Fabio Geda incontra gli studenti della CNI

Nell’ambito del Festival della letteratura italiana di Pola lo scrittore ha parlato dei suoi romanzi rivolgendosi ai giovani in una videoconferenza

Lo scrittore Fabio Geda

È iniziato ieri il “Flit – festival della letteratura italiana”, organizzato dalla Biblioteca civica di Pola, la biblioteca con il maggior numero di titoli in lingua italiana a livello nazionale. Per l’occasione gli alunni delle scuole medie superiori dell’Istria e di Fiume sono stati invitati a leggere la serie per ragazzi “Entra nel mondo di Berlin”, scritta a quattro mani con Marco Magnone, che parla di un mondo senza adulti e senza regole, dove gli eroi sono i ragazzi, che divisi in bande combattono e si alleano, odiano e amano, nella lotta continua per la sopravvivenza. Una volta conosciuta da vicino la produzione di questo scrittore della nuova generazione, gli studenti hanno avuto modo di incontrarlo, seppur virtualmente, sulla piattaforma Zoom, per fargli delle domande riguardanti il libro.

 

I bisognosi al centro dell’attenzione
A parlare con Fabio Geda sono stati i ragazzi di Pola, Buie, Rovigno e Fiume, i quali gli hanno posto delle domande riguardanti la trama dei romanzi, la sua collaborazione con Marco Magnone, gli elementi autobiografici nei libri e gli spunti per le idee.

Geda ha spiegato che per molti anni ha fatto volontariato e ha lavorato con alcune associazioni torinesi specializzate in disagio minorile e assistenza dimora. Le sue prime storie parlano, infatti, di disagio minorile e in tutta la sua produzione ha sempre avuto un occhio di riguardo per le marginalità.
“L’idea per la saga di Berlin – ha spiegato – è nata leggendo il romanzo di Golding, ‘Il signore delle mosche’, che parla, appunto, di un gruppo di ragazzi che ricostruiscono una società. Mi sono chiesto cosa farebbero i giovani di oggi in Europa se da un giorno all’altro dovessero rimanere senza genitori. Per me la letteratura è stata questo esperimento sociale. Berlino mi è sembrata la città giusta in cui ambientare questo progetto in quanto non tutti i luoghi possono accogliere ogni tipo di storia. Cercavamo un posto in Europa che non fosse troppo europeo. Cercavamo una città molto moderna, contemporanea. Berlino è stata distrutta e ricostruita tre volte nel corso del Novecento, è una città più notturna, invernale, il cuore nero dell’Europa a causa del nazismo”. Geda ha spiegato ai ragazzi anche com’è stata l’esperienza della scrittura a quattro mani e perché non ha ambientato il romanzo in Italia. “Gli Italiani fanno fatica nella letteratura per ragazzi a sfruttare il nostro territorio – ha spiegato -. Questo è un problema che spero di affrontare nella prossima saga per ragazzi”, ha concluso.

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