I LIBRI PREFERITI. Storie di persone ordinarie e al contempo straordinarie

A presentare la sua lista dei cinque libri che più le sono rimasti impressi è la prof.ssa Snježana Prijić Samaržija

0
I LIBRI PREFERITI. Storie di persone ordinarie e al contempo straordinarie
Snježana Prijić Samaržija Foto: Goran Žiković

La domanda più difficile per un appassionato di lettura e di libri è “Qual è il tuo libro preferito?”. Come scegliere tra decine e anche centinaia di titoli che ci hanno emozionato, commosso, fatto piangere e rabbrividire, che ci hanno entusiasmato con la bellezza della scrittura, la chiarezza del pensiero espresso, la capacità di coinvolgerci in una storia incalzante, che ci hanno fatto sognare e immaginare mondi nuovi, terre che non abbiamo mai visto, ma descritte in maniera così incantevole da suscitare un’inspiegabile nostalgia. E poi, quale criterio adottare? Scegliere i libri che hanno determinato una svolta nella nostra vita, che ci hanno fatto crescere, che ci hanno emozionato e che ci sono rimasti dentro per giorni, oppure quelli che ci hanno aperto gli occhi in riguardo a un argomento o problema, che ci hanno insegnato qualcosa di nuovo e aiutato a superare un periodo difficile nella nostra vita. Quale che sia il criterio, è sempre un compito quasi impossibile da assolvere senza che ci si senta insoddisfatti della lista stilata. Perché i libri che meritano di venire menzionati sono così numerosi e la lista non sarà mai definitiva. Ed è un bene che sia così perché vuol dire che le possibilità sono infinite e che ci evolviamo di lettura in lettura. Nell’intento di conoscere i gusti letterari di persone di spicco della scena culturale della CNI, come pure quelle appartenenti alla maggioranza, abbiamo posto loro proprio la domanda più difficile: di scegliere cinque libri preferiti in base a un criterio personale.

A fornirci la sua lista di libri che l’hanno più colpita è la prof.ssa Snježana Prijić Samaržija, ex rettrice dell’Università di Fiume. La nostra interlocutrice si è diplomata in filosofia all’Università di Belgrado e ha conseguito il dottorato nella medesima disciplina all’Università di Zagabria. Dal 1999 è docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume. Ha ricoperto la carica di rettrice dal 2017 fino a pochi mesi fa, quando è scaduto il suo secondo mandato. I suoi campi d’interesse sono l’epistemologia, la filosofia politica e l’etica.

Un’opera lucida e originale
La docente ha iniziato la sua lista con il romanzo Stoner di John E. Williams. “Ho scoperto Stoner tramite un altro romanzo pluripremiato successivo di Williams, Augustus, una stratificata costruzione epistolare del personaggio pubblico e privato dell’imperatore Augusto. Stoner è, invece, un libro eccezionale su un uomo apparentemente per niente eccezionale, un ordinario professore di letteratura inglese presso una piccola università del Missouri. Il libro segue la vita di William Stoner, dalla sua infanzia in una povera famiglia di agricoltori alla scoperta della passione per la letteratura rinascimentale inglese e i sonetti di Shakespeare, dal suo lavoro all’università, al matrimonio infelice e all’amore extraconiugale. Stone, nonostante la trama lineare e la narrazione quasi del tutto convenzionale lascia l’impressione di un’opera lucida e originale. Anche se il personaggio di William Stoner non è particolarmente straordinario né realizzato, ci rendiamo conto che è difficile vivere una vita umana in maniera più coraggiosa, piena, felice e sincera di Stoner. Egli è un eroe atipico che segue in maniera riservata le sue convinzioni e passioni e accetta stoicamente le conseguenze delle sue decisioni. È interessante che il libro venne pubblicato già nel lontano 1965, ma si è affermato appena una quindicina di anni fa e un quarto di secolo dopo la morte dell’autore, quando Bret Easton Ellis e Ian McEwan lo proclamarono un romanzo ‘perfetto’ e i critici ‘il più grande romanzo che non avete mai letto’.
Segue Persepolis, un fumetto scritto e illustrato da Marjane Satrapi, che racconta la sua infanzia e crescita a Teheran durante la Rivoluzione islamica, il periodo della scuola media superiore a Vienna, il ritorno in Iran e finalmente l’autoesilio. I drammatici sconvolgimenti politici in Iran vengono rappresentati tramite la vita di una famiglia e sono raccontati così come Satrapi, all’epoca bambina e poi ragazza, li poteva comprendere. L’interazione tra il disegno e il contenuto crea una storia toccante che con notevole umorismo offre una comprensione unica delle vicende politiche in Iran, come pure del modo in cui queste influivano sulle vite di persone al contempo ordinarie e straordinarie. Persepolis è un ritratto delle contraddizioni dell’Iran e dei suoi abitanti pensanti, come pure della complessità del rapporto tra politico e privato. Anche se rappresenta un momento storico specifico, Satrapi tramite la parola e il suo disegno pittoresco parla di individui e di famiglie che cercano di conservare la quotidianità e le loro convinzioni in condizioni di assenza di libertà politica. Tematicamente e formalmente, Persepolis va a braccetto con il fumetto Taglia e cuci, nel quale unisce le voci femminili di diverse generazioni di donne iraniane dalla prospettiva di una bambina.
Il terzo libro è Le correzioni di Jonathan Franzen. Questo romanzo ha reso questo scrittore americano famoso in tutto il mondo e, a mio avviso, è anche la sua opera migliore. La trama segue la benestante famiglia americana Lambert, le loro profondamente radicate lotte emotive, nonché gli alti e bassi all’epoca dell’ultimo boom economico negli Stati Uniti, ma allo stesso tempo anche il loro desiderio di raggiungere la pace interiore e familiare. Parlando dalla prospettiva di diversi membri della famiglia, il romanzo mette in luce le loro vite e le loro storie, ma anche le loro crisi personali. Il padre Alfred Lambert è un ingegnere ferroviario che soffre della malattia di Parkinson e di demenza. Sua moglie Enid, ossessivamente intenta a mantenere la compattezza e la reputazione della famiglia usa il deterioramento della salute di Alfred per riunire la famiglia a Natale. Il figlio più grande Gary è un banchiere di successo, ma sempre più depresso con problemi di alcolismo. Chip è un accademico newyorkese senza lavoro che dopo essere stato licenziato a causa di una relazione sessuale con una studentessa cerca una via di uscita in Lituania, dove lavora a una truffa di investitori americani via internet. La loro figlia più giovane è Denise, una stacanovista impulsiva che raggiunge il successo come cuoca principale di un nuovo ristorante, ma viene licenziata per una relazione con il suo capo e sua moglie. Il romanzo indaga in maniera intelligente sui temi di lotte individuali e di rapporti familiari disordinati nel contesto di una società dei consumi ossessionata dal successo e dallo status sociale.
Segue Olive Kitteridge di Elizabeth Strout, una collezione di racconti collegati dal personaggio di Olive Kitteridge, una burbera e sarcastica insegnante di matematica in pensione. Tutte le storie raccontano le vite intrecciate e ricche di persone ordinarie di una fittizia cittadina costiera del Maine, che Olive incontra e sulle quali riflette. Il libro parla della complessità dei rapporti umani, del bisogno delle persone di venire riconosciute dagli altri anche se le loro opinioni sono spesso sbagliate e superficiali, come pure del fatto che anche noi siamo pronti a giudicare gli altri. Il carattere peculiare della protagonista Olive apre la questione dell’autoriflessione, dell’accettazione di noi stessi, di diverse forme di vite profondamente imperfette e della comprensione degli altri anche quando non li sopportiamo. La critica ha descritto lo stile di Strout come ‘silenzioso ed elegante’, ma si tratta invece di illustrazioni razionali della natura e della vita umana con le quali delinea in maniera profonda e lucida emozioni e caratteri. Il libro è stato insignito del premio Pulitzer e successivamente ne è stata tratta un’ottima miniserie con Frances McDormand nel ruolo di protagonista. Raccomando calorosamente anche gli altri romanzi di Elizabeth Strout, incluse alcune opere sulla scrittrice Lucy Barton, con due romanzi nei quali Olive appare come personaggio secondario”.

Alla ricerca della propria identità
“Il quinto libro è L’imitatore di Hari Kunzru, scrittore inglese di origini indiane, che si occupa in maniera intrigante di ricerca della propria identità. Il romanzo segue le esperienze di Pran Nath che in diverse situazioni sociali modifica in maniera camaleontica la sua personalità per adattarsi e al contempo nascondere la sua identità originale. Pran è, infatti, figlio di madre indiana e di padre inglese. Sua madre lo proclama figlio di suo marito, un uomo ricco appartenente a una casta superiore, ma quando dopo quindici anni di vita nel lusso nei pressi del Taj Mahal la verità sulle origini di Pran viene a galla egli viene cacciato in strada come un emarginato. Kunzru si imbarca così in un viaggio leggendario di un giovane che in diverse società deve sempre reinventarsi per sopravvivere, dall’India vittoriana alla Londra eduardiana, attraverso la comunità di americani neri a Parigi e una spedizione disperata per studiare una tribù africana scomparsa. In tutte le situazioni, Pran riesce a cavarsela perché capace di trasformarsi in chiunque per ottenere ciò che vuole. Anche se la soppressione della sua vera identità gli offre una perfetta opportunità di adattarsi e di avere successo, tuttavia lo costringe ad affrontare il fatto che le sue trasformazioni gli hanno tolto il diritto a un’identità personale. Kunzru ci guida in maniera straordinaria nei temi dell’identità di razza, di classe e quella nazionale, come pure in una storia molto più universale sulla possibilità di creare una propria identità nelle situazioni in cui subiamo la pressione della sopravvivenza e dell’approvazione sociale”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display