«Il Carro di Tespi» per riscoprire il cuore storico istriano

Il direttore del DI e il presidente del Comites di Fiume, rispettivamente Giulio Settimo e Federico Guidotto, presentano la prima edizione della Rassegna teatrale itinerante che avrà inizio domani a Montona

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«Il Carro di Tespi» per riscoprire il cuore storico istriano
Giulio Settimo e Federico Guidotto. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Inizia domani la prima edizione della rassegna teatrale itinerante “Il Carro di Tespi – Teatro italiano in piazza”, un progetto pilota del Dramma Italiano e del Comites di Fiume, il Comitato degli Italiani all’estero. A parlare dell’iniziativa sono Giulio Settimo, direttore del Dramma Italiano del TNC “Ivan de Zajc” e Federico Guidotto, presidente del Comites. Di seguito Giulio Settimo ricorda come nasce l’iniziativa, illustrando i tre spettacoli che animeranno le serate istriane di giugno.

Che cos’è “Il Carro di Tespi”?
“Si tratta di un Festival, o meglio, di una Rassegna teatrale, la prima presentazione del Mulino di Amleto di Torino e del Collettivo lunazione di Napoli in Croazia, che quest’anno nasce sotto forma di esperimento e al momento comprende solo tre appuntamenti. L’iniziativa è partita dal Comites (Comitato degli Italiani all’estero, nda), in collaborazione con il Dramma Italiano. Con il lavoro che faccio ho la possibilità di vedere molti spettacoli in giro per l’Italia e ho sempre pensato che sarebbe bello poterli portare in Croazia. Parlandone con il Comites abbiamo visto questa opportunità e abbiamo dato vita all’iniziativa. Il nome è un riferimento all’antichità e il Carro di Tespi era letteralmente un carro che andava nelle piazze e vi portava gli spettacoli e anche noi abbiamo voluto recarci nei piccoli borghi istriani e nelle Comunità degli Italiani più piccole. Quindi la Rassegna ricorda il Carro di Tespi nel senso che è una sorta di teatro errante che si muove tra i diversi borghi”.

Tre piéce dal profondo significato
In base a quale criterio sono stati scelti gli spettacoli?
“Sono stato io il selettore delle attività di questo appuntamento e mi sembrava corretto inserire anche la nostra compagnia tra gli spettacoli italiani. Il Dramma Italiano chiuderà, dunque, la Rassegna il 24 e il 25 giugno con ‘Variazioni enigmatiche’ e penso che sia un ruolo pienamente meritato se guardiamo alla qualità degli spettacoli prodotti ultimamente. C’è poi il dramma ‘Ruy Blas’ del Mulino di Amleto di Torino (in scena domani e sabato prossimo alle ore 21 a Montona), a mio avviso uno dei più belli spettacoli che ho visto quest’anno. È uno spettacolo interessante perché spacca la quarta parete e vede il pubblico partecipare sia in maniera diretta che indiretta. La regia è di Marco Lorenzi, che ha anche curato la drammaturgia. La trovo una drammaturgia moderna, per quanto il testo originale di Victor Hugo sia datato. La tematica principale è l’amore, ma lo spettacolo tratta temi moderni come giochi politici e altro. È uno spettacolo che non lascia indifferenti e che consiglierei a tutti quanti di vedere e per questo sono felicissimo di portarlo qui. Per quanto riguarda il secondo spettacolo, ‘Il colloquio’, del Collettivo lunazione di Napoli, si tratta di un brano che ho guardato un anno fa circa, durante il Festival del Litorale in Italia. Lo spettacolo è in dialetto napoletano e nasce da un lavoro di ricerca degli artisti sul rapporto delle donne dei carcerati a Napoli. L’azione scenica è basata su queste donne in fila che aspettano per poter incontrare i loro mariti all’interno del carcere. È una tematica fortissima e molto attuale, anche se è un tema che forse non ci tocca da vicino, ma a livello sociale è molto importante. La cosa curiosa è che, per quanto parla di donne, gli attori in scena sono tre uomini. Ci tengo anche ad aggiungere che tutti e tre gli spettacoli saranno sottotitolati in croato e che l’entrata è libera, quindi tutti potranno venire e divertirsi con noi”.

Gli spettacoli in piazza sono legati alla tradizione del Carro di Tespi?
“L’idea di fare eventi in piazza ha preceduto la scelta del nome e non è legata alla pandemia, quanto alla bella stagione. Volevamo chiamare la Rassegna ‘Notti estive’, ‘Teatro in borgo’ o ‘Notti istriane’, ma poi alla fine, dopo un grande brainstorming, è prevalsa la proposta del ‘Carro di Tespi’, anche perché possiede una connotazione più erudita”.

Un progetto pilota
Il presidente del Comites, Federico Guidotto, oltre a soffermarsi sulla collaborazione con il Dramma Italiano, spiega come si è giunti alla scelta delle tre località che ospiteranno la Rassegna teatrale.

Com’è iniziata la collaborazione con il Dramma Italiano?
“È una collaborazione iniziata per caso. L’idea era di portare uno spettacolo italiano in Istria, ma poi abbiamo rilevato l’esigenza di riportarvi il Dramma Italiano e abbiamo unito le due cose. Alla fine la Rassegna si è configurata in tre località, con tre compagnie, per un totale di sei spettacoli. Conosco abbastanza bene le Comunità degli Italiani, grazie anche alla mia posizione di presidente del Comites, e quindi ho selezionato tre località e successivamente, assieme a Giulio, siamo andati a perlustrare il terreno per vedere se c’è la disponibilità a ospitare la Rassegna. Gli spazi ci sono subito piaciuti, la piazza di Montona è bellissima, come anche lo spazio davanti alla Loggia di Portole e poi pure Villanova. Visto che abbiamo incontrato subito l’approvazione dei Comuni, delle CI e dei rispettivi Enti per il Turismo, non c’è stato bisogno di ricorrere ad altri borghi. Se tutto andrà bene la seconda edizione sarà sicuramente da altre parti, magari anche in Dalmazia. Questo è un progetto pilota, ma l’idea di riproporre la Rassegna anche l’anno prossimo c’è”.

Numerosi i sostenitori
Chi ha sostenuto l’iniziativa?
“Un importante sostegno ci è stato fornito dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, dalla Regione istriana, dall’Unione Italiana e visto che non abbiamo riscontrato particolari difficoltà nell’ottenere questo sostegno, di conseguenza possiamo ipotizzare una seconda stagione. In questa edizione il sostegno ci è arrivato anche dalle CI di Montona, Sterna e Villanova, nonché dai Comuni di Verteneglio, Portole e Montona e i relativi Enti per il Turismo in qualità di coorganizzatori piuttosto che di partner”.

Come avete scelto le date?
“Innanzitutto è estate ed è più facile organizzare eventi all’aperto. Il 24 giugno, poi, è la ‘Notte di mezza estate’ shakespeariana, ovvero la notte più corta e il giorno più lungo dell’anno. Sono quelle belle serate estive quando si può stare fuori e fa caldo. Secondo me è il periodo più bello dell’estate e il teatro all’aperto, in piazza, in queste splendide cornici storiche, delle location che hanno un fascino unico. Non è un’esigenza legata al Covid-19, però effettivamente, dopo due anni di chiusura, forse è stata un’esigenza inconscia di uscire all’aperto. Devo dire che al progetto hanno lavorato moltissime persone, che hanno contribuito con tantissime idee, spesso scambiate per mail o su Whatsapp. Ci sono ad esempio la produttrice del Dramma Italiano, Noemi Dessardo, Elvira Cafaro del Comites, il produttore video Lorenzo Fattor, il presidente del Try Theatre Enea Dessardo o Isabella Matticchio del Dipartimento di Italianistica dell’Ateneo fiumano. Abbiamo iniziato a lavorare all’organizzazione già a gennaio”.

Conoscere l’entroterra della penisola
A quale tipo di pubblico si rivolgono gli spettacoli?
“Sicuramente alle Comunità degli Italiani locali e ai loro soci, ma forse anche ai turisti italiani di passaggio o stazionati nelle località balneari. Sappiamo bene che il turismo d’estate si concentra principalmente sulla costa, però l’interno dell’Istria possiede borghi bellissimi e le CI locali hanno necessità di farsi conoscere. Il turista italiano è sicuramente interessato anche ai paesini dell’interno, dove si può mangiare il tartufo o bere il vino e si respira un’aria diversa. A Trieste ci sono tante persone che nel fine settimana vengono in Istria e seguono anche gli avvenimenti.

Chi ha curato l’identità visiva?
“Ci siamo rivolti a un grafico fiumano spiegando le particolarità di questa manifestazione e le caratteristiche che volevamo mettere in evidenza. Ho richiesto che le illustrazioni dessero l’idea del borgo e dell’Istria e che ci fosse questa narrazione anche nella grafica. Di conseguenza nell’illustrazione generale ci sono i tre borghi stilizzati, nei quali sono messi in evidenza gli edifici caratteristici del centro storico, ma anche i vigneti nel caso di Villanova. I tre manifesti delle singole località hanno le stesse immagini ma in una definizione più alta. Abbiamo creato anche dei video promo, che verranno condivisi sulle pagine del DI e dell’UI, nei quali si vedono le riprese dei borghi fatte con il drone, ma anche degli spezzoni degli spettacoli che avranno luogo in quei borghi”.

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