Festival «Organum Histriae»: sarà un’esplosione di musica e colori

La 22.esima edizione del Festival organistico internazionale si terrà in cinque località della penisola istriana

Vladimir Torbica, Vedrana Koceić, Víctor Manuel Baena de la Torre ed Elena Roce

Presentata la 22.esima edizione del Festival internazionale “Organum Histriae” (ex Giornate d’organo in Istria), progetto a lungo termine per la protezione, il restauro e la rivitalizzazione dell’organo e della musica organistica in Istria, in una conferenza stampa indetta ieri dagli organizzatori; la società di produzione esecutiva “Lifestyle” in partenariato con l’Università Popolare Aperta di Buie e l’Associazione per la promozione e la conservazione del patrimonio organistico “Organum Histriae”.

 

Un’anteprima con «Batalla imperial»

A svelare il ricco programma in calendario dal 1.mo al 5 settembre, l’assessore regionale alla Cultura, Vladimir Torbica, la direttrice della “Lifestyle”, Vedrana Koceić e la presidente dell’Associazione “Organum Histriae”, nonché musicista e professoressa di organo, Elena Roce assieme al giovane organista spagnolo, Víctor Manuel Baena de la Torre, protagonista del concerto promozionale intitolato “Batalla imperial” che si terrà a Buie questa sera, alle ore 20, presso il duomo di San Servolo. Il giovane organista spagnolo, astro nascente e vincitore di numerosi premi in concorsi internazionali, Víctor Manuel Baena de la Torre, attraverso il variopinto repertorio di maestri rinascimentali e barocchi, come A. de Cabezon, J. Cabanilles, F. Correa de Arauxo e P. Bruno, farà viaggiare i presenti in ritmi energici e sottile virtuosismo. La partecipazione è realizzata con il supporto dell’agenzia Acción Cultural Española (AC/E) mediante il Programma per l’Internazionalizzazione della Cultura spagnola (PICE).

L’organo di Buie ha mantenuto la sua struttura originale

Tastiera risalente al 1791

Quindi una 22.esima edizione annunciata con un sensazionale concerto che darà la possibilità di promuovere con orgoglio il maestoso organo ad una tastiera del 1791, opera del maestro veneziano Gaetano Callido. Una struttura originale che conferisce un particolare timbro fonico che, assieme alla ricca decorazione barocca, lo ha fatto diventare uno tra i più significativi strumenti di questo tipo nel nostro territorio. L’organo di Buie, inoltre, è uno dei pochi che ha mantenuto la sua struttura originale che conferisce un particolare splendore al suo timbro fonico.

I musicisti di quest’anno

Seguiranno quindi le tappe presso la città di Pola e la località di San Lorenzo del Pasenatico (5 settembre) e in due nuove località, Montona e Pisino. Il 1.mo settembre, alle ore 20, nella Concattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, a partire dalle ore 20, si esibirà all’organo Eisenbarth del 2001 l’ensémble “Organum histriae” dei giovani musicisti istriani del Festival in un concerto d’apertura intitolato “Musica aeterna”. Il 3 settembre, alle ore 20, l’appuntamento è invece presso la chiesa della Madonna di Montona, dove all’organo di G. Callido del 1797, si esibiranno Mladen Bonomi e Dubravko Ćepulić Polgar in “Blossoming youth”. “Flaute harmonique” è invece il titolo del concerto in calendario il 4 settembre presso la chiesa parrocchiale di S. Nicola di Pisino, dove all’organo Brondino Vegezzi-Bossi del 1901, si esibirà Ursa Ljuban, accompagnata da Lucija Rašeljka Petrač al flauto. La chiusura si terrà a San Lorenzo del Pasenatico con “Il vento che diventa voce”. Il concerto proposto da Francesco di Lernia all’organo di P. Nakić del 1735, si terrà alle ore 20, presso la chiesa di San Martino.

Una reliquia vivente

Come anticipato pure dal manifesto di quest’anno, opera del grafico Vladimir Resner, l’edizione 2021 sarà un’esplosione di musica e colori di questo, come da molti definito, “strumento di Dio e del popolo”, l’organo. Strumento quasi sempre associato agli spazi sacrali e visto da molti esclusivamente come ausilio nell’esecuzione della liturgia, è in realtà, grazie al suono soave, spirituale e regale, una reliquia vivente di epoche precedenti, una sorta di macchina del tempo.

Gli antichi organi istriani sono un tesoro per troppo tempo obliato, trascurato, sottovalutato e lasciato nella polvere ma, grazie al settembrino Festival organistico “Organum Histriae” che nei suoi ventidue anni di attività ha convogliato nelle cittadine istriane insigni organisti, organari, musicologi, organologi, si è verificata un’importante presa di coscienza, anche da parte di istituzioni culturali di massimo livello. Un Festival musicale internazionale che vede nella sua organizzazione, pure l’obiettivo del recupero e restauro di preziosi e antichi organi che spesso portano la firma dei massimi costruttori della scuola veneto-dalmata, oppure della tradizione alpina come Piaggia, Nacchini e Callido. Oggi l’organo testimonia la vita musicale e liturgica della penisola istriana, motivo per cui sono considerati importanti monumenti del patrimonio culturale.

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