ultimi mesi, tra cui la mostra di Alan Ford a Fiume, la Settimana della lingua italiana e via dicendo.

La prima relazione è stata presentata dal professor Darko Darovec, il quale ha trattato il tema “Aspetti storici e urbanistici dell’insediamento umano nel litorale istroquarnerino; interazioni con la cultura veneta”, illustrando la storia del territorio in cui sorge Laurana a partire dal Neolitico. Ha rilevato che sui pendii del Monte Maggiore, alle spalle della spiaggia di Medea, si trovano numerose grotte che vennero utilizzate dalle tribù liburniche per secoli e rimasero in uso fino a cent’anni fa. Prima dell’arrivo dei Romani, nella zona sorsero numerosi castellieri, costruzioni urbane fortificate che contavano da 200 a 300 abitanti. Come riferito dal prof. Darovec, Laurana viene nominata per la prima volta nei documenti storici nel VII secolo e in seguito si sviluppa come centro di commercio e artigianato, soprattutto nella costruzione di navi e barche di legno.

Una delle splendide ville di Maguolo

Esiti scientifici di alto profilo
All’intervento del prof. Darovec ha fatto seguito quello del prof. Marko Pogačnik, rappresentante dell’Università IUAV – Venezia, il quale ha espresso l’auspicio che l’importante e prezioso progetto possa proseguire e che possa condurre a esiti scientifici di alto profilo e valore. “È un obiettivo estremamente importante lo scambio scientifico nel bacino dell’Adriatico – ha dichiarato il prof. Pogačnik -. Le relazioni al suo interno erano per secoli occasioni di continuo scambio, commercio e momenti di migrazioni pacifiche tra una sponda e l’altra. Il prof. Darovec ci ha proiettati in un tempo lontano che ci permette di rintracciare l’antica toponomastica e culture che sono fattore di grande arricchimento culturale”, ha puntualizzato, aggiungendo che nell’’800 c’è stata la divisione del grande Impero asburgico e questo portò al primo importante confine che venne a tracciarsi tra l’area d’influenza ungherese che trova a Fiume il suo porto e l’area della Liburnia che era governata da Vienna.

Le caratteristiche finestre in stile gotico veneziano

Il periodo aureo della Liburnia
“Intorno alla metà dell’800 da Vienna si arrivava in treno a Fiume in tredici ore. In quegli anni, grazie allo sviluppo della ferrovia, Abbazia e Laurana diventarono parte della Riviera austriaca in cui la presenza di Maguolo rappresenta una conferma del periodo aureo di questa regione – ha proseguito il prof. Pogačnik -. Questi territori diventarono accessibili e ciò favorì lo sviluppo del turismo di massa, basato sulle grandi infrastrutture che di conseguenza incentivarono lo sviluppo culturale e altri campi, come la medicina curativa. Maguolo approfittò in maniera molto intelligente di questo grande sviluppo tra la fine dell’’800 e l’inizio del ‘900 e che si conclude con la dissoluzione dell’Impero austriaco”, ha puntualizzato il prof. Pogačnik.
Elementi del gotico veneziano
Ha fatto seguito la relazione del prof. Salvator Žitko, presidente della Società storica del Litorale – Capodistria, il quale ha parlato de “L’impronta della venezianità nell’edilizia quarnerina: la figura e le opere dell’architetto Attilio Maguolo”, illustrando in maniera dettagliata e approfondita le correnti stilistiche che si riscontrano nell’architettura lauranese. Come spiegato dal prof. Žitko, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, le ville lungo la costa croata vengono progettate facendo uso di elementi del gotico veneziano, ma anche dello storicismo, della secessione, del rinascimento e del modernismo. “Uno dei primi architetti che urbanizzò Laurana e Abbazia fu il boemo Carl Seidl, il quale introdusse elementi della secessione viennese nella sua architettura – ha spiegato il prof. Žitko -. Laurana si differenzia da Abbazia per aver conservato la sua cittavecchia, in quanto le ville venivano costruite fuori dal nucleo antico. Attilio Maguolo concepì pure le sue ville con elementi del gotico veneziano e in questo contesto l’elemento più importante sono le finestre. Maguolo trascorse gli anni più fecondi della sua vita a Laurana e in quest’arco di tempo progettò più di 180 palazzine e villini familiari. La decorazioni di stampo gotico non potevano, però, celare l’impianto rinascimentale delle ville”, ha rilevato il prof. Žitko, aggiungendo che le decorazioni gotiche sono un elemento caratteristico dell’architettura di Laurana.

Le ville della Riviera del Brenta
La ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Lia de Luca, ha parlato dell’“Architettura veneta in Riviera del Brenta: la villa. Esperienze urbanistiche a confronto” e ha illustrato tre esempi di ville in Riviera del Brenta che, grazie all’intervento dello Stato e del capitale privato, sono state salvate dalla rovina e messe in funzione come musei o strutture ricettive: Villa Pisani a Stra, costruita tra il 1720 e il 1740, che nel XIX attraversò un periodo di declino, ma nel XX secolo divenne bene statale e ora ospita un museo; Villa Foscari, La Malcontenta, una residenza privata costruita da Palladio nel 1559. Nel 1974 venne sottoposta da restauro dal prof. Antonio Foscari a sue spese e ora è anche un museo. Il terzo esempio è Villa Ducale a Dolo, che venne costruita nel XIX secolo e oggi ospita un lussuoso albergo.
A chiudere il convegno è stato Riccardo Marussi, operatore culturale di Laurana, il quale ha dichiarato che le ville di Maguolo a Laurana potrebbero diventare un incentivo alle visite turistiche e ha espresso l’auspicio che il progetto possa dare vita a nuovi sviluppi positivi, una volta rientrata la pandemia. In veste di moderatore del convegno è intervenuto Ivo Mileusnić, curatore in seno al Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato di Fiume.

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