Il docu-film “Fiume o morte!”, del regista e sceneggiatore fiumano Igor Bezinović, proiettato sabato sera come prima pellicola della serata nell’Arena, nell’ambito del Festival del film di Pola, è stato insignito del premio “Vedran Šamanović”. A conferire il riconoscimento al regista, nel Centro del Festival, presso la casa delle Forze armate, è stata Diana Nenadić dell’Associazione croata dei film. Ricordiamo che il premio è intestato al cameraman e regista prematuramente scomparso e viene assegnato annualmente a un artista cinematografico che nell’anno in corso si è distinto in qualunque settore cinematografico e che con il suo approccio innovativo ha ampliato i confini dell’espressione cinematografica nell’ambito nazionale.
Nella motivazione dell’apposita giuria, composta da Petra Belc, Jure Pavlović e Vedran Šuvar, tra l’altro viene puntualizzato che Bezinović, nel contesto del film croato, ha creato un lungometraggio innovativo e ibrido, e con un linguaggio cinematografico intelligente e spiritoso ha illustrato lo storico episodio dell’occupazione di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio rendendo instabili i confini porosi tra realtà e finzione.
Dieci anni di lavoro
Prima della proiezione, accanto al direttore artistico del Festival, Danijel Pek, è intervenuto lo stesso Bezinović, il quale ha rilevato che per realizzare questo docu-film sono stati necessari 10 anni di intenso lavoro, gran parte di questo dedicato alle ricerche storiche, alle fotografie e ai filmati d’epoca. “Oggigiorno – così il regista –, questa pellicola è ancora più attuale che nel 2015, quando abbiamo iniziato a produrla. Nel film si vede l’originale e raro ‘saluto romano’ di D’Annunzio a Fiume, come quello di Elon Musk al meeting per il presidente americano Donald Trump, e come quelli mostrati recentemente nel pieno centro della capitale. Questo film dunque è un sostegno alla lotta antifascista, che dura ancora non solo dopo 80 anni, ma da oltre un secolo”, ha puntualizzato Bezinović.
Il docu-film “Fiume o morte!”, che dalla sua uscita nelle sale all’inizio dell’anno sta sbancando i botteghini, è il documentario più visto in Croazia in quanto ha attirato sinora nelle sale cinematografiche circa 30mila spettatori. Senz’altro un capolavoro, guardando da molti aspetti, in primo luogo per la non convenzionalità e l’innovazione cinematografica, la completa libertà dell’autore nel produrre questo ottimo docu-film. Come noto, il film parla dell’Impresa di Fiume, ossia della sua occupazione da parte del poeta, intellettuale e infine “mini-dittatore” fascista Gabriele D’Annunzio, durata 16 mesi, dal 12 settembre del 1919 al 27 dicembre 1920.
L’italianità fiumana
Tra l’altro il docu-film è strettamente legato all’italianità fiumana, con numerosi interpreti connazionali, tra cui Andrea Marsanich, Silvana Zorich, Noemi Dessardo, Renzo Chiepolo, Sandro Ferletta, Sara Marsanich, Lovro Mirth e altri, che nella maggior parte del lungometraggio si sono espressi in dialetto fiumano (come gli altri attori non professionisti). Va detto infine che “Fiume o morte!” è interessante a tal punto da intrattenere sino alla fine gran parte del pubblico, nonostante la pioggia che ha iniziato a cadere una ventina di minuti prima della conclusione, seguita da lunghi e calorosi applausi.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































