I bambini di Auschwitz

Al Campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, secondo alcune stime, furono deportati 230mila bambini provenienti da tutta Europa. Tutti, salvo rare eccezioni, vennero uccisi appena arrivati. I gemelli o i bambini ritenuti interessanti dal punto di vista genetico dal “dottor morte” Josef Mengele, furono temporaneamente tenuti in vita. Andra e Tatiana Bucci resistettero e, quando l’esercito sovietico arrivò al campo di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, loro due erano tra i 650 bambini sopravvissuti, di cui meno di 50 erano di età inferiore ai 10 anni.
Ieri, alla Comunità degli Italiani di Fiume, le sorelle hanno avuto modo d’incontrare per la prima volta un altro bambino sopravvissuto ad Auschwitz, Oleg Mandić, nato a Sušak nel 1933. Internato come prigioniero politico a undici anni, fu l’ultimo a uscire vivo dal campo di sterminio. Avendo superato all’epoca i 10 anni d’età, Oleg dovette stare nel reparto maschile, ma rimase invece per alcuni mesi in quello femminile assieme alla madre. Passò anche tre mesi nel reparto “regolare” del dottor Mengele. E chissà se in tutta quella aggrovigliata e terrificante storia del complesso della morte, che ha mietuto più di un milione di vittime, i tre bambini non si siano già incontrati, anche per un solo momento.

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