France Prešeren ricordato a Capodistria

Le opere del padre della letteratura slovena in lingua italiana grazie al professor Miran Košuta

La festa della cultura slovena si celebra ogni anno l’8 febbraio, anniversario della morte del grande poeta romantico sloveno France Prešeren. In Slovenia tale data è una festa nazionale e per questo motivo il poeta viene ricordato nei circoli culturali e le sue poesie vengono lette sia in sloveno che in lingua italiana. Nell’ambito delle manifestazioni culturali il Club Culturale di Capodistria, in collaborazione con il Forum Tomizza, la Libreria Libris e altri partner, prepara una mostra nelle vetrine dei negozi (purtroppo chiusi per l’epidemia). Le vetrine del centro storico di Capodistria ospiteranno poesie scelte di Prešeren in versione e slovena e italiana. L’intenzione degli organizzatori è di invogliare il pubblico a leggere le sue opere in entrambe le lingue ufficiali del nostro territorio e a superare con meno ansia la difficile situazione di chiusura in assenza di manifestazioni culturali dal vivo. Un libro di poesie di France Prešeren, tradotte dal prof. Miran Košuta, è uscito recentemente presso l’editore ZTT-EST di Trieste.

 

Non poche difficoltà
France Prešeren è il padre della letteratura slovena moderna e un grande poeta, in Italia in buona parte ancora tutto da scoprire. Ne offre ora l’occasione la nuova traduzione delle “Poesie” di France Prešeren di Miran Košuta per l’Editoriale Stampa Triestina (ZTT-EST), un volume che si fa apprezzare anche per una serie di apparati, come le note esplicative, la biografia, la scelta di proporre il testo originale e la versione italiana a fronte. Lo sforzo del professor Košuta – titolare della cattedra di lingua e letteratura slovena all’Università di Trieste – è stato quello di coniugare fedeltà contenutistica e rispetto delle caratteristiche stilistiche e formali della raccolta, l’unica pubblicata in vita dal poeta romantico, nel 1847. Impegno non facile, come lo studioso triestino ha raccontato a Radio Capodistria. “Le difficoltà non sono state poche, a cominciare da quelle rime che già Montale considerava più noiose delle Dame di San Vincenzo, a come rendere in italiano ad esempio l’acrostico del Serto di sonetti o il ritmo endecasillabico del Battesimo alla Savizza. Spero di avere risolto queste difficoltà a beneficio del lettore italiano e senza troppo danno per Prešeren”. L’edizione italiana a cura di Miran Košuta è la terza dopo le traduzioni di Francesco Husu del 1976 e di Giorgio Depangher del 1998.

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