Festival del film di Pola, «Koke» premiato con la Grande Arena d’Oro

È calato il sipario sulla 73ª edizione della kermesse che ha celebrato i migliori film e protagonisti della cinematografia di produzione croata

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Festival del film di Pola, «Koke» premiato con la Grande Arena d’Oro
Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

È calato il sipario sulla 73ª edizione del Festival del film di Pola. L’altra sera invece si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori della prestigiosa rassegna al Teatro Popolare Istriano, dove sono state assegnate le storiche Arene d’Oro ai migliori film croati e alle co-produzioni di minoranza. Spazio anche ai nuovi talenti con il premio “Breza” per i debuttanti, affiancato dal riconoscimento al miglior titolo della sezione Regionale.
A decretare i vincitori del Programma principale è stata una giuria d’eccezione, composta dallo sceneggiatore e regista Vinko Brešan, dalla montatrice Hrvoslava Brkušić, dalla produttrice Tina Hajon, dalla scenografa Tanja Lacko e dal regista Ivan Ramljak. Il verdetto del Programma regionale è stato invece affidato alle registe Čejen Černić Čanak ed Emilija Gašić, insieme alla critica cinematografica Tina Poglajen.

I vincitori
Il trionfatore assoluto è “Koke”, che si aggiudica la Grande Arena d’Oro per il miglior film. Questo avvincente dramma familiare racconta la disputa tra due sorelle di mezza età per la proprietà di una casa vacanze sull’isola di Lesina. La giuria lo ha premiato per la convincente rappresentazione del contesto mediterraneo, la spiccata espressività teatrale e un umorismo sapientemente dosato. A fare la differenza sono state anche le straordinarie interpretazioni del cast, capaci di regalare al pubblico una profonda risonanza emotiva.
Il premio per la miglior regia va invece a Srđan Kovačević per il film “Ono što treba činiti”. Attraverso un linguaggio cinematografico raffinato e di forte impatto emotivo, Kovačević firma un’opera che squarcia il velo sulle ingiustizie sociali, lasciando però spazio alla speranza e alla solidarietà. Al centro del film c’è la coraggiosa attività dell’Ufficio di Tutela dei Lavoratori di Lubiana, diventato un vero e ferreo punto di riferimento per le fasce più vulnerabili della società: lavoratori, sfruttati, disoccupati, disabili e pensionati.
I premi per la scrittura e la produzione confermano l’altissimo livello della selezione. L’Arena d’Oro per la miglior sceneggiatura va a Igor Jelinović per “Koke”. La giuria ha celebrato la sua drammaturgia “shakespeariana”, orchestrata con precisione millimetrica attraverso dialoghi autentici capaci di fondere identità, umorismo e calore emotivo, unendo perfettamente le radici locali alla classicità del dramma. Sul fronte produttivo, l’Arena d’Oro premia Ivan Kelava e Marko Jočić per “Svadba”, un’opera in cui le relazioni tra due famiglie una serba e l’altra croata oscillano pericolosamente tra l’intimità domestica e l’incidente internazionale. Il premio riconosce l’eccellenza di una produzione capace di dialogare con il pubblico, coordinare un team artistico di prim’ordine e blindare la forte visione del regista, traducendola in un film solido e dalla forte identità.
I premi per i migliori attori protagonisti celebrano due interpretazioni di straordinaria intensità. Snježana Sinovčić Šiškov conquista l’Arena d’Oro per il film “Koke”. Nel ruolo di Tonina, l’attrice tratteggia un personaggio sfaccettato, vibrante e autentico; grazie a battute brillanti, un’arguzia travolgente e una magnetica presenza scenica, si trasforma nel vero motore emotivo della famiglia e dell’intera pellicola.
Sul fronte maschile, il massimo riconoscimento va a Dado Ćosić per la sua straordinaria prova in “Lijepa večer, lijep dan”. Il film ci porta nella Jugoslavia degli anni Cinquanta, dove un gruppo di registi, amici intimi, finisce nel mirino del regime a causa del proprio orientamento sessuale, trasformando la loro arte in una lotta per la sopravvivenza. Nei panni di Lovro, Ćosić regala un’interpretazione coraggiosa, sensuale e profondamente suggestiva, restituendo con orgoglio la passione artistica, la vulnerabilità interiore e la fiera dignità di un uomo schiacciato dalla repressione.

Sezione tecnico-artistica
Grandi riconoscimenti anche per i comparti tecnici e artistici del festival. L’Arena d’Oro per la miglior fotografia premia Jana Plećas per “Bog neće pomoći”, pellicola incentrata sull’arrivo di una donna cilena in una remota comunità di pastori croati, dove dichiara di essere la vedova del loro defunto fratello. La giuria ha celebrato un comparto visivo studiato nei minimi dettagli, capace di plasmare l’atmosfera del film: magistrale, in particolare, la gestione della luce nelle scene notturne, che genera una tensione palpabile mantenendo sempre nitido il legame tra i personaggi e lo spazio circostante. Il premio per il miglior montaggio è stato invece assegnato a Klara Šovagović e Damir Čučić per “Ono što treba činiti”. Attraverso un sapiente incastro di voci e micro-storie, i due montatori firmano un lavoro preciso e mai invasivo, capace di restituire un potente ritratto corale. Il ritmo della vita quotidiana si trasforma così in una struttura narrativa di grande impatto emotivo, che riesce a trasmettere agli spettatori un raro e prezioso senso di speranza. Le note musicali e i comparti artistici completano il ricco palmarès del festival. L’Arena d’Oro per la miglior musica va al trio composto da Stavros Evangelou, Iris Asimakopoulou e Vassilis Chontosa per “Bog neće pomoći”. La giuria ha applaudito una colonna sonora capace di proiettare il dramma storico in una dimensione contemporanea, onirica e a tratti inquietante, diventando colonna portante dell’intera atmosfera. Il festival ha celebrato anche le grandi prove dei ruoli complementari: l’Arena d’Oro come miglior attrice non protagonista va ad Aleksandra Janković per “Koke”, mentre quella al miglior attore non protagonista premia Roko Sikavica per “Svadba”, titolo che si aggiudica anche il riconoscimento per il miglior casting curato da Igor Šeregij. Inoltre, il premio per la miglior scenografia va a Stefan Katunar per “Glavonja”. Il film segue una tenace bambina di 10 anni che, per ritrovare i genitori misteriosamente scomparsi, si improvvisa detective insieme a un gruppo di giovani investigatori e a suo fratello autistico. Sarà proprio lo sguardo unico del ragazzo a diventare la chiave decisiva per sventare un’oscura cospirazione criminale.
Le Arene d’Oro continuano con i premi dedicati ai comparti tecnici e artistici. Il premio per i migliori costumi va a Zoran Meić per il film “Glavonja”, mentre l’Arena d’Oro per il miglior trucco viene assegnata ad Ana Bulajić Črček e Goran Ignjatovski per “Lijepa večer, lijep dan”. Il riconoscimento per il miglior sonoro va a Olivier Voisin per “Sitni lopovi”, mentre il team composto da Vanda Raymanov, Michal Struss, Krsto Jarmo, Ivana Šebestova, Peter Budinski, Marek Ježij e Tomaš Danay si aggiudica il premio per i migliori effetti visivi, sempre per il film “Glavonja”.
Un’Arena d’Oro speciale per il contributo all’animazione croata è stata conferita ad Arsen Anton Ostojić per il film “Kristalni planet”. Ambientato sul Pianeta di Cristallo, il film segue la piccola Rea, che si allea con Burgy, un cucciolo di dinosauro separato dalla madre. Per salvarlo dalle grinfie dello spietato Governatore, pronto a sfruttarne i poteri, i due affronteranno un viaggio coraggioso per difendere il pianeta. Anche Linda Begonja è stata premiata con un riconoscimento speciale per lo straordinario contributo al cast corale.

Nuovi talenti
I riflettori si accendono anche sui nuovi talenti e sulle sezioni collaterali. Il prestigioso premio “Breza” per la miglior attrice esordiente incorona Ana Marija Veselčić per la sua straordinaria prova in “Bog neće pomoći”.
Nella ricca sezione dedicata alle co-produzioni minoritarie, si registra il trionfo di “Vjetre, pričaj sa mnom”, che fa doppietta conquistando l’Arena d’Oro come miglior film e quella per la miglior fotografia firmata da Marko Brdar. Ottimo bottino anche per “Tri tjedna kasnije”, che domina i comparti creativi portando a casa i premi per la miglior regia (Miša Terzić), la miglior sceneggiatura (scritta a quattro mani da Terzić e Vladimir Arsenijević) e il miglior montaggio (Marko Ferković). Sul fronte della recitazione, l’Arena d’Oro al miglior attore protagonista premia l’intensa interpretazione di Vučić Perović nei panni di Dejan nel drammatico “Oče naš”. A chiudere il palmarès sono il Programma regionale, che incorona il singolare lungometraggio “Ida, che cantava così male che persino i morti si alzavano e cantavano con lei”, e il Programma studentesco, dove il premio al miglior film va al promettente “Rahlo” di Jozo Schmuch.

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