CRASSIZA
Il Festival dell’Istoveneto è approdato anche a Crassiza con un doppio evento svoltosi presso la Comunità degli Italiani: in primo luogo c’è stato il concerto finale della Masterclass per direttori di coro, seguito dalla presentazione del ricettario “Te go preparà: Cusina de una volta tra Istria, Veneto e Dalmazia” tradotto in dialetto istroveneto.
L’evento ha registrato un grande interesse da parte del pubblico, con la presenza di numerose autorità e rappresentanti istituzionali: la vicesindaca della Città di Buie in quota CNI, Michela Altin; il presidente della CI di Crassiza che ha ospitato l’evento, Mate Mekiš; il responsabile del Settore “Attività giovanili” della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Dyego Tuljak; il presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, Renzo Codarin; nonché i rappresentati di diverse Comunità degli Italiani. A condurre la serata è stato Mattia Banić.

Melodie popolari
La 15esima edizione del Festival dell’Istoveneto è stata l’occasione perfetta per proporre delle novità: un corso di formazione per direttori di coro. Il corso si è svolto durante il fine settimana, sabato 20 e domenica 21 giugno, presso la sede della Comunità degli Italiani di Buie. Il Maestro Maurizio Lo Pinto, direttore del coro misto della CI di Buie, ha guidato il corso trasmettendo le proprie conoscenze e abilità ai partecipanti, che già hanno dell’esperienza in ambito musicale. Alcuni degli argomenti trattati figuravano il repertorio in dialetto istroveneto con tutte le sue peculiarità e le tecniche di direzione corale. L’efficacia del percorso formativo è stata messa subito alla prova durante la serata del Festival a Crassiza, quando i quattro allievi direttori hanno avuto l’opportunità di dirigere il coro misto della CI di Buie davanti al pubblico. Ciascuno di loro ha proposto sul palco due brani in dialetto istroveneto: Cristina Zubin, direttrice del coro misto della CI di Momiano, con “In vino veritas” e “Dimelo, dimelo, dimelo”; Nicola Štulе, direttore del coro misto Haliaetum della CI “Pasquale Besenghi” di Isola, ma anche del coro “Giovani Cantori” e di quello della SEI “Dante Alighieri” di Isola, (inoltre vincitore di “Dimela cantando” a Isola con la Klapa Skala), con “Invito al ballo” e “E brutta sporca/E ti con la barcheta”; Valentina Ravalico Vižintin, direttrice dei minicantanti “Merli canterini” della CI di Crassiza, con “La campagnola” ed “El pescador”; e Manuel Purger, direttore del coro sloveno “Tončka Čok” di Longera, con “Cara mama marideme” un pot-pourri di canzoni popolari buiesi.
Al termine delle esibizioni, Michela Altin è stata invitata sul palco per consegnare i diplomi ai partecipanti. Oltre ai quattro direttori, hanno ricevuto l’attestato anche Maura Miloš e Saverio Vascotto, che hanno preso parte al corso in qualità di uditori, seguendo le lezioni e partecipando alle attività corali pur non ricoprendo il ruolo di direttori.
La masterclass è stata un’occasione davvero preziosa per la CNI: “Il progetto è nato in accordo con la professoressa Marianna Jelicich Buić perché nel panorama della musica corale istriana ci sono tanti giovani che hanno deciso di voler dirigere, ma non ci sono dei corsi di formazione per questa attività. Ci auguriamo che l’iniziativa possa proseguire nelle future edizioni del Festival”, ha dichiarato il Maestro Lo Pinto.

Tramandato un patrimonio
Il progetto “Te go preparà” è nato dall’iniziativa dell’Associazione Giovani della Comunità Nazionale Italiana in collaborazione con l’Unione Italiana con lo scopo di raccogliere le ricette tradizionali dell’Istria, del Quarnero, del Veneto e della Dalmazia, salvando così dall’oblio alcune vere e proprie prelibatezze. Oltre a trascrivere le ricette, realizzano dei video in cui viene mostrata passo per passo la preparazione delle pietanze. L’anno scorso, sempre durante il Festival, è stata presentata la prima edizione del ricettario, mentre quest’anno è stata la volta della sua traduzione in dialetto istroveneto. Dyego Tuljak, che nel progetto fa da intermediario tra i sostenitori e i giovani che vi lavorano, si è rivolto al pubblico a nome dell’UI. “Voglio ringraziare in particolare i giovani della CNI che nel corso degli anni hanno lavorato tantissimo a questo progetto, dimostrando a tutti noi che nella nostra Comunità ci sono dei ragazzi che hanno voglia di fare. Sta solo a noi creare le condizioni affinché possano dare il loro contributo. Hanno fatto davvero un lavoro eccellente”, si è detto orgoglioso.

“L’idea di avere le nostre ricette scritte anche in istroveneto è un’idea che abbiamo da diverso tempo, quindi è un grande onore dare questo contributo alla valorizzazione del patrimonio culinario e linguistico della nostra Comunità”, ha dichiarato Alex Zigante, coordinatore del progetto. “Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza le signore e i signori che ci hanno aperto le loro cucine e ci hanno trasmesso le loro conoscenze e le loro storie”.
Un doveroso ringraziamento è andato a tutti i sostenitori e finanziatori del progetto: l’Unione Italiana, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, l’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, la Regione Veneto, il Ministero per l’Autonomia Locale, la Coesione e lo Sviluppo Regionale della Repubblica di Slovenia e la CAN Costiera.

L’idioma di una volta
“La parlata istroveneta ha diverse sfumature e io ho cercato di trovarne una che possa essere compresa da un pubblico ampio. Per questo motivo, alla grafia corretta dal punto di vista dialettologico e linguistico, ho preferito un ‘dialeto a la bona’ che rispecchi lo stile di scrittura delle nostre nonne che magari non sapevano regole e grammatica, ma sapevano metterci il cuore in cucina”, ha spiegato Rosanna Bubola, che si è occupata della traduzione del ricettario.
La presentazione è stata arricchita dalla proiezione di due video. Il primo, intitolato “Un ponte de luganighe”, è stato realizzato dagli alunni delle Scuole elementari “Edmondo De Amicis” di Buie e “Aristide Gabelli” di Bibbione (Regione Veneto), con il supporto delle rispettive mentori Milena Saina e Simona Morsanutto. Il video si è classificato al primo posto al concorso “Tutela, Valorizzazione e Promozione del Patrimonio Linguistico e Culturale Veneto”. Il secondo contributo, con un tono decisamente umoristico, ha mostrato alcuni divertenti retroscena delle riprese di diverse puntate di “Te go preparà”.
Al termine della presentazione del ricettario, i presenti hanno avuto l’opportunità non solo di portare a casa una copia della pubblicazione, ma anche di assaporare le specialità della cucina tradizionale grazie a un ricco rinfresco. Sebbene al momento non sia prevista la vendita del ricettario, chi non ha potuto partecipare all’evento e non è riuscito a procurarsi una copia può comunque accedere ai contenuti del progetto. Alcune copie verranno spedite alle Comunità degli Italiani, dove sarà possibile prendere il ricettario in prestito. Per chi non vuole aspettare, il prezioso lavoro di preservazione delle ricette tradizionali è disponibile a tutti sia in forma scritta sia attraverso i video pubblicati sul sito del progetto (https://www.tegoprepara.com).

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