HDLU: una copiosa produzione artistica

Alla Galleria «Juraj Klović» è allestita la tradizionale Mostra annuale della sede fiumana dell’Associazione nazionale degli Artisti visivi, giunta alla 75.esima edizione

È tuttora in corso, presso la Galleria “Juraj Klović”, la tradizionale Mostra annuale della sede fiumana dell’Associazione nazionale degli Artisti visivi (HDLU). Con la 75.esima edizione dell’allestimento, ricordiamo, è stata ripresa l’assegnazione del Premio annuale dell’HDLU che quest’anno è stato conferito alla fiumana Dajana Radoš per la stampa “Simbiosi II” (Simbioza II). La giuria ha assegnato, inoltre, tre menzioni speciali ad Alen Šimoković, Barbara Cetina e Matko Kezele.

”Percorsi interrotti” di Bruno Paladin

Una ricca scena culturale locale

La 75.esima Mostra annuale dell’HDLU fiumano presenta i lavori di 59 artisti. Si tratta, come da tradizione, di un allestimento eterogeneo, semplice e sobrio, che testimonia l’abbondanza della produzione artistica sul territorio della Regione litoraneo-montana. L’esposizione comprende una vasta gamma di tecniche, materiali e generi di arti visive. Vi figurano opere originali e irripetibili che, messe insieme, rivelano la varietà e la ricchezza della scena culturale locale. Si tratta, per la maggior parte, di lavori realizzati tra il 2020 e il 2021, durante la pandemia del Covid. Nella Mostra, la crisi in cui è venuto a trovarsi il mondo intero in seguito allo stravolgimento della “normalità” si percepisce nella frammentarietà che caratterizza gli approcci degli artisti alla lavorazione, da un lato, e la maniera in cui sono rappresentati i soggetti, dall’altro. Sono molte, infatti, le opere segnate da un certo tipo di decomposizione o da un intreccio di materie prime e tecniche artistiche. Ne è esempio il quadro della connazionale Lea Čeč, emblematicamente intitolato “Costruzione, decostruzione, ricostruzione”. Creato con un misto di inchiostro di china e collage, il lavoro della pittrice fiumana è composto da una miriade di pennellate di china di colore nero e azzurro, dando l’impressione di una visione frantumata, di un’esplosione di migliaia di piccole schegge che poi vengono risistemate, portando tuttavia il segno della suddivisione.

”Viaggi proibiti” di Barbara Cetina

Molto particolare anche l’“Autoritratto” di Matko Kezele. Il mosaicista fiumano dimostra anche questa volta una particolare raffinatezza artistica, presentando un lavoro interattivo e cangiante a seconda del punto di vista dell’osservatore. L’opera è fatta di una serie di strisce appese a un’asticella, che, se mosse, rendono percepibile il volto raffigurato. Infatti, da una visione ravvicinata, i bordi del mosaico di Kezele sembrano sfocati e la figura umana appare divisa e spezzettata, ma più ci si allontana e più l’“Autoritratto” assume un’immagine precisa.

“Costruzione, decostruzione, ricostruzione” di Lea Čeč

Il lavoro della fiumana Barbara Cetina, invece, esprime il forte desiderio, in questi tempi soppresso, di viaggi, nuove esperienze e luoghi memorabili. Al contempo, i “Viaggi proibiti” (Zabranjena putovanja) dell’autrice rappresentano simbolicamente l’isolamento, l’alienazione che inevitabilmente ci affligge e i limiti imposti ai contatti tra le persone. Un reticolato di minuscole finestrelle di cartone dietro le quali si nasconde una pianta geografica, quasi a indicare l’arresto degli spostamenti e tutti quei viaggi voluti e ora “proibiti”.

”Autoritratto” di Matko Kezele

Sintonia tra colori caldi e freddi

Uno dei lavori della Mostra che emana sensazioni di confusione e offuscamento è quello di Alen Šimoković. Intitolato “Bin”, è un olio su truciolato in cui i movimenti del pennello dell’artista imprimono un effetto di agitazione, inquietudine, un quadro in cui la scena raffigurata sembra sfuggire alla staticità di un’illustrazione bidimensionale.

”Bin” di Alen Šimoković

Impressioni di quiete

Nella stampa “Simbiosi II” di Dajana Radoš – vincitrice del Premio annuale della sezione fiumana dell’HDLU, che consiste in un’esposizione personale che verrà allestita nella Galleria “Juraj Klović” nel corso di quest’anno -, l’acquatinta, la puntasecca e l’acquaforte convivono armonicamente, infondendo nell’osservatore impressioni di quiete, calma ed equilibrio. I colori caldi e freddi del quadro appaiono in sintonia, in una perfetta “simbiosi” appunto.

”Simbiosi II” di Dajana Radoš

Nell’ambito della Mostra, il Premio della Galleria Kortil – selezionato dal Comitato del quale hanno fatto parte Jolanda Todorović, Ivana Lučić e Sonja Švec-Španjol – è stato assegnato a Sanja Ipšić-Randić e a Melita Sorola-Staničić, le cui opere saranno esposte in un allestimento unico presso la Galleria.

”Collegamenti” di Melita Sorola-Staničić

La Mostra annuale dell’HDLU di Fiume gode del supporto del Dipartimento per la Cultura della Città di Fiume, della Regione litoraneo-montana e del Ministero della Cultura e dei Media. La mostra rimarrà aperta fino a sabato 15 gennaio, a ingresso gratuito.

”Laguna 2” di Sanja Ipšić-Randić

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