Fiume. La Notte dei teatri con «La Bohème»

Angelo Fiore, Marjukka Tepponen, protagonisti de “La Bohème”

FIUME | Terzo appuntamento novembrino con la lirica al TNC “Ivan de Zajc” sabato sera (ore 18), con “La Bohème” pucciniana, nell’ideale trilogia proposta dal Teatro di Fiume, dopo “Madama Butterfly” e “Tosca”. L’allestimento si realizza in coproduzione con l’Opera Jyväskylä (Finlandia). Sul podio vedremo il Maestro Ville Matvejeff, mentre la regia e le scene portano la firma del regista italo-americano Fabrizio Melano, pluriennale collaboratore con il Metropolitan di New York.
Le parti principali saranno interpretate dalla finlandese Marjukka Tepponen (Mimì), Angelo Fiore (Rodolfo), Kevin Greenlaw (Marcello), Vanja Zelčić/Kaisa Ranta (Musetta), Dario Bercich (Schaunard), Luka Ortar (Colline) e Sergej Kiselev (Benoit).
Con la partecipazione degli attori del Dramma Croato, del Corpo di ballo, del Coro di voci bianche “Kap”.
L’odierno spettacolo viene proposto nell’ambito della Notte dei teatri, che si celebra in tutta Europa, e lo “Zajc” lo festeggia con un’offerta speciale: i posti sui balconi per “La Bohème” sono disponibili al prezzo di 20 kune.
Per completare l’opera Puccini impiegò tre anni, passati fra Milano, Torre del Lago e la Villa del Castellaccio vicino Uzzano, messa a disposizione dal conte Orsi Bertolini. Qui completò il secondo e terzo atto, come da lui annotato con una scritta rimasta sui muri della villa. L’orchestrazione della partitura procedette invece speditamente e fu completata una sera di fine novembre del 1895. Meno di due mesi dopo, il 1º febbraio 1896, “La Bohème” fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, con Evan Gorga, Cesira Ferrani, Antonio Pini Corsi, Camilla Pasini e Michele Mazzara, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini, con buon successo di pubblico, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all’inizio piuttosto ostile, dovette presto allinearsi ai generali consensi. La versione finale invece venne messa in opera per la prima volta al Grande di Brescia, riscuotendo tanti applausi da far tremare le pareti di scena.

La capsula del 1885

Nell’ambito della Notte dei teatri, l’”Ivan de Zajc” apre le porte al pubblico già alle ore 17, per il progetto “La capsula del tempo”. La capsula è un contenitore appositamente preparato per conservare oggetti o informazioni destinate a essere ritrovati in un’epoca futura. Una capsula è stata già depositata nelle fondamenta del Teatro fiumano nel 1885 e oggi si trova custodita presso il Museo civico. Una seconda verrà depositata nel Teatro di Fiume nel 2020. I cittadini interessati a contribuire a questo modello di comunicazione con il futuro sono invitati oggi, nell’atrio del Teatro, per scoprire come diventare parte di questa iniziativa. La nuova capsula del tempo sarà incentrata sui ricordi del pubblico fiumano riguardo sulle rappresentazioni a cui ha assistito, con fotografie, registrazioni audio, video, interviste, articoli o locandine. Tutto quello, insomma, che potrebbe testimoniare la convivenza tra Teatro e cittadini.
Oltre a questa iniziativa, dal Teatro Ivan de Zajc annunciano in parallelo anche la creazione di un archivio digitale ufficiale. Dovrebbero venire digitalizzati i vecchi archivi video e fotografici di tutte e quattro le sue sezioni, ovvero Dramma Croato, Dramma Italiano, Opera e Balletto.

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