Il canto e il teatro costruiscono ponti e legami intensi tra generazioni

Grande partecipazione al Teatro cittadino di Buie per il quarto atto di «Coremo su e zo pe’l palco», svoltosi nell’ambito del Festival dell’istroveneto

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Il canto e il teatro costruiscono ponti e legami intensi  tra generazioni
Il Coro misto CI Visinada

BUIE

Il Teatro cittadino di Buie ha accolto una platea gremita per il quarto atto di “Coremo su e zo pe’l palco”, l’apprezzata rassegna in dialetto istroveneto che celebra il patrimonio linguistico, musicale e teatrale delle Comunità degli Italiani, inserita nel prestigioso cartellone della 15ª edizione del “Festival de l’Istroveneto”. Ad assistere alla serata pure il neoeletto presidente dell’Unione Italiana, Marin Corva, la vicesindaco della Città di Buie, Michela Altin, oltre a numerosi presidenti e rappresentanti dei sodalizi del territorio.

Ad aprire il programma è stato il Coro misto “Armonia” della CI di Visinada, diretto dai maestri Maria Cristina Napoli e Benjamin Šuran. Il complesso corale ha proposto i brani “L’improviso”, “La strada ferata” e “Viva Piran la cara”, accompagnando il pubblico in un viaggio tra memoria, sentimento e appartenenza. L’esibizione si è distinta per la precisione dell’intonazione, l’equilibrio delle sezioni vocali e la partecipazione emotiva dei coristi, guidati con sensibilità e competenza dai due maestri, capaci di valorizzare ogni sfumatura espressiva e di restituire con eleganza il carattere popolare dei brani proposti.

Il Coro misto della SAC “Marco Garbin”

Tra teatro e canto
A seguire, è salita sul palco la filodrammatica della CI di Cittanova, diretta da Cristina Fattori, che ha presentato la commedia “Cosa femo?”. Una rappresentazione brillante e metateatrale, nella quale quattro protagonisti si ritrovano alle prese con la preparazione di una scenetta destinata proprio a “Coremo su e zo pe’l palco”. Una “commedia nella commedia” che ha giocato con ironia sui meccanismi stessi del teatro amatoriale, mettendo in luce dubbi, improvvisazioni e piccoli contrattempi che accompagnano ogni esperienza scenica. Grazie a dialoghi vivaci, interpretazioni spontanee e una naturalezza disarmante, gli attori hanno saputo conquistare il pubblico, offrendo uno spaccato autentico della passione che anima le filodrammatiche delle CI. Il risultato è stato un susseguirsi di sorrisi e applausi, in un omaggio affettuoso e intelligente al mondo del teatro e a chi, con entusiasmo, continua a mantenerlo vivo.
La serata è quindi proseguita con il Coro misto della SAC “Marco Garbin” della CI “Pino Budicin” di Rovigno, diretto dalla maestra Ana Debeljuh Giudici. Il coro ha presentato “La mia mama poverina”, “La sartoriela”, impreziosita dagli interventi delle soliste Marisa Poretti e Angela Preden, e “Femo pase”, con il solista Matia Sorgo. La formazione rovignese ha saputo offrire una performance nella quale tradizione e sensibilità interpretativa si sono fuse armoniosamente. Le voci dei coristi, ben amalgamate e sorrette da una direzione attenta e raffinata, hanno restituito al pubblico tutta la ricchezza emotiva e culturale del repertorio, confermando la qualità artistica di un complesso che rappresenta da anni un punto di riferimento nel panorama corale della CNI.

La Filodrammatica della CI di Cittanova

Gran finale
A chiudere il programma è stata la filodrammatica della CI di Levade-Gradigne con la commedia “Bataglia per el tartufo”. Protagoniste della vicenda sono Mariucia e Rosa, due donne determinate e profondamente legate alla propria terra, impegnate in una difesa, tanto ironica quanto sentita, di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. Attraverso una parlata genuina, tipicamente portolana, e una successione di situazioni tratte dalla quotidianità, le interpreti hanno saputo affrontare un tema di grande attualità, quello della tutela del tartufo, preziosa risorsa naturale che rende Levade famosa nel mondo. Con leggerezza e intelligenza scenica, la commedia ha portato sotto i riflettori una problematica spesso sottaciuta, quella dell’arrivo nei boschi di raccoglitori improvvisati e stranieri che, ignari delle regole e delle pratiche necessarie alla salvaguardia del territorio, rischiano di compromettere un equilibrio costruito nel tempo. Un fenomeno che, nei casi più estremi, sfocia persino nel contrabbando di questo autentico “re della foresta”. Eppure il messaggio non è mai scivolato nella denuncia sterile, al contrario, è stato affidato all’arma più efficace del teatro popolare, quella dell’ironia.
A condurre la serata sono state Alexandra Buić ed Emma Markov, che hanno accompagnato il pubblico tra un’esibizione e l’altra con professionalità e disinvoltura, ricordando inoltre che il quinto atto della rassegna si terrà lunedì prossimo, alle ore 19.30, presso la CI di Castelvenere.
Attraverso il canto e il teatro, i sodalizi continuano quindi a custodire e tramandare un patrimonio culturale di straordinario valore, costruendo ponti tra generazioni e mantenendo saldo quel legame con le radici che rappresenta una delle più preziose ricchezze del territorio.

Le autorità in prima fila

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