HKD di Sušak. Festival delle Piccole scene: oggi l’inaugurazione

La rassegna teatrale verrà aperta con il brano «L'amica geniale» di Elena Ferrante, per la regia di Marina Pejnović

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HKD di Sušak. Festival delle Piccole scene: oggi l’inaugurazione
Una panoramica di Fiume / Fotografia di Željko Jerneić

Inizia oggi alle 19.30 con “L’amica geniale” di Elena Ferrante (prodotta dal TNC di Zagabria con la regia di Marina Pejnović) il Festival delle Piccole scene, che si articolerà fino al 9 maggio e porterà alla Casa croata di Cultura (HKD) di Sušak sette produzioni diverse, ma anche numerosi dibattiti e una mostra. Le date che “racchiudono” l’edizione di quest’anno, ovvero il 3 e il 9 maggio, sono storicamente importanti in quanto ricordano la liberazione di Fiume e la Giornata internazionale dell’Europa, nonché l’anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Domani, sempre alla stessa ora, è in programma lo spettacolo polacco “Lear” di Shakespeare, un monodramma con la regia di Janusz Oprynski nel quale recita uno dei più grandi attori polacchi contemporanei, Andrzej Seweryn.
Seguirà venerdì “Pristanak” (Il consenso) di Raine, prodotto da Atelje 212 di Belgrado e con la regia di Nebojša Bradić. Lo spettacolo di Vuković ‘55 kvadrata’ (55 metri quadrati), con la regia di Ivan Plazibat, è in programma sabato, 6 maggio e parla del problema del turismo a scopo di lucro a Spalato. Questa produzione ha ottenuto il premio del Teatro croato come miglior spettacolo dell’anno 2022. Il brano “Posljednje djevojčice” (Le ultime bambine) del teatro ungherese di Subotica, in Serbia, con la regia di Kokan Mladenović, è in programma domenica e racconta una distopia nella quale le donne vengono usate come incubatrici. Allo spettacolo seguirà una tavola rotonda col regista. Lunedì 8 maggio andrà in scena “Un tram chiamato Desiderio” di Williams, con la regia di Lenka Udovički. A chiudere la rassegna sarà “Moj sin samo malo sporije hoda” (Mio figlio cammina solo un po’ più lentamente) di Martinić, con la regia di Ivan Plazibat.
In occasione della rassegna teatrale, nella Galleria Kortil verrà inaugurata la mostra “Visi, maschere, requisiti: il mondo di Shakespeare sui manifesti teatrali polacchi” (Lica, maske, rekvizita; Shakespeareov svijet u poljskim kazališnim plakatima) del curatore Zenon Butkiewicz. La mostra presenta tre generazioni di artisti: i professionisti che hanno iniziato a produrre dopo la Seconda guerra mondiale, i loro studenti e l’ultima generazione, quella più giovane che ha iniziato a produrre nel XXI secolo.
Il manifesto teatrale è ciò che resta quando tutti i riflettori di scena si spengono. Il Teatro è un’arte fugace, transitoria, anche se potrebbe sembrare che il mondo di Shakespeare non abbia fine, in quanto viene interpretato continuamente sulla scena. L’unica cosa tangibile e fissa nel tempo è la locandina, spesso definita l’aristocratico del teatro. Non ha un valore monetario. Sceglie il tema e il modo nel quale lo vuole esprimere. La locandina è lo specchio nel quale si rispecchiano sia l’opera letteraria, che lo spettacolo teatrale. L’autore dell’opera suggerisce la direzione dell’interpretazione e invita a cercare una risposta soggettiva, nascosta nello spazio tra le pagine scritte e il dramma in scena. La mostra rimarrà in visione fino al 18 maggio e si potrà visitare gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, nonché il sabato dalle 10 alle 13.

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