Davvero un bel concerto, per gli amanti del genere, il Galà lirico-cameristico dedicato a Giacomo Puccini, tra i maggiori compositori operistici italiani (il cui centenario della scomparsa è stato ricordato l’anno scorso), proposto nella Sala spettacoli della Comunità degli Italiani di Pola. Per ovvi motivi, non è stato possibile presentare questo spettacolo di musica classica all’Estivo, nel corso dell’estate palcoscenico… principale per i numerosi programmi, tra concerti, serate danzanti, la manifestazione cinematografica “Circolo classic” e via dicendo.
Atmosfera intima
In condizioni… ideali quindi (in primo luogo lontano dal fracasso del centro cittadino e dai numerosi ospiti del bar che quotidianamente in serata “assalgono” l’ampio terrazzo del sodalizio, e pure con l’ambiente rinfrescato), e rigorosamente in modo acustico quale fattore essenziale per far emergere le qualità interpretative degli artisti musicali, si è assistito ad un revival di arie più e/o meno note dell’eccelso compositore Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924), i cui brani e arie operistiche sono da ritenersi anche d’avanguardia all’epoca, rimanendo attuali e molto gradite anche al giorno d’oggi. A dimostrarlo i sinceri applausi, sia nel corso che al termine della serata, del non troppo numeroso però sicuramente attento e sincero pubblico nel godersi il concerto. Che è stato di elevata qualità, grazie alla bravura e disinvoltura dei solisti.
Abilità e precisione
Ad esibirsi nelle arie da camera e d’opera quindi sono stati il soprano polese Mila Soldatić-d’Ostuni, il tenore friulano Federico Lepre, nonché il baritono piranese ed ideatore dell’evento, sostenuto dall’Unione Italiana e dalla Comunità degli Italiani di Pola, Neven Stipanov. Ad accompagnare i solisti è stata la pianista russa Elena Startceva-Somun, mentre in qualità di ospite d’eccezione si è presentata la flautista slovena Anita Prelovšek. Sin dall’inizio si è visto che si sarebbe trattato di un concerto meritevole, con l’introduzione che è spettata a Startceva-Somun, che con gran impeto ha interpretato il tema “La tregenda” dall’opera “Le Villi” (la prima scritta da Puccini). Le prime due arie da camera, “E l’uccellino” (Ninna nanna) e “Casa mia, casa mia”, sono state interpretate con bravura dal carismatico baritono Stipanov, che in seguito nelle arie ha cantato “Questo amor vergogna mia” (da “Edgar”), “Minnie, dalla mia casa son partito” (da “La fanciulla del West”), “No! Possibil non è… Anima santa della figlia mia” (da “Le Villi”). La voce gradevole, pastosa e molto sentimentale è emersa da Mila Soldatić-d’Ostuni, la cui destrezza si è fatta notare nelle arie “O mio babbino caro” (da “Gianni Schicchi”), “Quando men vo’” (da “La Bohème”), e nella seconda parte del concerto “Mi chiamano Mimì” (da “La Bohème”) e “Vissi d’arte” (dalla “Tosca”). Molto brava senz’altro pure Prelovšek, che ha suonato due arie riadattate per flauto, lente e appassionate, da “Manon Lescaut”, “Donna non vidi mai” e “In quelle trine morbide”. Maestosa e potente pure la voce del tenore Lepre, che ha intonato “Firenze è come un albero” (da “Gianni Schicchi”), “E lucevan le stelle” (dalla “Tosca”) e sul finire la celebre e molto impegnativa aria “Nessun dorma” (da “Turandot”). Il Galà lirico-cameristico dedicato a Puccini si è concluso in bellezza con il duetto da “La Bohème”, con Soldatić-d’Ostuni e Lepre che sul finire allontanandosi lentamente dal palco hanno proseguito a cantare sino dietro alle quinte, il che ha dato un tocco ancora più particolare a questa serata all’insegna della musica colta, evidentemente molto gradita da connazionali e concittadini presenti. Applausi a scena aperta per i magnifici interpreti.
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