Si è svolta presso il Teatrino di Albona la celebrazione del primo centenario della morte della letterata e pedagogista istriana Giuseppina Martinuzzi. Nel suo discorso introduttivo, Daniela Mohorović, presidente della Comunità degli Italiani di Albona, si è detta onorata del fatto che la Comunità locale porti il nome dell’illustre concittadina.
Una produzione poco nota
La prima parte dell’evento è stata dedicata alla conferenza della professoressa Martina Damiani, direttrice del Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Pola, che ha illustrato ai presenti l’importanza di Giuseppina Martinuzzi nel panorama giornalistico. La relatrice ha evidenziato quanto sia stato, finora, poco studiato e valorizzato il contributo della Martinuzzi all’interno della stampa periodica, mettendo in rilievo il suo ruolo di direttrice dei giornali letterari “Pro Patria” e “Pro Patria Nostra”, fondati rispettivamente a Trieste nel 1888 e nel 1889. Soffermandosi sulle censure e sui sequestri dei giornali, come pure sui contrasti con l’editore e il tipografo, sono state portate in rilievo non solo le difficoltà in cui poteva imbattersi ogni giornalista nell’Ottocento, ma soprattutto gli ostacoli affrontati dalla Martinuzzi in quanto donna che ha lottato contro i pregiudizi e per affermarsi in un campo quasi prettamente maschile come il giornalismo.
Temi attuali
A seguire si è tenuta la presentazione del libro “Miserie istriane” curato da Martina Damiani, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul giornale socialista “Il Proletario” di Pola che ha portato alla luce 23 contributi che Giuseppina Martinuzzi aveva inviato alla redazione del giornale polese tra il 1900 e il 1901. Il titolo della raccolta riprende il titolo che l’autrice aveva dato ai suoi primi racconti usciti, a puntate, in appendice al “Proletario”. Questi racconti si articolano in una serie di incontri compiuti dalla scrittrice durante uno dei tanti viaggi di ritorno da Trieste ad Albona, che la portano a riflettere sui problemi che caratterizzavano l’Istria. La miseria risulta il filo conduttore che unisce tutti i contributi dell’autrice, intenti a dare voce alle categorie più fragili della società istriana: minatori, donne, bambini; tutti vittime di un sistema che tendeva sistematicamente a marginalizzarli, senza preoccuparsi di offrire loro la necessaria assistenza. Come sottolineato dalla curatrice della raccolta, “molti temi trattati da Giuseppina Martinuzzi rimangono drammaticamente attuali, per cui, a cent’anni dalla sua morte, continua a darci importanti insegnamenti morali”. La rilevanza di questa pubblicazione, realizzata con il sostegno dell’Unione Italiana e dell’Ufficio per i Diritti dell’Uomo e delle Minoranze Nazionali del Governo della Repubblica di Croazia, risiede nel fatto che riporta alla luce scritti della letterata albonese finora sconosciuti.
Parentesi musicale
L’evento è stato impreziosito dalle canzoni dei bambini della sezione italiana dell’Asilo Pjerina Verbanac”, guidati dalle maestre Ingrid Mileta e Iris Vlačić, nonché dal Coro dei Minicantanti della Comunità, diretto dalla maestra Sabrina Stemberga Vidak. Le celebrazioni si sono concluse con l’esibizione del Coro adulti della Comunità degli Italiani di Albona, diretto dalla maestra Đenana Levak, che ha intonato i versi della poesia “La rondinella istriana”, scritta da Giuseppina Martinuzzi e musicata da Daniel Načinović.

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