Negli spazi degli antichi magazzini del sale “Libertas” è stata inaugurata ieri la mostra sui modelli e sulla storia della fabbrica motori “Tomos”. La rassegna è promossa dalla società “Tomos” che gestisce il museo in via Kidrič, dal Museo regionale di Capodistria, dal Museo del mare “Sergej Mašera” di Pirano, dalle Facoltà di Studi umanistici e di Marineria, dalle Gallerie costiere, dall’Archivio regionale, dal Centro regionale RTV e dalla Biblioteca centrale “S. Vilhar” e gode del sostegno del Comune di Capodistria. I curatori sono Uroš Hribar, Stevo Vujić e Vesna Pajić. L’esposizione è suddivisa in sei sezioni e intende ripercorrere la storia dell’industria che dagli anni ’50 alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, ha caratterizzato la vita a Capodistria e nei suoi immediati dintorni. All’apice del suo sviluppo ha dato lavoro a quasi tremila persone, alle quali vanno aggiunte l’indotto e le succursali all’estero della fabbrica. Era una vera città nella città, con ristoranti, negozi, ambulatori, medici e addirittura un giardino d’infanzia. Oltre al lavoro, la “Tomos” offriva una ricca scelta di attività sportive, culturali e ricreative, curate da operatori professionisti. Una pubblicazione aziendale informava capillarmente i dipendenti sulle novità e i successi del marchio, diventato un compagno di vita per varie generazioni. I suoi motocicli e ancor di più i suoi leggendari ciclomotori hanno fatto bella mostra di sé nei garage e nei giardini di quasi ogni famiglia. Nei mandracchi i motori fuori bordo “Tomos” di varia cilindrata erano i propulsori della maggioranza delle imbarcazioni da diporto ed erano considerati molto affidabili. Dalle foto emergono le vittorie ottenute dal settore corse nell’allora Jugoslavia e all’estero, con ambizioni che puntavano anche al Campionato del mondo motociclistico, poi smorzate dalla crisi che investì la fabbrica e la portò al declino. L’ammirazione e l’affetto dei capodistriani per la “Tomos” vengono testimoniate proprio da mostre come quella in corso, che sarà possibile visitare gratuitamente sino al 10 maggio prossimo.

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