Festival 2025: l’anno delle donne

Dal MIQ a «Canzonette fiumane», «Dimela cantando» e altre rassegne canore dialettali proponiamo una carrellata di cantanti la cui vittoria ha segnato le kermesse dell’estate scorsa

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Festival 2025: l’anno delle donne
Le vincitrici del festival “Canzonette fiumane” 2025. Foto Željko Jerneić

Con la presentazione di dodici nuovi brani a “Na cantada nsembro” nell’ambito del Festival dell’istrioto, si è chiusa la stagione delle rassegne musicali regionali, che hanno aggiunto tante nuove perle alla preziosa collana del repertorio di canzoni nei dialetti locali. In un mondo globalizzato in cui le minoranze etnolinguistiche appaiono talvolta anacronistiche agli occhi di chi pensa di poter comprendere la realtà parlando solo inglese, l’utilizzo vivo di idiomi ritenuti marginali è fondamentale per preservarli e perpetuarli alle nuove generazioni. Nell’area dell’Alto Adriatico i festival rappresentano veri e propri bastioni di quel mosaico di culture che, mettendo insieme le loro tessere, vanno a comporre un’immagine unica e distintiva. Centinaia di persone assistono ogni anno a serate in cui a farla da padroni sono testi in fiumano, istroveneto, istrioto, ciacavo, accompagnati dalle sonorità e dagli strumenti tipici di questo angolo ricco di storia.
Un indice di vitalità che andrebbe maggiormente sostenuto e valorizzato e che va a integrarsi ad altre testimonianze di un interesse sottovalutato ma vivace, come dimostrano il successo negli ultimi anni di tante commedie in dialetto, l’intensa produzione poetica, la tenuta di canali radio e tv che propongono musica locale, il boom del film documentario di Igor Bezinović “Fiume o morte!”, che tra i tanti meriti ha avuto anche quello di sintetizzare con acume e ironia il complesso ma straordinario sincretismo linguistico della città dell’aquila bicipite.

Melodie al femminile
Per la prima volta, nel 2025 i festival hanno assistito a un’assoluta egemonia femminile. Se nel giudizio degli esperti i premi alle cantanti non sono una novità, a sorprendere è stata la capacità di fare breccia anche nel cuore del pubblico, che solitamente predilige gli interpreti maschili, i cantautori, le voci tenorili, i brani più divertenti.
A inaugurare la stagione ha provveduto all’inizio di giugno Melodie dell’Istria e del Quarnero (MIQ). Fin dalla prima serata a Buccari si è profilato un amichevole duello tra Irena Grdinić, debuttante al festival ma forte della popolarità acquisita come presentatrice e attrice comica, e la regina Karin Kuljanić con ben cinque trofei già in bacheca. La vittoria nella finale di Malinsca ha arriso a Irena e alla sua intensa “Ufan se va te”, davanti a Karin con “Moj Kvarneru” e a Suzana Matušan con “Ljubav je to”, interpretata insieme a Natko Štiglić e alla klapa “Tić”. Un dominio in rosa confermato anche dalla giuria, con il primo posto dell’esordiente Dora Bokulić per “Dojdi”, il secondo posto e il premio per miglior interprete ad Andrina Frleta per “Tebi na dušu” e il premio per miglior debuttante a Mara Lukanović per “Valići”, uno dei due brani parzialmente o interamente in italiano con “Amiamoci” di Nevia Rigutto e Francesco Squarcia.
Gli altri premi sono andati a Paolo Kaštelan (terzo classificato per la giuria), a Patrik Spagnolo (premio “Nello Milotti” – Roženice), a Daniel Načinović per il testo di “Mornari fregate od Meduze” interpretata da Erik Balija, a Goran Kauzlarić Griff per il miglior arrangiamento.

Fiume e Buie
Giugno è anche il mese di “Canzonette fiumane” e di “Dimela cantando”: una concentrazione di date nel giro di poche settimane che sarebbe da ripensare, favorendo una distribuzione delle varie manifestazioni su un periodo più ampio.
In piazza della Risoluzione fiumana è stata celebrata una vera e propria festa delle donne, con il premio più ambito dagli artisti, quello al miglior interprete, assegnato a Nevia Rigutto per “Sempre noi”, tre autrici premiate per i migliori testi e il Grand Prix intitolato a Bruno Petrali attribuito per la prima volta non a uno dei concorrenti ma a Silvana Zorich, instancabile promotrice di tante iniziative della Comunità degli Italiani di Fiume.
In piazza San Servolo a Buie, a conclusione del Festival dell’istroveneto, a trionfare in rimonta è stata Angelica Zacchigna, che ha emozionato il pubblico con “Jera colpa del destin”, a cui è andato anche il premio per il miglior testo, opera della vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita. Una vittoria contesa fino all’ultimo da Matteo Tromba con “Te laso andar” scritta da Sara Salvi, in gara anche come cantante, e da Nicola Štule con la moderna “Senerèntola” scritta da Katarina Fakin, che aveva prevalso nelle tappe di Treviso e di Isola. Premi inoltre per Sonia, Gabriella Marra e Majda Šušelj, la celebre voce dance dei “Karma”, qui in una nuova veste con la ballata “L’esentsa de la vita”.
Angelica Zacchigna, all’inizio di luglio, ha poi rappresentato la lingua italiana in Slovenia, alle Melodie del Mare e del Sole di Portorose, classificandosi al nono posto con “Mai più”.

Martina pigliatutto
Nel periodo clou del turismo balneare, tra concerti e feste in tutte le località, le competizioni canore punteggiano principalmente la costa della Dalmazia. Presenza fissa dei maggiori appuntamenti in programma la scorsa estate è stata quella di Andrina Frleta, in gara a Spalato, a Sebenico e a Opuzen, a dimostrazione di una crescente considerazione anche al di fuori dei confini locali.
A nord, invece, il momento più atteso è sempre quello di fine agosto con ČAnsonfest, da 21 anni fiorente vivaio di nuove composizioni in tutte le varianti del ciacavo. Quest’anno ad anticipare il festival è stato il concerto di Nevia Rigutto nella suggestiva piazzetta della Lokvina in compagnia di tanti ospiti. L’artista fiumana con indirizzo svedese è stata avvolta dall’affetto di una folta platea accorsa a celebrare la sua lunga carriera e il recente titolo di cittadina onoraria di Castua.
Il 29, nel bocciodromo al coperto a causa della pioggia, sono stati proposti diciotto nuovi brani tra i quali uno è subito spiccato tra gli altri, “Jutra rano gren” interpretato con grande trasporto da Martina Majerle: un’esibizione salutata da interminabili applausi che hanno commosso la cantante e che alla fine ha fruttato ben tre premi (“ČAnson”, pubblico, interpretazione).
Mai una canzone aveva vinto sia per il pubblico che per la giuria, e soltanto tre donne – Mirjana Bobuš, Nevia Rigutto e Karla Pupis – erano riuscite, finora, a conquistare il consenso popolare. Ma l’effetto più importante è stato probabilmente quello di dimostrare come i dialetti possano raccontare qualsiasi tematica, anche quelle più delicate: il testo di Zemir Delić, autore sempre profondo e sensibile, affronta il tema della violenza domestica e la forza di una donna che dopo anni di sofferenze e soprusi trova il coraggio di andarsene e di riprendere in mano la propria vita.
A Neven Barac, per “Kad sad pogljedan za sobun”, sono andati il premio al miglior cantautore e quello alla canzone legata al territorio, da quest’anno dedicato a Nikola Luzer (autore della celebre “Moj Kastav” del 1975); a Ljubica Bestulić Stanković il premio al miglior testo per “Ruke”, presentata da Nevia Rigutto.

Autrici mattatrici
Il premio per il testo a Ljubica, presente a ČAnsonfest con ben quattro composizioni, segue i due vinti consecutivamente da Rajka Jurdana Šepić nelle due precedenti edizioni e rappresenta il coronamento a una serie di riconoscimenti al talento produttivo delle donne.
Come detto, dalla penna di Jessica Acquavita è uscito il brano vincitore di “Dimela cantando”, “Jera colpa del destin”. A tre apprezzate autrici della Comunità Nazionale Italiana, Tiziana Dabović, Florinda Klevisser e Gianna Mazzieri-Sanković, sono andati i premi ai migliori testi di “Canzonette fiumane”, rispettivamente per “Un altro dì”, “Sempre noi” e “Respiro de ti”. Nella stessa occasione è stato presentato in anteprima il video di “I me manca”, incisivo pezzo del 2024 sui grandi personaggi che hanno caratterizzato la cultura fiumana, scritto da Laura Marchig e interpretato da Tina Vukov con il Darko Jurković Charlie Trio.
Tris vincente anche al MIQ: la creatività di Tatjana Bon, Suzana Blečić e Ljubica Bestulić Stanković è stata gratificata dal primo premio del pubblico e dai primi due premi della giuria.
È sempre più evidente come l’attenzione alla qualità dei testi e la volontà di comunicare attraverso i dialetti, romanzi o slavi che siano, coinvolga sempre di più affermate scrittrici e poetesse del territorio. Certamente voce, musica e parole non conoscono barriere nemmeno quando si parla di genere, ma è indubbio che i festival di quest’anno abbiano ulteriormente dimostrato la bravura, l’energia, la sensibilità, la tenacia di tante protagoniste della nostra piccola-grande scena musicale, sia sul palco che dietro le quinte.

Angelica Zacchigna ha trionfato al Festival dell’istroveneto. Foto Ivor Hreljanović
Nevia Rigutto è stata premiata alle “Canzonette fiumane” quale miglior interprete per “Sempre noi”. Foto Željko Jerneić
Martina Majerle ha vinto ben tre premi al “ČAnsonfest”. Foto Ivor Hreljanović

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