Il disagio sociale delle minoranze tra razzismo e pregiudizi

A distanza di sette anni da «Verão danado» il regista portoghese Pedro Cabeleira è tornato all’ACID con un film dedicato alla sua città natale

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Il disagio sociale delle minoranze tra razzismo e pregiudizi
Pedro Cabeleira. Foto: OPTEC Filmes/DR

Entroncamento è una città dormitorio situata all’incrocio di due linee ferroviarie molto importanti: la Linha do Norte, che collega la capitale Lisbona e Porto, e la Linha do Leste, che porta verso la frontiera spagnola. Per i cinefili di tutto il mondo d’ora in avanti questo piccolo comune di poco più di 20mila abitanti sarà associato a un regista cinematografico. Stiamo parlando di Pedro Cabeleira, che ha deciso di dedicare alla sua città natale il suo secondo lungometraggio, ambientato nei luoghi in cui è cresciuto tra sogni spezzati, microcriminalità e razzismo verso i rom. Durante il Festival di Cannes 2025, “Entroncamento” ha visto la sua prima mondiale nella sezione parallela dell’ACID (Associazione del Cinema Indipendente per la sua Diffusione, nda) proprio com’era accaduto per il suo film d’esordio “Verão danado” nel 2018.

“Entroncamento” non è soltanto il titolo del suo nuovo film, ma anche un ritorno alle origini: come si è avvicinato alla cinematografia?

“Sin da bambino mi è sempre piaciuto andare al cinema. Ancora ricordo i brividi che ho avuto quando all’età di 9 anni ho visto ‘Il Signore degli Anelli’. Nonostante ciò da ragazzo sognavo di diventare un calciatore professionista. In fondo nella mia famiglia non c’era nessuno che avesse seguito un percorso artistico e non mi ero mai fatto troppe domande sul mestiere del regista. Se oggi sono qui devo ringraziare i miei genitori, che vedendo la mia passione per i film mi hanno spronato a frequentare una scuola di cinema quando avevo poco meno di 18 anni”.

Com’è nata l’idea di fare un film sulla città dov’è nato e cresciuto?

“All’inizio dei miei studi cinematografici sono stato subito attratto dall’idea di filmare qualcosa che fosse molto vicino alla mia vita e alle esperienze della mia gioventù. Quando avevo quasi terminato le riprese del mio primo film ‘Verão danado’ un mio caro amico mi ha chiesto di girare il video musicale della sua ultima canzone rap. Nel momento in cui ho iniziato a filmare i luoghi in cui ero cresciuto e le persone che conoscevo sin dall’infanzia ho capito che ‘Entroncamento’ sarebbe stato il mio secondo film”.

Cosa vuole comunicare attraverso la sua opera seconda?

“Con ‘Entroncamento’ ho cercato di portare sullo schermo il disagio sociale delle minoranze, che devono confrontarsi con la frustrazione per la mancanza di opportunità e, talvolta, anche con il razzismo e una serie di pregiudizi. Inoltre, in una realtà misogina come quella che si respira nei piccoli centri abitati, tramite la figura di Laura, una ragazza di origine capoverdiana, ho voluto smontare lo stereotipo maschile del gangster per mostrare che anche una donna possa sentirsi a suo agio e riuscire ad affermarsi nel mondo della microcriminalità”.

È stata la sua seconda volta a Cannes: quali differenze ha trovato tra “Verão danado” ed “Entroncamento”?

“Trattandosi al tempo di una sottosezione dell’ACID dedicata a tre film portoghesi, ‘Verão danado’ era stato proiettato soltanto una volta in una piccola sala cinematografica. Quest’anno, invece, ho vissuto un’esperienza completamente diversa con ‘Entroncamento’, che ha avuto a disposizione più proiezioni alle quali ha assistito un sacco di gente. Detto questo, sono davvero grato all’ACID per portare avanti con grande entusiasmo la sua missione di dare voce ai registi emergenti. Senza di essa non potremmo mostrare al grande pubblico le nostre opere prime e seconde e per noi sarebbe molto più difficile continuare a fare cinema”.

Essendo il suo primo lungometraggio si sente legato anche a “Verão danado”?

“Certo. Ho girato ‘Verão danado’ a soli 22 anni senza alcun budget e con un piccolo team di giovani attori che avevo conosciuto nella mia scuola di recitazione. Nonostante ciò, nel 2017 ha ricevuto una menzione speciale al Festival di Locarno e grazie a questo film ho ottenuto il finanziamento che mi ha permesso di realizzare il mio secondo lungometraggio”.

È riuscito a presentarlo anche in Italia: com’è andata?

“Benissimo. Sono stato al Torino Film Festival e a un evento a Bari organizzato dall’Apulia Film Commission. In entrambe le occasioni ho sentito tanta vicinanza da parte del pubblico perciò spero di riuscire a presentare in Italia anche ‘Entroncamento’. Credo che gli italiani siano molto simili ai portoghesi e che il cibo italiano sia il migliore al mondo. Non a caso quando sono a casa non faccio altro che cucinare pasta ricercando le ricette migliori sui canali YouTube”.

Il suo ultimo cortometraggio “By Flávio”, invece, è stato presentato alla Berlinale nel 2022: cosa le è rimasto più impresso?

“Sarà sempre un film speciale perché per la prima volta ho lavorato con Ana Vilaça che, oltre a essere l’attrice che interpreta Laura in ‘Entroncamento’, è anche la mia compagna e la madre di mia figlia. Con questo cortometraggio ho sperimentato tanto, esplorando il mondo dei social network e come riprodurre lo schermo di un cellulare attraverso uno scatto cinematografico”.

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