Giselda e Oronte, due potenti personaggi verdiani

Daniela Schillaci e Max Jota raccontano il periodo trascorso a Spalato, la collaborazione con il M° Lipanović e ciò che hanno vissuto nel proprio intimo durante il lockdown

Max Jota

elle due recite dell’opera “I Lombardi alla prima crociata” tenutesi al Peristilio, sono stati molto applauditi i ruoli dei personaggi di Giselda e Oronte, interpretati rispettivamente dal soprano Daniela Schillaci e dal tenore Max Jota. I protagonisti sono stati un punto di riferimento durante tutte le recite sia per i cantanti che per l’Orchestra e il Coro del TNC di Spalato. Abbiamo raggiunto per primo il soprano Daniela Schillaci, la quale ha spiegato come si è trovata nei panni di Giselda, confrontando il ruolo con altri personaggi d’opera.
Come vive il personaggio di Giselda che ha interpreto in queste due recite dell’opera verdiana?
“Si tratta di un ruolo molto difficile da eseguire sia dal punto di vista vocale che interpretativo. Giselda è un personaggio ricco di colori musicali verdiani molto forti, ma anche molto delicati. L’estensione vocale della partitura è molto ampia e raggiunge molte volte dei pianissimi, da soprano leggero e momenti in cui il soprano esprime una vocalità robusta in estensioni gravi nei momenti drammatici”.
Una differenza che ha notato tra questo personaggio e altri ruoli che hai già interpretato?
“Giselda è un personaggio duro da affrontare. La sua partitura non concede molto spazio al cantante di rilassarsi ed è sempre presente vocalmente nell’opera.
Diciamo che con Giselda si ha davanti una bella sfida musicale da affrontare. Ho cantato in forma di concerto a Mosca ‘Jérusalem’, diretto dal Maestro Daniel Oren, che è la versione francese verdiana de ‘I Lombardi’”.
Ha notato delle differenze?
“Alcune cose nella partitura sono state invertite, la cabaletta è stata abbassata di un tono come anche altre arie che sono state modificate”.
Come sono andate le prove e le recite?
“Devo dire molto bene”.
E la regia?
“Con la regia molto bene anche se ci sono state delle variazioni. Quest’opera doveva andare in scena lo scorso marzo in teatro. Diversi sono stati i cambiamenti perché l’opera è andata in scena al Peristilio”.
Cosa ci può dire a proposito del direttore d’orchestra?
“Il Maestro Lipanović ci mette sempre a nostro agio e ci permette di esprimerci al meglio vocalmente durante l’opera”.
Da quanti mesi è a Spalato?
“Sono arrivata i primi di marzo e dovevo ripartire i primi di aprile. Purtroppo per via del Covid-19 sono rimasta bloccata qui. Sono tornata a casa il 4 giugno per essere a Spalato nuovamente il 4 luglio”.

Daniela Schillaci

Come si presentano i costumi?
“Ho quattro costumi per l’opera, devo dire uno più bello dell’altro. Il costumista Mladen Radovniković è stato a dir poco fantastico. I vestiti sono di altissimo design ed estremamente fedeli alla tradizione dell’opera”.
Il pubblico com’è stato?
“Il pubblico ha dimostrato molto coraggio e una gran voglia di ricominciare la vita normale”.
Com’è ora la situazione per voi cantanti?
“Anche per noi cantanti non è facile affrontare questa situazione. Quando resti chiuso per molto tempo a causa del lockdown anche l’approccio alla musica cambia. Il tuo stato d’animo è diverso”.
Quale è la sua opera preferita?
“Sono diverse le opere che preferisco: ‘Norma’, ‘Il trovatore’, ‘Madama Butterfly’…
Spero di poter un giorno fare qui a Spalato un’opera che mi piace tantissimo, il ‘Macbeth’”.
Rapporto di collegialità con il Maestro
Il tenore Max Jota si è detto molto felice di aver collaborato con il Coro del TNC di Spalato e il direttore d’Orchestra, Ivo Lipanović.
Come ha trovato il personaggio di Oronte in quest’opera verdiana?
“Ritengo che questo sia un personaggio molto interessante da interpretare ma a mio parere è uno dei personaggi verdiani assolutamente difficili da eseguire. Un personaggio di un Verdi ancor giovane, molto profondo e molto duro”.
Come deve essere dunque l’esecuzione vocale?
“L’esecuzione vocale in quest’opera verdiana è legata alla tradizione del Belcanto. Nel brano ‘I Lombardi’, come nell’opera ‘Nabucco’ e nei brani verdiani giovanili, notiamo molte influenze belliniane, donizettiane e rossiniane. L’interpretazione vocale richiede tanto studio nella cura della tecnica e dello stile vocale richiesti nella partitura”.
Come considera la regia?
“Anche se notiamo delle piccole modernità nella coreografia dei balletti inseriti nell’opera, la regia è molto legata e vicina al concetto della tradizione del libretto dell’opera verdiana”.
La collaborazione con i membri del Coro?
“Sono molto contento di lavorare con colleghi ben preparati dal punto di vista tecnico-vocale. Grande punto di riferimento sia lavorativo che umano nell’opera per me è il soprano Daniela Schillaci. Devo dire che abbiamo un bellissimo rapporto”.
E quella con il direttore d’Orchestra, Maestro Ivo Lipanović?
“È una persona molto diretta, ha le idee ben chiare e ci fa lavorare in modo sereno”.
Infine, qual è stata la sua esperienza con il Covid-19?
“Siamo rimasti qui a Spalato per tre mesi circa. È stato un periodo molto difficile ma anche un periodo di grande riflessione su vita, famiglia e lavoro. Quest’esperienza è stata anche costruttiva, abbiamo conosciuto la nostra condizione umana con tutte le nostre fragilità”.

Facebook Commenti