I murales, l’arte di strada che abbellisce la vita

Nell’ambito del Balkan Trafik Festival, l’artista fiumana ha realizzato a Bruxelles un murales che raffigura dei pesci che nuotano, molto apprezzato dagli abitanti della capitale belga

Jadranka Lacković e Vladimir Tomić di fronte al murales sulla facciata dell’edificio dell’ex ditta IVEX

Jadranka Lacković è un’artista di Fiume nota agli amanti della street art come ojoMAGico (pronunciato “oho-màhico” con l’H aspirata). Se a qualcuno il nome non dice niente, indubbiamente tutti i fiumani conoscono i suoi murali che, sparsi per la città, infrangono il grigiore e trasformano l’identità di quartieri, piazze, vie e vicoli per molti aspetti trascurati. Durante una piacevole chiacchierata, Jadranka ci ha parlato del suo percorso professionale, dei lavori realizzati e degli attuali progetti, soffermandosi anche su alcuni punti di vista in merito al rapporto tra l’artista e la comunità.

Il percorso artistico

Nata a Fiume nel 1986, Jadranka da piccola non aveva intenzione di fare l’artista. “Inizialmente volevo fare l’archeologa”, ammette. L’arte, però, fin da subito le viene naturale. “Durante i primi anni delle elementari disegnavo spesso degli abiti, volevo fare la designer di moda”, ricorda con un sorriso. Poi, grazie ad alcune insegnanti di scuola elementare che riconoscono il suo talento, spingendola a partecipare a laboratori e concorsi artistici (tra cui il programma LIADO – atelier di arti visive e di ricerca, promosso dalla Città di Fiume), decide di iniziare un percorso artistico, iscrivendosi alla Scuola media superiore di Arti applicate di Fiume (ŠPUR) all’indirizzo “Design industriale”. Lì matura l’interesse per la stampa, motivo per cui decide di iscriversi all’Accademia di Arti applicate di Fiume scegliendo come indirizzo il Graphic design. Poi però cambia rotta di nuovo. “Al secondo anno di studi ho deciso di iscrivermi all’indirizzo di Pittura perché sapevo che mi avrebbe dato il giusto sapere per i lavori che avrei voluto fare in futuro”, afferma, ammettendo che “mi sono resa conto che non mi piace tutta la parte tecnica legata alla stampa e il fatto di dover essere sempre così precisa e minuziosa”.

Apprendistato al Teatro dei burattini

Verso la fine degli studi fa un altro salto e sceglie di laurearsi in Moda e costume, sotto la guida del mentore Tonči Vladislavić, designer, teorico dell’arte e professore in pensione dell’Accademia di Arti applicate di Fiume e della Facoltà di tecnologia tessile di Zagabria, che Jadranka ricorda con tanto rispetto. “Alla fine ci sono comunque arrivata al design di moda”, dice scherzando. Dopo la laurea, attende per ben tre anni per poter svolgere un apprendistato presso il Teatro dei burattini di Fiume. “Avrei potuto iniziare uno stage anche in altre istituzioni, ma volevo farlo proprio al Teatro dei burattini, e quindi ho aspettato fino a quando non mi è stata offerta l’opportunità di svolgerlo lì”, afferma. L’anno passato al Teatro, dove si guadagna il soprannome di “chirurgo estetico dei burattini”, lo descrive come uno degli anni più belli della vita, soprattutto il tempo passato nel laboratorio condotto da Luči Vidanović, tecnica e costruttrice di burattini.

Un murale nella capitale belga

Ed è al termine dell’apprendistato al Teatro dei burattini di Fiume che Jadranka inizia il suo percorso professionale che, dieci anni dopo, la porterà a dipingere un murale nel centro della capitale belga, nel cuore della politica europea. Realizzato in pochi giorni nell’ambito del Balkan Trafik Festival, il lavoro mostra una serie di pesci in nuoto, visti di lato e stilizzati nello stile, ormai riconoscibile, di ojoMAGico. “I giornalisti che seguivano il Festival si interrogavano molto spesso sul significato dei pesci, supponendo che siano carichi di valenza politica”, racconta. La scelta del motivo riguarda, però, come ci spiega, una storia completamente diversa. “A giugno del 2019 avevo bisogno di una pausa, e quindi avevo pensato di andare a Palmižana per poter lavorare su una serie di ritratti che da tempo volevo finire”, realizzando, una volta arrivata lì, che la piccola località dell’isola di San Clemente (Sveti Klement), in Dalmazia, non sarebbe stata il luogo adatto per il completamento di opere del genere. “Un giorno, mentre stavo facendo degli schizzi seduta in spiaggia, ho visto una lattina di sardine e ho deciso di disegnarle”, afferma. “I miei disegni – prosegue – erano piaciuti tanto al signore che si occupava della manutenzione della riva, con il quale avevo fatto amicizia, e quindi mi chiedeva spesso di realizzarne di nuovi, ed è così che ho continuato a farli”. Qualche mese dopo, gli organizzatori del Balkan Trafik Festival hanno riconosciuto il valore artistico dei lavori, che Jadranka pubblicava sui suoi canali social, invitandola a realizzare il più grande murale della sua carriera, che, ci spiega, è stato molto apprezzato dai cittadini di Bruxelles. “I miei pesci non hanno nessun significato al di fuori di quello estetico”, ammette con un po’ di autoironia. “Per me la cosa importante – conclude – è che sia bello e che piaccia agli altri. Se è bello per me ed è bello per gli altri, il mio lavoro è fatto”.

Il murales di Bruxelles, in Quai à la Houille 7

Tornare sempre a Fiume

Tuttavia, dopo ogni esperienza all’estero e in diverse località croate, Jadranka decide sempre di tornare a Fiume. “Amo viaggiare e considero le residenze artistiche delle esperienze estremamente utili per un artista”, afferma. “Però – prosegue –, per me, ciò che conta di più è poter tornare e portarle a casa queste esperienze, per esprimerle poi nei miei lavori. Non voglio andarmene, ma voglio impegnarmi a migliorare il posto in cui vivo”. I fiumani possono osservare i suoi lavori in numerosi quartieri della città, come in via dell’Acquedotto, dove, al ritorno dal Belgio, ha dipinto un murale insieme ai partecipanti dell’iniziativa “Una Fiume di murales” condotto da Jadranka e Tanja Blašković; sulla facciata occidentale dell’ex magazzino IVEX, in Delta, dove ha lavorato insieme a Vladimir Tomić; nel locale Palach e nei vicoli circostanti. Al momento, sta lavorando su un progetto per il Centro S.O.S. di Fiume, in cui vorrebbe realizzare “un murale che, senza cadere nel patetico, potesse in qualche modo abbracciare le persone che, con tantissima forza e coraggio, si rivolgono al Centro”.

Un ottimismo contagioso

L’ora e mezza di intervista concessaci è stata sufficiente solamente a passare in rassegna le numerose esperienze che Jadranka ha accumulato nel corso della carriera sotto lo pseudonimo di ojoMAGico, con cui si firma da ormai dieci anni. Il contagioso ottimismo con cui ci racconta dei murali dipinti nell’ambito di festival e manifestazioni culturali, delle esperienze con altri artisti, dei laboratori condotti con artMašina (progetto fondato da Jadranka, Dunja Tišma e Marija Kajapi) e di tutti i motivi per cui sceglie sempre di vivere a Fiume si riflette anche nei suoi lavori. Jadranka è un’artista che, con modestia, allegria, impegno e perseveranza cerca di dare un proprio contributo al luogo in cui abita, senza dubbio, riuscendoci. I suoi murali, infatti, vengono apprezzati da persone di ogni provenienza e generazione. “La gente spesso pensa che i miei lavori abbiano vita breve, ma la verità è che nessun mio murale è mai stato cancellato o intenzionalmente rovinato”, conclude, sempre con un sorriso.

Un lavoro realizzato in un’abitazione privata

Le foto dei lavori di ojoMAGico vengono regolarmente pubblicate sui canali social Facebook (www.facebook.com/ojoMAGico) e Instagram (www.instagram.com/oojomagicoo).

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