I 150 anni della ferrovia fiumana nelle cartoline

Negli spazi della Società «Esperanto societo» di Fiume è allestita la mostra che comprende un nutrito numero di cartoline d’epoca

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I 150 anni della ferrovia fiumana nelle cartoline
L’apertura della mostra. Foto: LUKA KIK

Negli spazi della società “Esperanto societo” di Fiume, in via Blaž Polić nel rione di Braida, è allestita la mostra “150 godina svijetom/150 jaroj per la mondo” (150 anni per il mondo), in occasione dei 150 anni della ferrovia fiumana. L’allestimento comprende una collezione di cartoline storiche assieme a un repertorio di oggetti storici legati all’attività della ferrovia.

“La ferrovia collega le persone e i luoghi, come la lingua esperanto. Avendo visto questo parallelismo, mi è venuta l’idea di organizzare una mostra che potesse in qualche modo collegare questi due mondi, uniti nello stesso intento”. È stata questa spiegazione dell’autore della mostra, il connazionale Dorian Mataija.

Collegamento tra Fiume e Zagabria
Nel 1873 è stata infatti inaugurata la tratta ferroviaria che ha collegato Fiume a Zagabria, allacciando il capoluogo quarnerino al sistema dei trasporti dell’Impero austroungarico. Questo è stato un evento di enorme importanza, immortalato in numerose fotografie. Sono stati fotografati sia i lavori che le strutture e gli edifici. Negli anni successivi la ferrovia ha contribuito molto allo sviluppo economico della città e al suo conseguente sviluppo urbano, testimoniato da numerose fotografie. Alcune di queste, successivamente, sono state usate per stampare cartoline.
Le cartoline esposte risalgono a un periodo che va dagli anni ‘90 del XIX secolo fino alla Prima guerra mondiale. Ogni cartolina deriva da una foto spesso scattata molto tempo prima. L’arco di tempo intercorso tra la pubblicazione della cartolina e l’anno in cui la foto usata è stata scattata può arrivare anche a dieci anni. “Per molte foto non è nota la data in cui sono state scattate”, ha spiegato Mataija. “Rispetto alle cartoline pubblicate, le fotografie possono essere più vecchie dai 5 ai 10 anni. In quel periodo sviluppare le fotografie era un lavoro impegnativo, per cui se ne facevano poche. Pertanto, il fondo di foto disponibili non era molto grande e si prendeva quello che era disponibile”. Il metodo più efficace per risalire alla data di pubblicazione della cartolina è basandosi sulla data di invio della cartolina. Ma in questo caso può succedere che questa sia stata spedita anni più tardi rispetto all’anno di stampa.

Cartoline suddivise in tre gruppi
Le cartoline sono state suddivise in tre gruppi: “La via verso Fiume” raccoglie le vedute del Gorski kotar e dei paesaggi in prossimità del tracciato della ferrovia. Il secondo gruppo, denominato “Arrivando a Fiume”, comprende le immagini della Stazione centrale e delle vie vicine. Il terzo gruppo raccoglie le immagini successive all’entrata in funzione della ferrovia, che dimostrano lo sviluppo industriale e urbano che la ferrovia ha portato.
“Si trova sempre qualcosa di nuovo legato alla tematica di Fiume e della ferrovia”, ha aggiunto Mataija. Per quanto riguarda il Gorski kotar, si possono trovare foto e cartoline da Fužine in numero sorprendente, considerando le dimensioni della località. Specifiche per questa zona sono le cartoline panoramiche pieghevoli, che si piegano in due e poi si mettono in busta, una specie di ‘alta risoluzione’ di fine Ottocento e inizio Novecento. A Fiume gli editori di cartoline erano italiani, mentre già a Sušak le edicole gravitavano verso aziende con sede a Zagabria. Erano inoltre comuni le cartoline prodotte da editori tedeschi e austriaci. Le foto dalle quali originavano erano state scattate da fotografi itineranti. “Per chi è un collezionista, è interessante trovare qualcosa che gli altri non hanno, tipo vedute di quartieri che si trovano fuori dal centro. Queste erano naturalmente difficili da trovare dato il numero minore di stampe. Ho trovato delle immagini sorprendenti di Cosala e Belvedere, nelle quali ci sono poche case”.

Messaggi di vario carattere
Facendo riferimento al carattere dei messaggi presenti sulle cartoline, Mataija ha commentato che “a quei tempi non c’erano naturalmente i programmi di messaging e per questo motivo la gente comunicava di tutto tramite le cartoline: dichiarazioni amorose, prese in giro o inezie quali richieste ai familiari di inviare più mutande e lenzuola. Le cartoline non erano rapide come i messaggi telegrafici, ma quest’ultimi costavano molto, mentre le prime erano economiche ed affidabili. La posta era un’istituzione molto importante e lo testimonia l’ex palazzo delle poste in Corso”.
Tra i reperti storici presentati sono da rilevare il telefono ferroviario Ericsson caricabile con il giro di una manovella e un cappello della ditta di spedizione marittima Lloyd prodotto a Fiume.
“La maggior parte delle cartoline sono di mia proprietà. A darmi una mano sono stati Sergio Kristafor, Goran Sišak e Hrvoje Puškarić, collezionisti di antichità. Ho ricevuto assistenza anche dalle Poste croate. Spero che grazie a queste collaborazioni potremo aprire un giorno un museo dedicato alla storia e alla cultura fiumana. Spero inoltre che il mio contributo alla società della lingua esperanto possa aiutarla ad aprirsi nuovamente alla città”, ha concluso Mataija.
La mostra si può visitare su richiesta. Nella serata di chiusura, Mario Simonovich, ex caporedattore di “Panorama” e appassionato di treni e ferrovie, ha presentato i lati meno noti della storia della ferrovia fiumana e ne ha narrato diversi interessanti aneddoti.

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