Il destino, la vita e la danza. Il trionfo di Carmina Burana

La celebre opera di Carl Orff ha inaugurato la stagione 2026 dell’Estate sulla Scena estiva della Perla del Quarnero con una produzione spettacolare che unisce musica, balletto e una potente narrazione visiva

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Il destino, la vita e la danza. Il trionfo di Carmina Burana
Ladislav Vrgoč, Gabriela Hrženjak e Davor Nekjak alla fine della serata

ABBAZIA

Accolta da calorosi e lunghi applausi del pubblico e da un’impressionante esecuzione di una delle più celebri opere musicali del XX secolo, Carmina Burana di Carl Orff ha aperto ufficialmente la manifestazione Estate sulla Scena estiva 2026 nella Perla del Quarnero. Dinanzi a un numeroso pubblico, nell’atmosfera unica di un teatro all’aperto, il pubblico ha assistito a un evento artistico che ha unito musica, danza e un potente impatto visivo in un insieme. La serata è stata inaugurata da Marin Sušanj, direttore del Festival Opatija e da Fernando Kirigin, sindaco di Abbazia. I due hanno sottolineato l’importanza del programma culturale che da decenni conferma uno dei principali centri culturali della costa croata. La Scena estiva si è dimostrata ancora una volta il luogo perfetto per spettacoli di questa portata. Situata vicino al mare e immersa nel verde, ha regalato al pubblico un’atmosfera speciale. L’ottima acustica dello spazio e le luci curate nei minimi dettagli hanno reso ogni momento ancora più emozionante. Il pubblico ha potuto così vivere l’energia della musica di Orff sotto il cielo stellato.

I ballerini dell’ensemble ETOILE

Momenti intensi
Carmina Burana di Carl Orff spesso viene associata al potente brano corale “O Fortuna”, questa produzione ha offerto una prospettiva diversa. Il coreografo e regista Johan Nus ha sviluppato un concetto scenico che mette al centro l’uomo e il suo rapporto con il destino, la caducità e i continui capovolgimenti della vita. Nus ha costruito la drammaturgia dello spettacolo come se fosse una grande partita a scacchi, in cui ogni ballerino diventa una figura in lotta per l’equilibrio, la dignità e la sopravvivenza.
​L’aspetto visivo dello spettacolo è stato reso con grande chiarezza attraverso i costumi: i ballerini, vestiti esclusivamente in bianco e nero, hanno creato un impatto scenico di forte suggestione. Questo contrasto ha rappresentato le polarità dell’esperienza umana, dalla gioia alla tristezza, dall’amore alla solitudine, dalla speranza alla disperazione. In questo contesto, la danza non si è limitata ad accompagnare la musica, ma ne è diventata una vera e propria traduzione visiva ed emotiva, alternando duetti intensi, potenti scene corali e momenti di profondo silenzio.

Il soprano Gabriela Hrženjak ha incantato il pubblico

Attraverso sequenze coreografiche meticolosamente costruite e passaggi più intimi, il palcoscenico si è trasformato in uno spazio di continuo confronto tra le diverse forze ed emozioni che definiscono l’esistenza umana. L’identità visiva dello spettacolo si fonda così su un gioco costante di contrasti: bianco e nero, luce e ombra, vicinanza e distanza, forza e vulnerabilità, che compongono un quadro scenico coerente e suggestivo, perfettamente in sintonia con i temi portanti dell’opera di Orff.

Il Coro accademico “Ivan Goran Kovačić”

Presenze potenti
​Il forte impatto artistico è stato ulteriormente valorizzato dai celebri solisti dell’opera croata Davor Nekjak, Ladislav Vrgoč e Gabriela Hrženjak. Le loro interpretazioni sono state straordinarie: il soprano Gabriela Hrženjak ha incantato il pubblico con la sua voce cristallina e precisa, portando una profonda espressività emotiva. Il tenore Ladislav Vrgoč si è distinto per la sua bravura e il grande carisma nell’affrontare un ruolo particolarmente impegnativo, mentre il baritono Davor Nekjak ha dominato il palcoscenico con una presenza potente, capace di trasmettere appieno le intense emozioni dell’opera e i suoi incisivi contrasti interpretativi.
La direzione musicale è stata affidata al Maestro Ivan Šćepanović, sotto la cui guida si sono esibiti l’ensemble Sudar Percussion, i pianisti Robert Batelić e Krešimir Starčević e il Coro Accademico Ivan Goran Kovačić. Insieme hanno saputo toccare tutte le sfumature dell’opera di Orff, dai momenti corali più ricchi alle sfumature più dolci.
​I pianisti Robert Batelić e Krešimir Starčević hanno suonato in perfetta sintonia, mentre i musicisti del gruppo Sudar Percussion hanno dato una grandissima energia a tutto lo spettacolo con i loro ritmi forti. Il Coro accademico “Ivan Goran Kovačić” ha seguito benissimo il direttore, cantando con precisione sia nei momenti più dolci che in quelli più potenti.

I bravissimi ballerini hanno dominato la scena

Precisione nell’esecuzione
La parte dedicata al balletto della produzione è stata curata dall’ensemble ETOILE, sotto la direzione artistica di Anatoliy Khandaževsky e Iryna Khandazhevska. La precisione dell’esecuzione, la complessità tecnica e l’espressività dei danzatori hanno ulteriormente rafforzato la narrazione scenica, confermando la reputazione dell’ensemble come uno dei rappresentanti più interessanti della scena di danza contemporanea.
Il lungo e caloroso applauso del pubblico ha confermato il grande successo della produzione, che ha inaugurato in modo memorabile la nuova edizione dell’Estate sulla Scena estiva. L’entusiasmo della platea è stato costante sin dalle prime note e, al termine dell’esecuzione, gli spettatori hanno richiamato gli artisti sul palco ottenendo due bis, prolungando l’emozione di una serata che ha segnato un’apertura indimenticabile della stagione culturale di Abbazia.

Coro, orchestra e musicisti sulla Scena estiva

Nei prossimi mesi due mesi, il Festival Opatija offrirà al pubblico un programma variegato che comprende grandi concerti di artisti nazionali e internazionali, produzioni teatrali e di danza, rassegne cinematografiche, festival ed eventi per un pubblico di tutte le età, confermando così il suo ruolo fondamentale della vita culturale della città e dell’intera regione.

Il pubblico durante lo spettacolo sotto le stelle

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