Festival di Pola. La magia del film: sobria, ma di qualità

La 67.esima edizione della Rassegna cinematografica di Pola sarà all’insegna delle questioni femminili, con registe, produttrici e forti figure di donne interpreti di ruoli che osano spaziare entro tematiche finora considerate un tabù

29.08.2020.., Pula - U Areni otvoren Pula film festival prvi put u novom terminu, bez vatrometa i uz postivanje epidemioloskih mjera. Festival je otvorenim proglasio Zdravko Zima, izaslanik predsjednika Republike Hrvatske. Photo: Srecko Niketic/PIXSELL

Arena mezza piena e mezza vuota per l’inaugurazione solenne della Rassegna cinematografica di Pola e nell’ottica della filosofia positiva del proverbiale bicchiere, senza focalizzare l’attenzione su quel che non è dato, la 67.esima edizione dell’evento ha lasciato godere chi si è accontentato dello spettacolo dal vivo, dopo aver assistito al digiuno e alla crisi di una produzione artistico-culturale castigata entro dimensioni virtuali imposte dal lockdown epidemiologico. È senza ombra di dubbio un’edizione storica, che ha forato il tradizionale termine di svolgimento in piena estate, ma che anche essendo rimandata alla vigilia dell’autunno, in versione ridotta sia come pubblico sia come proposte cinematografiche, sta dimostrando resistenza alle intemperie e volontà di sopravvivenza. Anche se proponendosi con posti a sedere diradati e distanziati e le gradinate laterali completamente deserte, il Festival delle produzioni filmiche è alla fine riuscito a conquistarsi lo spazio dentro l’anfiteatro, al cinematografo ellittico a cielo aperto (stavolta stellato e anche ventoso), dalle mura abbagliate da luci bluastre e raggi dorati. Un ambiente talmente suggestivo che non trova eguali. Niente fuochi pirotecnici, ma solo stelline scintillanti (da party), ai fianchi del palcoscenico per rendere simbolico onore alla caparbietà della produzione filmica e applaudire i fautori dell’industria cinematografica.
Così subito dopo il cerimoniale degli alzabandiera, quella croata e quella regionale, accompagnati dagli inni (il nazionale Lijepa Naša e l’istriano Krasna zemljo), cantati da Damir Kedžo, è seguito l’innalzamento dello stendardo della Rassegna a opera delle majorettes della città di Pola. Con eleganza e senza strafare, l’ouverture della manifestazione cinematografica nazionale più longeva di Croazia è stata affidata ai presentatori Barbara Kolar e Duško Čurić, che hanno invitato ad applaudire ospiti, autorità presenti e rappresentanti delle istituzioni sostenitrici della rassegna. Benvenuto rivolto al ministro della Cultura, Nina Obuljen Koržinek, al consulente per la cultura del Presidente della Repubblica di Croazia, Zdravko Zima, all’Ambasciatore della Svizzera a Zagabria, Emilija Georgijeva Regamey (presente per omaggiare la proiezione di “Mare” di Andrea Štaka, regista svizzera di origine croata), ai parlamentari del Sabor, al presidente f.f. della Regione, Fabrizio Radin e al sindaco di Pola, Boris Miletić.

Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Si è imposta quindi una considerazione: paradossalmente in condizioni di totale paralisi economico-sociale il prodotto culturale è stato consumato più che mai, dimostrando che la creatività artistico- culturale sia eccome indispensabile alla salute dello spirito. Lo ha ribadito prima di tutti la direttrice dell’ente organizzatore Pola Film Festival, Gordana Restović dicendosi felice del fatto di trovarsi in Arena partecipe a un evento promosso in “tempi duri e strani” a livello planetario.
Un grazie particolare è stato rivolto a coloro che hanno contribuito a reggere le sorti del Festival – Ministero della Cultura, Regione istriana, Città di Pola e sponsor fedeli – ma anche all’Unità della Protezione civile e all’Istituto regionale della salute pubblica per il supporto dato alla sicurezza epidemiologico-sanitaria. Un altro invito, quindi, ad applaudire i protagonisti della magia del film e poi l’augurio di fare ritorno il prossimo anno all’insegna della normalità. Parole di riconoscenza al pubblico giunto in Arena per sostenere la cultura croata in questo momento particolarmente difficile, sono state rivolte dal ministro Nina Obuljen Koržinek con plauso agli operatori filmici per aver compiuto miracoli in condizioni impossibili. “Sono orgogliosa del fatto che – ha sottolineato – la Croazia è uno dei rari Paesi d’Europa ad avere proposto un’estate culturale con eventi dal vivo. Con molta prudenza in campo, sono sicura che si riuscirà a continuare su questa scia anche nei mesi autunnali e invernali”.
L’onore di dichiarare il Festival del film aperto è quindi spettato a Zdravko Zima sottolineando l’anzianità dei valori e della tradizione della manifestazione inaugurata nel lontano 1954 e proseguito senza interruzioni di sorta. Meno pellicole in offerta – ha commentato – non significano meno qualità, anzi. Sale, stavolta, alla grande sullo schermo la tematica femminile, con registe e produttrici e forti figure di donne interpreti di ruoli che osano spaziare entro tematiche finora considerate un tabù”. Un tanto su scelta del direttore artistico Zlatko Vidačković. Infine, una battuta di spirito: a tutti quanti l’augurio di non contagiarsi dal Covid, ma dalla bellezza intramontabile dell’arte cinematografica.
La cerimonia inaugurale dell’altra sera ha visto pure sul palco il presidente del consiglio direttivo del Festival, Miodrag Čerina per consegnare il premio Marjan Rotar al direttore di Radio Pola, Bruno Krajcar in segno di riconoscenza nei confronti dell’emittente radiofonica amica fedele della Rassegna. Una carrellata di proiezioni ha anche annunciato al pubblico il cartellone previsto: non più di 16 proiezioni di lungometraggi di cui 10 coproduzioni in concorrenza e un programma mai così ricco di documentari (oltre 20).

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