I classici della lingua italiana di scena al Dipartimento di Italianistica

Si è concluso il corso «La parola viva – Dizione e interpretazione del testo in lingua italiana» a cura di Laura Marchig. Le studentesse hanno presentato il lavoro svolto in occasione del saggio finale

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I classici della lingua italiana di scena al Dipartimento di Italianistica
Foto GORAN ZIKOVIC

Un viaggio tra alcuni dei testi più celebri della lingua italiana, dallo stilnovismo alla poesia contemporanea, dalla filastrocca per bambini al surrealismo fiumano, fino ad arrivare al cantautorato: è quanto è stato presentato dalle studentesse del corso “La parola viva – Dizione e interpretazione del testo in lingua italiana”, che nella mattinata di oggi, 16 gennaio, alla presenza di colleghi e docenti, hanno affrontato il saggio finale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Fiume.

Uso consapevole della voce
Il corso – iniziato il 30 ottobre scorso e svoltosi con cadenza settimanale, per un totale di 20 ore – è stato tenuto da Laura Marchig e realizzato in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Fiume e con il supporto finanziario dell’Unione Italiana. Le stimolanti e interessanti lezioni, che hanno riscosso un significativo successo tra i partecipanti, hanno fornito agli studenti strumenti pratici e teorici per un uso consapevole della voce, della dizione e dell’interpretazione del testo letterario in lingua italiana. L’approccio ha unito elementi di fonetica, recitazione e comunicazione orale, favorendo la sicurezza espressiva e la presenza scenica.
Il metodo scelto da Laura Marchig è stato non a caso comunicativo e teatrale: l’acquisizione della pronuncia corretta è avvenuta attraverso la pratica, la lettura interpretativa e il lavoro di gruppo. Marchig è intervenuta in apertura del saggio, presentando il lavoro svolto: “Durante il corso abbiamo lavorato molto sulla padronanza della pronuncia e della dizione della lingua italiana, sulla voce, sull’articolazione e sulla respirazione – ha affermato –. Ci siamo inoltre concentrati sulle differenze tra la pronuncia italiana e quella croata, lavorando su elementi come per esempio le lettere doppie, la pronuncia della ‘l’ e della ‘q’, attraverso esercizi di fonetica e scioglilingua”. Ma il corso non si è limitato a fornire gli strumenti per raggiungere una pronuncia quanto più chiara e corretta. Come ha infatti continuato a spiegare Marchig, “ci siamo concentrati anche su quella che è l’interpretazione: abbiamo preso dei testi classici della letteratura italiana, imparando a stare sulla scena e a rendere credibile quello che leggiamo. Si tratta di competenze che le studentesse porteranno avanti nei loro studi e nel loro lavoro”.

Le studentesse che hanno preso parte al corso insieme alla docente Laura Marchig. Foto GORAN ZIKOVIC

Sostegno al prosieguo del progetto
Come ha sottolineato la docente, il progetto è stato fortemente voluto e sostenuto – oltre che dalla Comunità degli Italiani di Fiume e dall’Unione Italiana – anche dai professori e dalle professoresse del Dipartimento di Italianistica, presenti al saggio, e in primis dalla direttrice del Dipartimento Corinna Gerbaz Giuliano, che per l’occasione ha evidenziato quanto i corsi di dizione siano “utili non solo per poter leggere ed affrontare i testi, ma anche per imparare ad apprezzarli”. La direttrice ha quindi espresso il suo sostegno alla continuazione del progetto nel futuro. Durante il saggio le studentesse hanno eseguito la lettura dei testi scelti nell’ordine che segue: le prime terzine de “La Divina Commedia” di Dante (Gaia Cerretti, studentessa Erasmus da Pescara); “L’infinito” di Giacomo Leopardi (Tea Kamenar); “La Capra” di Umberto Saba (Tonia Gudek); “Ed è subito sera” di Salvatore Quasimodo (Laura Širola); “Sono nata il ventuno a primavera” di Alda Merini (Katarina Kruljac); “La morte in pantofole” di Enrico Morovich (Klara Pintar); “Il risveglio di Medea” di Osvaldo Ramous (Julia Putzhammer); “Torno passando su ponti crollati” di Giacomo Scotti (Laura Širola); “Filastrocca corta e matta” di Gianni Rodari (Katja Kušić); e “Acqua azzurra, acqua chiara” di Giulio Rapetti in arte Mogol (Doris Jurina).

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