La domanda più difficile per un appassionato di lettura e di libri è “Qual è il tuo libro preferito?”. Come scegliere tra decine e anche centinaia di titoli che ci hanno emozionato, commosso, fatto piangere e rabbrividire, che ci hanno entusiasmato con la bellezza della scrittura, la chiarezza del pensiero espresso, la capacità di coinvolgerci in una storia incalzante, che ci hanno fatto sognare e immaginare mondi nuovi, terre che non abbiamo mai visto, ma descritte in maniera così incantevole da suscitare un’inspiegabile nostalgia. E poi, quale criterio adottare? Scegliere i libri che hanno determinato una svolta nella nostra vita, che ci hanno fatto crescere, che ci hanno emozionato e che ci sono rimasti dentro per giorni, oppure quelli che ci hanno aperto gli occhi in riguardo a un argomento o problema, che ci hanno insegnato qualcosa di nuovo e aiutato a superare un periodo difficile nella nostra vita. Quale che sia il criterio, è sempre un compito quasi impossibile da assolvere senza che ci si senta insoddisfatti della lista stilata. Perché i libri che meritano di venire menzionati sono così numerosi e la lista non sarà mai definitiva. Ed è un bene che sia così perché vuol dire che le possibilità sono infinite e che ci evolviamo di lettura in lettura. Nell’intento di conoscere i gusti letterari di persone di spicco della scena culturale della CNI, come pure quelle appartenenti alla maggioranza, abbiamo posto loro proprio la domanda più difficile: di scegliere cinque libri preferiti in base a un criterio personale.
Abbiamo affidato l’arduo compito di fare un proprio elenco di testi che hanno lasciato un forte impatto a Vladimir Torbica, assessore alla Cultura e alla Territorialità della Regione istriana. Torbica lavora presso la Regione istriana dal 1998. Inizialmente ha ricoperto il ruolo di aiuto assessore, mentre nel 2008 ha assunto l’incarico di assessore alla Cultura. Arriva dal mondo della scuola, dove ha insegnato per diverso tempo. Il nostro interlocutore si è laureato in quello che all’epoca era il Corso di laurea in Letterature comparate.
Un lettore assiduo
“Fin dall’infanzia ho amato leggere, tanto che nella scuola elementare avevo letto tutti i libri custoditi nella biblioteca scolastica – esordisce –. Con gli anni ho mantenuto questa bella abitudine. Il primo dei miei libri preferiti è Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Questo testo mi affascina per il modo e lo stile in cui è stato scritto e per il fatto che presenta un personaggio che riflette su ciò che di buono e di cattivo ha fatto nella sua vita. Si tratta di una storia che mostra cosa una persona, se vuole e se ne ha la possibilità, è capace di fare nella società e, quando si tratta dell’imperatore Adriano, nella storia. Segue Materada di Fulvio Tomizza, un libro che parla del territorio del Buiese. Siccome i miei antenati provengono da questi territori e dal momento che uno di loro se ne andò in Italia, sento questo testo come qualcosa di personale e intimo, che mi lega ai miei nonni e bisnonni. Il terzo testo, che ho trovato molto interessante e che ho ‘divorato’ è Pape Satan Aleppe: Cronache di una società liquida di Umberto Eco. Si tratta di un libro in cui Eco, uno dei maggiori intellettuali del nostro tempo, previde tanti anni fa l’avvento di una società in cui le ideologie risultano sempre meno rilevanti, in cui certi valori scompaiono o si trasformano e in un certo qual modo ha annunciato alcuni processi che oggi si verificano nella società: gli ostacoli ideologici sono sempre meno pronunciati, mentre invece le piattaforme su Internet ci impongono il modo in cui formeremo le nostre opinioni”.
La paura del diverso
“Segue il testo di Ursula K. Le Guin La mano sinistra del buio – prosegue –, un romanzo di fantascienza che mostra come a contatto con nuovi mondi si incorra molto spesso in incomprensioni, il che è un meccanismo che possiamo osservare anche intorno a noi. L’essere umano è così, quando incontra qualcosa di diverso, sconosciuto e nuovo prova disagio e paura e difficilmente lo accetta. Al contempo, il romanzo porta il messaggio positivo e ottimista che essere aperti ai cambiamenti e a contatto con lo sconosciuto porta alla creatività. L’ultimo libro è Filozof igra nogomet (Il filosofo gioca a calcio) di Viktor Žmegač, un testo che dimostra come di temi seri si possa scrivere in maniera leggera o come di temi non seri si possa scrivere in maniera molto ben articolata”.
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