Fiume invita Trieste all’Opera

TRIESTE | Mattinata di presentazioni e riflessioni ieri nella sala conferenza del Consolato croato in P.zza Goldoni a Trieste dove è stata annunciata la stagione 2019-2020 dell’Opera dell’”Ivan de Zajc” di Fiume. Per il terzo anno consecutivo l’Associazione Amici della Lirica di Trieste organizza tale incontro ma questa volta con il coinvolgimento della realtà consolare in loco. È stato il Console generale, Nevenka Grdinić a salutare il numeroso pubblico accorso all’incontro. Moderatrice dell’appuntamento Elisabetta D’Erme, presidente dell’Associazione Amici della Lirica “Giulio Viozzi”. A prendere la parola sono stati Marin Blažević, sovrintendente del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, Petar Kovačič, direttore artistico, affiancati dai cantanti Aljaž Farasin, Anamarija Knego e Kristina Kolar, che si sono soffermati sugli spettacoli che li vedono attualmente protagonisti.

Un rapporto già collaudato

Tutto nasce da un rapporto già collaudato dall’Associazione Amici della Musica di Trieste con il Teatro Zajc che è nel loro calendario di “viaggi all’opera”. Fiume come meta dei soci che raggiungono il Teatro per assistere alle varie rappresentazioni. Un’iniziativa che vuole essere apripista di analoghi programmi anche per altre realtà triestine. Molti hanno scoperto così la città di Fiume, attraverso quest’“invito” all’Opera sempre coinvolgente soprattutto per la qualità che la compagnia riesce ad assicurare. Si tratta di una “collaborazione” che parte dal pubblico e non dalle istituzioni anche se un coinvolgimento del Teatro lirico di Trieste potrebbe portare a progetti di collaborazione senz’altro coinvolgenti. Non è una strada né facile né semplice. Si tratta di realtà che non hanno una tradizione di dialogo alle spalle, quindi un progetto tutto da costruire. Fiume punta sulla sua capacità innovativa.
Ecco che nella stagione 2020, che vedrà la città di Fiume Capitale europea della Cultura, anche il Teatro farà la sua parte proponendo una Missa glagolitica ed alcune opere poco eseguite di Strauss, Wagner e Boccherini. La collaborazione con un M.ro direttore d’orchestra proveniente dalla Finlandia, assicura inoltre la presenza di artisti di cultura nordica in una commistione nord-sud che funziona. È quanto anticipato dai rappresentanti dell’Opera di Fiume a Trieste.
Parlando di lirica, il 2020 a Fiume inizierà in anticipo, ovvero già nell’autunno del 2019, con una trilogia pucciniana che valorizzerà il potenziale della compagnia di solisti fiumana, ma attirerà anche con la partecipazione di importanti ospiti. Nelle produzioni di “Madama Butterfly”, “Tosca” e “La Bohème” si esibiranno nei ruoli principali Anamarija Knego e Aljaž Farasin (“Madama Butterfly” e “Pinkerton”)Kristina Kolar e Giorgio Surian (“Tosca” e “Scarpia”) e Marjukka Tepponen (Mimì).
Nel febbraio 2020 seguirà la prima rappresentazione di un’opera wagneriana a Fiume, ovvero il “Tristano e Isotta”, produzione esclusiva per festeggiare la Capitale europea della Cultura. Con la partecipazione della nota regista statunitense Anne Bogart e sotto la guida musicale di Ville Matvejeff, questo spettacolo sicuramente offrirà spunti tematici legati proprio al tema del 2020: Il porto delle diversità.

In attesa di «Re Ruggero»

Nel mese di maggio verrà rappresentata un’altra opera mai eseguita a Fiume. Si tratta del “Re Ruggero”, di Karol Szymanowsky, allestita in coproduzione con uno dei più noti Festival operistici, quello di Savonlinna (Finlandia). Il direttore principale dell’orchestra fiumana, Yordan Kamdzhalov, curerà la parte musicale mentre la regia sarà affidata al regista polacco Krystian Lada.
Nell’autunno del 2020 avrà luogo un’impresa storica soprattutto per i tempi di realizzazione. Si tratta della trilogia verdiana basata su testi di Shakespeare e che comprende le opere “Macbeth”, “Otello” e “Falstaff”. Verrà proposta infatti nell’arco di soli tre giorni, con la direzione di Yordan Kamdzhalov e la regia di Marin Blažević. L’intero cast vocale sarà composto esclusivamente da solisti stabili dell’Opera di Fiume, con l’eccezione di due ospiti.
L’anno si concluderà con la rappresentazione di “Medea” di Luigi Cherubini. Sotto la direzione di Philipp von Steinaecker e la regia di Marin Blažević, debutterà nel ruolo principale Kristina Kolar, primadonna dell’Opera di Fiume.
A tutto questo vanno aggiunte le riprese delle opere “Werther”, di Massenet e “Giulio Cesare in Egitto”, di Hândel, con le quali l’Opera sarà ospite al festival di Savonlinna nei mesi estivi.
Prima dell’anno speciale legato alla programmazione della Capitale europea della Cultura, il Teatro Nazionale Croato di Fiume proporrà nella stagione corrente ancora diversi titoli di grande interesse. Il 12 gennaio ha debuttato “Romeo e Giuletta”, di Charles Gounod, diretta da Paolo Olmi e con la regia di Blažević, una coproduzione internazionale con il Teatro Alighieri e la Fondazione Ravenna Manifestazioni. Seguirà in marzo un’altra coproduzione internazionale, in questo caso con il Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia e Punto Arte – Amsterdam per mettere in scena “Le nozze di Figaro”, di Mozart, con direttore Stefano Rabaglia e regista Ewa Buchmann. Il fortunato binomio Matvejeff-Blažević ritornerà in maggio con un titolo di grande rilievo, l’”Elektra”, di Richard Strauss. L’autunno proseguirà nel segno di “Madama Butterfly” e “Tosca”, accompagnando direttamente verso una stagione certamente memorabile per l’intera città di Fiume e il suo teatro.

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