Il futurismo alternativo del nuovo millennio

Nato dalla collaborazione tra l’Associazione 25 FPS di Zagabria e la cineteca fiumana, l’evento si è svolto nell’ambito di Fiume Capitale europea della Cultura

Tanja Vrvilo e Damir Bartol Indoš danzano

Il futurismo in quanto indirizzo artistico trova poco o nessuno spazio sulla scena culturale contemporanea, anche per alcuni suoi elementi che ora sembrano anacronistici, come ad esempio l’elogio della guerra e dell’industria pesante, visto oggi esclusivamente in contesti negativi. Estremamente interessante è stato, però, l’esperimento artistico di Vladislav Knežević, intitolato “Colonello Futurista”, nato dalla collaborazione tra l’Associazione 25 FPS di Zagabria e l’Art cinema di Fiume, grazie al programma dell’Incertezza tettonica e inserito nel progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Quello che si potrebbe definire un trittico di musica, teatro e cinema. presentato all’Art cinema, ha affascinato il pubblico per l’intensità della rappresentazione della performance teatrale, ma anche per la bellezza della vicenda narrata nella parte centrale, ovvero nel mediometraggio dedicato al colonnello Giuseppe Rossignoli.

Tra natura, ferrovia e industria
Ma prima di passare alla vicenda del pilota e pittore futurista, la serata si è aperta con delle immagini in bianco e nero in cui si vede sorgere un corpo celeste che potrebbe sembrare il Sole, ma probabilmente è la Luna. Si susseguono immagini di una natura senza l’uomo e una musica dal vivo che fa da introduzione alla prima parte della performance. I paesaggi che compaiono sullo schermo ricordano l’Istria in quanto sono ripresi il mare visto dall’alto e gli uliveti. I fratelli Sinkauz, che hanno accompagnato le immagini al basso elettrico e su una postazione per la creazione di effetti sonori, hanno reso scorrevole il passaggio dalla natura agli elementi cari al futurismo, come ad esempio l’immancabile ferrovia, ma anche una serie di ruote, ruote dentate e ingranaggi di vario genere. L’effetto sonoro (volutamente?) assordante, ha reso vive le immagini riproducendo il rumore dei pistoni, delle pompe, delle caldaie e dei colpi battuti sul ferro delle acciaierie. In questa prima parte fa la sua comparsa sulla scena pure Mirko Soldano, attore del Dramma Italiano, il quale fissa una grande elica di legno su un perno e legge in maniera espressiva alcune citazioni di Boccioni, Marinetti, Russolo, Pratella, Balla, Papini. Nella lettura non manca l’elemento onomatopeico tanto amato dai futuristi della prima metà del XX secolo.
La guerra vista dall’alto
La parte centrale della serata, ovvero quella propriamente cinematografica, è una breve pellicola che descrive un volo di spionaggio nella primavera del 1915 con un pallone aerostatico sulle fortezze di una Pola austroungarica. In questo volo il Colonnello Rossignoli descrive con un tono molto tranquillo ciò che vede: il numero di cannoni, il numero di soldati, gli spostamenti e l’orientamento delle bocche dei cannoni. A un certo punto viene intercettato da uno sparo che non lo uccide, ma cambia la sua carriera e la percezione della realtà nell’aeronautica militare e rispetto al suo punto di vista sul mondo. La scena si chiude e l’ultima parte del film sono una serie di animazioni ipnotizzanti in cui degli ingranaggi girano e si sviluppano, ma nel loro aspetto ricordano molto la pianta delle fortezze di Pola. Venti anni dopo il volo, Rossignoli da soldato diventa artista, capo della propaganda militare, e prende parte solo alle azioni di aeropittura. Però, questo passaggio non è tanto lineare, anche se verso la fine della serata sul grande schermo compare un aereo che realizza delle scie colorate.

Mirko Soldano nei panni del Colonnello

Uno sguardo al cielo dal basso
L’ultimo segmento è dedicato in parte all’astronomia e Mirko Soldano, nei panni del Colonnello, osserva un’eclissi solare, ovvero il passaggio di Mercurio davanti al Sole nel 1914 e parla di colori, onde radio, luminosità e combinazione di principi opposti. Nel mentre, gli artisti Tanja Vrvilo e Damir Bartol Indoš eseguono una specie di danza non propriamente aggraziata.

Una scena della performance

Proprio come la Luna ha aperto lo spettacolo, l’immagine del Sole lo chiude. Non si tratta, però, del Sole come lo possiamo vedere alzando lo sguardo al cielo. La stella infuocata è vista da vicino, sulla sua superficie si vedono le tempeste e le macchie incandescenti. Il Sole inizia a crescere e occupa sempre più spazio sulla tela; la palla di fuoco sembra pulsare e voler inghiottire il pubblico. Ed è questa l’ultima immagine della serata, forse un’allusione a Icaro, un parallelo tra il Colonnello Rossignoli e il personaggio mitologico? Difficile a dirsi, in ogni caso il trittico artistico di Vladislav Knežević è un’esperienza sensoriale interessante da vedere e ascoltare. Il futurismo sembrava sorpassato, ma la piccola équipe di artisti ha dimostrato che la cultura contemporanea può offrire una visione alternativa e più armoniosa di tutte le tecniche e i temi cari al filone futurista di cent’anni fa.

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