Non si placa l’entusiasmo dopo l’ennesimo successo del docu-film “Fiume o morte!”, stavolta come miglior documentario europeo alla 38ª edizione degli European Film Awards (Oscar europeo), tenutasi il 17 gennaio scorso a Berlino. Nell’accettare il premio EFA assieme alla produttrice Vanja Jambrović, il regista fiumano Igor Bezinović ha voluto dedicarlo a Fiume e a tutti i fiumani che hanno preso parte alla realizzazione della pellicola. Rivolgendosi al pubblico presente in sala prima in croato, poi in italiano, e quindi in inglese, ha anche fatto riferimento a un’iniziativa che “non è stata molto seguita dai media, ovvero alle proteste di 55mila studenti in diverse città della Germania contro la militarizzazione del loro Paese e contro la leva obbligatoria. Vorrei anche puntualizzare che è interessante il fatto che questo succeda proprio in Germania, la quale ha investito così tante risorse nell’educazione della popolazione sui problemi che causa la guerra”, ha osservato Bezinović, il quale ha espresso l’auspicio che le proteste degli studenti in Germania possano ispirare anche i giovani in altri Paesi europei, come pure in Croazia e a Fiume a esprimere il loro dissenso.
Nella giornata di ieri, domenica 18 gennaio, abbiamo contattato Igor Bezinović per una dichiarazione, al che ci ha detto che il premio EFA è uno dei tre riconoscimenti che ritiene più importanti tra i trenta vinti nell’arco di poco meno di un anno dall’uscita del docu-film.
Apprezzato anche dagli esuli fiumani
“Il primo è Tiger Award che ci è stato conferito a Rotterdam, il secondo è il premio EFA – ha dichiarato per il nostro quotidiano –, mentre il terzo è il premio Michele Maylender, assegnatomi dall’Associazione fiumani italiani nel mondo (AFIM) e dalla Comunità degli Italiani di Fiume. Quest’ultimo premio mi è molto caro perché lo ritengo importante per il passato, il presente e il futuro di Fiume e sono felice che il film sia stato apprezzato anche dagli esuli fiumani. Per quanto riguarda il premio dell’Accademia europea del cinema (EFA), questo è il massimo riconoscimento cinematografico che è possibile ottenere nel nostro continente. Non posso dire che mi aspettavo di ottenerlo, e non ho realizzato il film pensando ai premi, ma nella pellicola è stato investito tantissimo impegno e fin dal Festival di Rotterdam ha destato molto interesse in tutto il mondo, per cui non sono sorpreso del risultato. Il premio contribuirà senza dubbio ad ampliare ulteriormente la rete di distribuzione del film. Il nostro distributore italiano Wanted Cinema ci aveva detto che nel caso in cui film ricevesse il premio EFA, questo avrebbe continuato a essere proiettato nei cinema italiani anche nel 2026”.

Hanno vinto la qualità e l’originalità
Vanja Jambrović, produttrice del film assieme a Tibor Keser, ha detto per “La Voce” che da un lato si aspettava il premio per il miglior documentario in quanto crede che “Fiume o morte!” sia il migliore tra i film che erano candidati al premio. “Speravo pertanto che vincesse il film migliore, come dovrebbe essere a tutti i festival del cinema. Ma, come sappiamo, questo non è sempre il caso, in quanto ci sono anche altri fattori che spesso determinano la vittoria di una pellicola ai premi più prestigiosi come lo è l’EFA. Infatti, nel suo ambito per i candidati votano 5.400 professionisti del cinema di tutta l’Europa. Un ruolo importante lo ha spesso anche la politica e i lobby: i grandi Paesi dell’Europa occidentale, come la Germania, hanno un numero enorme di membri nell’Accademia europea del cinema, mentre la Croazia e tutta la nostra parte d’Europa è molto piccola in confronto. Di conseguenza, da un lato credevo che avremmo dovuto vincere vista la qualità del film, mentre dall’altro ero scettica considerando gli altri fattori che sarebbero potuti entrare in gioco. Sono pertanto felice che a decidere sia stata soltanto la qualità della pellicola”, ha rilevato la produttrice, la quale ha spiegato che questo premio risveglierà ancora più interesse tra i distributori e il pubblico a livello internazionale e il film uscirà nelle sale anche nei Paesi nei quali finora non è stato proiettato.
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